L’Italia e il carbone siberiano

Gli investimenti previsti sono di 60 milioni di euro entro il 2014. Foto: Ufficio stampa/ Coeclerici

Gli investimenti previsti sono di 60 milioni di euro entro il 2014. Foto: Ufficio stampa/ Coeclerici

Coeclerici, dopo aver acquisito una miniera nella Federazione, ha messo in cantiere investimenti per 15 milioni di euro nel 2012 e altri 60 entro il 2014

Coeclerici punta dritto sulla Russia. L’azienda italiana attiva nel settore delle materie prime, in particolare nel carbone, ha messo in cantiere nuovi investimenti nella Federazione. Dopo gli oltre 20 milioni già spesi per il sito minerario di Korchakol (nei pressi di Novokuznetsk, nella regione del Kuzbass, in Siberia) acquisito nel 2008, il board aziendale ha previsto nuovi investimenti in Russia per un ammontare di 15 milioni di euro entro il prossimo anno e altri 60 milioni entro il 2014. La somma stanziata servirà a migliore la capacità e l’efficienza produttiva della miniera, in modo da portare la produzione a quota 2,5 milioni di tonnellate annue, all’incirca il triplo rispetto ai valori attuali.

“Siamo presenti a Mosca da 60 anni, prima come agenti esclusivi per l’Italia della Sojuz Promexport, allora società di Stato incaricata per le esportazioni di materie prime, e oggi come produttori diretti, per cui si tratta di uno dei mercati che conosciamo meglio”, spiega Giovanni Marchelli, amministratore delegato e direttore generale di Coeclerici Coal & Fuels e presidente di Coeclerici Russia. “Il Paese per noi è strategico perché particolarmente ricco di materie prime e con molte possibilità di sviluppo”, aggiunge.

Quanto alle prospettive, al momento l’azienda non ha dossier aperti,  “ma potremmo valutare eventuali investimenti in nuove miniere e in ambito portuale, settore sinergico, quest’ultimo, all’attività estrattiva”, conclude.

Coeclerici, che in Russia può contare su circa 500 dipendenti (sui 750 che compongono l’intero gruppo), è una multinazionale a gestione familiare - giunta alla quarta generazione -, che ha chiuso il 2010 con un fatturato di 468 milioni di euro (il 99% derivante da esportazioni), in crescita rispetto ai 441 milioni del 2009.

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