Street art a San Pietroburgo

Nella città sulla Neva, capitale culturale e artistica della Russia, si è svolto il primo Forum internazionale dedicato ai graffiti e all’arte digitale, il GraFFFest


La storia dei graffiti russi (meglio dire, sovietici) ha avuto inizio nei Paesi Baltici nel 1985 insieme alla moda della break dance: i primi writers realizzavano le scenografie per i festival di hip-hop. Ci sono voluti altri dieci anni perché la street art arrivasse anche a Mosca. Uno dei motivi principali di questo ritardo, per quanto possa sembrare strano, è stata di tipo economico: il prezzo di una bomboletta di colore spray a Kaliningrad era cinque volte più basso che nella capitale russa. E anche mettersi d'accordo con le amministrazioni locali nei Paesi Baltici è stato molto più facile che a Mosca, dove ancora oggi le autorità non sono riuscite a definire la categoria in cui inserire i graffiti: arte o vandalismo.

Oggi la street art continua ad attirare nuovi adepti e ammiratori, soprattutto grazie ai festival dedicati che si svolgono nella Federazione, come ad esempio il Meeting of Styles a San Pietroburgo. Nonostante questo, in Russia, gli artisti che si occupano di graffiti in modo professionale non sono più di una ventina e la gente considera questo fenomeno più una moda, passeggera.

 

Dal 14 al 20 agosto a San Pietroburgo si è svolto il primo forum internazionale GraFFFest dedicato a quella che è una sintesi tra arte di strada e arte digitale, uno degli indirizzi più attuali della street art, il video-graffito. Il fondatore di questa corrente, l'americano Evan Roth, è convinto che i graffiti possano “essere innocui per i muri della città”. Proprio grazie a lui è stato infatti inventato uno strumento chiamato Laser Tag col quale è possibile scrivere sui muri senza lasciare tracce. A San Pietroburgo gli artisti sono andati addirittura oltre e hanno dipinto una metà del Ponte del Palazzo mentre era aperto. Le impressioni dell’organizzatrice del festival, Svetlana Petrova.

San Pietroburgo ospita già un altro festival internazionale dei graffiti, il Meeting of Styles. Come è nata l'idea di istituire il GraFFFest? Crede che in questa città ci sia abbastanza posto per due festival?

 

Il Meeting of Styles è un festival internazionale dedicato al murales e al graffito classico, mentre il tema principale del nostro forum artistico è la sintesi tra l'arte digitale e quella di strada, la creazione di una forma d'arte del futuro e in Europa è il primo festival di questo tipo. Nel 2007-2008 ho presieduto il festival “Multivision”, il progetto si chiamava “Un piccolo cinema nella Grande Città”, e abbiamo proiettato alcuni cortometraggi del festival su una metà sollevata del Ponte del Palazzo. Questo mi ha dato l'ispirazione per altri progetti di “public art”, un'arte seria e autentica, di cui il pubblico può godere in modo gratuito. Mi piace parlare di arte fra la gente, perché lo spettatore reagisce ad essa in modo molto attivo.

Al GraFFFest era presente anche Evan Roth; qual è stato il suo giudizio?

 

Evan Roth era molto soddisfatto dell’iniziativa; è convinto che la street art russa abbia grandi prospettive per il futuro, sempre che riesca a ottenere gli spazi adeguati. Ha condotto una master-class gratuita su una nuova forma di arte d'animazione, l'Animated gif mash up. Quello che abbiamo fatto vedere sul ponte è proprio il risultato del lavoro congiunto di Evan e degli artisti russi. Mi piacciono molto le sue opere, riesce a parlare di arte usando il linguaggio dell'arte.

Ci sarà un secondo GraFFFest?

 

Spero di sì, perché questa prima edizione ha riscosso un grande interesse da parte del pubblico. L'importante è che ci diano i finanziamenti necessari soprattutto per acquistare i colori, che sono carissimi. Piano piano i graffiti iniziano a suscitare anche il sostegno dell'Amministrazione della città e l'anno prossimo forse non solo riusciremo a ripetere l'esperienza di quest'anno ma il festival potrebbe addirittura ampliarsi. La mia idea ha avuto l'appoggio del Comitato per la Cultura municipale.

L'atteggiamento verso i graffiti in Russia sta cambiando?

 

Il fatto che il forum abbia avuto l'appoggio del Comitato per la Cultura non significa ancora che l'atteggiamento della gente verso questa forma d'arte sia cambiato. E' proprio per questo che ci impegniamo: durante il forum 16 maestri del graffito invitati al GraFFFest hanno dipinto uno spazio “legale”, i 120 metri di muro che circondano il centro culturale “Krasnoe Znamja”. Tutti quelli che passavano di lì si fermavano a guardare, fotografare, raccogliere informazioni.

Il GraFFFest insieme alle “Notti Bianche di Perm” e alla “Bataglia delle Tre Capitali” rappresenta l'avanguardia dei movimenti artistici giovanili. Lo slogan di queste iniziative è molto semplice: dare ai giovani la possibilità di esprimersi. Il futuro appartiene a questo tipo di iniziative?

 

I movimenti giovanili devono avere la possibilità di inserirsi nel mondo, è un processo naturale. E in tutto il mondo è molto più intenso che da noi. Se in Russia dovesse improvvisamente iniziare a stagnare significherebbe che la nostra società è malata, perché la gioventù è la sua parte più attiva e se ai giovani viene negata la possibilità di creare loro cercheranno altre forme per esprimersi. E non credo che questo sia conveniente per lo Stato.

 

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