A Solvychegodsk, l'impero degli Stroganov

Gli imprenditori più facoltosi della Russia zarista trasformarono questa città del Nord della Russia in capitale del sale. Poi arrivò la decadenza sovietica; oggi, il fascino dei luoghi è incredibile

Foto: William Brumfield

Un tesoro inatteso nel Nord della Russia è la città di Solvychegodsk (4.000 abitanti), situata sulla riva settentrionale del fiume Vychegda, vicino alla sua confluenza con la Dvina settentrionale. Nonostante la sua aria sonnolenta, Solvychegodsk contiene due dei più elaborati esempi di architettura religiosa e di arte decorativa di tutta la Russia.

 

I primi insediamenti russi nell'area risalgono probabilmente al XIV secolo, per la vicinanza a Novgorod. Qui si riconobbero i vantaggi di un sito vicino alla confluenza di due delle maggiori vie fluviali russe: a Nord, verso il mar Bianco, e a Est, verso gli Urali. Quando il principato di Mosca iniziò a espandersi durante il XVI secolo, la rete fluviale settentrionale divenne una delle principali arterie di trasporto per il commercio. Imprenditori facoltosi come gli Stroganov, che arrivarono qui a metà del XVI secolo, ottennero privilegi dal governo di Mosca per stabilire e mantenere degli insediamenti nell'area.

 

La maggiore fonte di ricchezza era il sale, che in epoca medievale era uno dei beni di consumo più preziosi. Solvychegodsk significa infatti “sale del Vychegda” e la zona è piena di sorgenti salate oltre a un fiume salmastro, l'Usol, e un lago salato, il Solonikha. Il monopolio del sale portò agli Stroganov enormi ricchezze e Solvychegodsk divenne il centro del loro impero privato.

 

Il patriarca della dinastia, Anika (Ioanniki) Stroganov (1497-1570) fu anche l'iniziatore del generoso patrocinio delle arti che fu proprio della famiglia. Le sue ricchezze provenienti dalla raffinazione e dal commercio del sale e dall'esplorazione della Siberia, erano incalcolabili. Ivan il Terribile permise agli Stroganov di mantenere un esercito privato e di sfruttare le risorse dei vasti territori degli Urali e della Siberia, in cambio del loro contributo all'espansione dei domini dello zar.

 

Il maggiore contributo di Anika Stroganov all'architettura russa è costituito dalla Cattedrale dell'Annunciazione, i cui lavori di edificazione iniziarono nel 1560 per concludersi apparentemente nei primi anni '70, anche se la consacrazione ufficiale avvenne solo nel 1584. Il design della cattedrale è molto peculiare, con due soli pilastri interni anche se presenta le cinque cupole tipiche per la maggior parte delle chiese del XVI secolo. La struttura originariamente culminava in frontoni arcuati, i cui contorni sono ancora visibili sotto a un tetto a quattro falde del XVIII secolo. Tra il 1819 e il 1826 la torre campanaria originale nell'angolo Nord-occidentale è stata sostituita da un grande campanile neoclassico.

 

A. Ciudinov. 1793. Mappa di Solvychegodsk.

 

I muri interni della Cattedrale dell'Annunciazione sono state affrescate nell'estate del 1600, come si può leggere in un'iscrizione alla base delle pareti. Furono in seguito ridipinte nel XVIII e XIX secolo, soprattutto dopo l’incendio che nel 1819 danneggiò gli interni della chiesa. I tentativi di restauro sono iniziati nel 1970 e quelli ancora in corso hanno riportato alla luce gli affreschi originali sulla parete occidentale. Il pezzo centrale della cattedrale dell'Annunciazione era un iconostasi a cinque file, installato originariamente alla fine degli anni '70 del Cinquecento. La sua forma attuale invece risale al 1690, anche se la porta reale che conduce all'altare venne donata dagli Stroganov all'inizio del XVII secolo.

 

Il florido stile della scuola di arte religiosa degli Storganov trova la sua espressione culminante a Solvychegodsk nella chiesa del tardo XVII secolo presso il Monastero della Presentazione della Vergine. Il mecenate che la fece costruire, Grigorij Stroganov, raggiunse una posizione dominante nell'impero mercantile degli Stroganov e in seguito anche in ambito delle riforme politiche e culturali effettuate da Pietro il Grande. Nel 1688 commissionò la costruzione di una nuova cattedrale per sostituire quella di legno del monastero (fondato nel 1565) che faceva parte della tenuta famigliare a Solvychegodsk. Anche se la chiesa non venne consacrata fino al 1712, alcune delle aree inferiori erano già funzionanti nel 1691, e la costruzione di base venne completata nel 1693.

 

La Cattedrale della Presentazione è particolare per molte ragioni una delle quali è rappresentata dalla decorazione incisa su roccia calcarea applicata sulle pareti esterne in mattoni, anch'esse decorate da piastrelle policrome. Durante il XVIII secolo la galleria, che in origine era una terrazza aperta, venne chiusa da un'arcata in mattoni con un'intricata cornice in pietra calcarea (ora parzialmente oscurata).

 

L'effetto ascendente che caratterizza l'interno della Cattedrale della Presentazione è creato tramite un sistema di volte a coppie di archi che sostiene la larga struttura con le sue cinque cupole senza alcun pilastro indipendente. Ne deriva una sensazione di spaziosità e luminosità resa più intensa dall'assenza di affreschi. Tutta l'attenzione si focalizza sull'iconostasi a sette file dall'intaglio elaborato, creata da Grigorij Ivanov nel 1693. Le icone della cattedrale sono state realizzate su tela invece che su legno e con uno stile occidentale da uno dei pittori degli Stroganov, Stepan Narykov. Sono rari i casi in cui una semplice chiesa parrocchiale sia stata realizzata con tanta magnificenza.

 

Con l'apertura di nuove rotte commerciali nei secoli XVIII e XIX, la città perse la sua importanza strategica, ma divenne luogo di villeggiatura famoso per le sue sorgenti di acqua minerale. All'inizio del XIX secolo, le attività commerciali erano comunque abbastanza vivaci da permettere alla famiglia mercantile dei Pankov di costruire proprio qui una grande villa in stile neoclassico. Solvychegodsk venne in seguito utilizzata dal governo degli zar come luogo di confino per i dissidenti politici. Nel Museo dell'Esilio Politico si può visitare la baracca di legno in cui Iosif Dzhugasvili (meglio conosciuto come Stalin) scontò uno dei suoi molti periodi di confino nel Nord della Russia.

 

L'epoca sovietica inflisse molti danni al patrimonio culturale di Solvychegodsk. Delle dodici chiese di pietra che esistevano ancora all'inizio del XX secolo, otto vennero distrutte e altre due vennero lasciate in rovina. I due gioielli più preziosi però, le cattedrali degli Stroganov, si ergono ancora in tutta la loro magnificenza.

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