Scene e costumi italiani al Bolshoj

“La Bella addormentata”, balletto inaugurale della stagione, porta le firme della coppia d`oro Ezio Frigerio, scenografo, e Franca Squarciapino, costumista. Con loro le emozioni e i segreti di questa scommessa

Fonte: http://drugoi.livejournal.com/

Se eccellenze artistiche russe e italiane si incrociano in questo avvio di stagione tra gli ori e i velluti del Teatro Bolshoj restaurato, La Bella addormentata, balletto inaugurale, è espressione di una collaborazione senza precedenti. Accade che il classico imperiale di Petipa, rappresentato nel teatro moscovita dal 1963 nella versione coreografica di Juri Grigorovich, dismetta lo storico allestimento firmato da Simon Virsaladze per rinascere con scene e costumi tutti italiani.

Ad idearli Ezio Frigerio e Franca Squarciapino, da quasi mezzo secolo compagni di lavoro e di vita, che hanno segnato gli ultimi decenni del teatro d’opera, di danza, di prosa italiano e internazionale con spettacoli memorabili. Innumerevoli le produzioni per il balletto, soprattutto come collaboratori d’elezione dell’amico Rudolf Nureyev, alla Scala di Milano e all’Opéra di Parigi.

Dalla loro scenografica casa milanese nel cuore di Brera, Ezio Frigerio racconta dello stupore che circa due anni fa colse lui e la moglie alla richiesta della nuova commissione: “Una telefonata del tutto inattesa ci annunciò l’arrivo a Milano di una piccola delegazione dal Teatro Bolshoj, in visita da noi per affidarci l’allestimento del balletto di inaugurazione. Era un desiderio di Grigorovich, amico carissimo, con il quale già avevamo collaborato, che immagino abbia incontrato qualche iniziale resistenza a proporre due artisti italiani, tanto più per il balletto. Ma nel lungo periodo che ha preceduto la riapertura del teatro abbiamo lavorato benissimo, senza limitazioni e con ottimi mezzi”.

“Sono sempre interessata alle nuove proposte, tanto più quando vengono da lontano”, gli fa eco Franca Squarciapino, raggiunta contemporaneamente al telefono a Mosca mentre in sartoria dà gli ultimi tocchi alle sue creazioni. “Ma certo l’emozione di vedere i miei costumi nel tempio del balletto è unica. L’incontro con le sarte del teatro poi è stato commovente: ho cercato di spingerle a fare le cose che mi piacciono, ma sempre nel loro gusto, e mi sono subito accorta del loro apprezzamento. La sartoria femminile e quella maschile facevano addirittura a gara per accontentarmi”.

Si tratta dunque di una produzione grandiosa, alla quale i due artisti hanno risposto con un allestimento rispettoso di quella tradizione che hanno pur sempre cercato di innovare. “L’idea è quella di una festa di corte -, spiega Frigerio con appassionata sapienza, - all’interno di un palazzo d’invenzione, fiabesco, ma con elementi architettonici della San Pietroburgo imperiale, con il suo barocco voluttoso, i colori violentemente pastello per riflettere la neve, la profusione d’oro per far brillare i rari raggi del sole. Ho ideato un grande impianto scenico fisso, molto costruito, con fondali profondamente teatrali e con scene dipinte che vogliono essere citazioni della tradizione russa. Né manca tra la scenografia e la sala quella continuità che il nuovo Bolshoj vuole giustamente esaltare, ovvero l’effetto di ricchezza e grandiosità”.

“Ci siamo attenuti al libretto originale - continua Squarciapino, nota per la raffinatezza delle sue creazioni  - che come la fiaba di Perrault è ambientato in Francia, nel corso di due secoli: il 1600 e il 1700. I miei costumi citano lo stile di entrambe le epoche: la serietà della prima si stempera nella colorata freschezza della seconda, molte sono le lavorazioni, con ricami preziosi e stoffe dipinte, mentre in accordo con la scenografia i tocchi d’oro rendono più luminose le tinte. Quanto ai tutù ho rispettato le proporzioni dei teatri russi, che li vogliono più piccoli e con meno strati di tulle di quelli occidentali. Quando li ho disegnati non pensavo a una ballerina in particolare, successivamente li ho adattati alla protagonista della prima: Svetlana Zakharova, bellissima, elegante, molto alta e magra”.

Non resta che assistere a quello che si annuncia un allestimento storico: di persona per i fortunati che a partire dal debutto del 18 novembre 2011 potranno accedere al Teatro Bolshoj (www.bolshoi.ru), live il 20 novembre 2011 dalle sale cinematografiche italiane e di tutto il mondo per migliaia di altri spettatori (www.nexodigital.it).

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta