La Russia chiude le frontiere alle verdure europee

Foto: Itar-Tass

Foto: Itar-Tass

Il provvedimento, a tempo indeterminato, è la prima urgente misura presa dalla Federazione contro la diffusione del batterio killer dell’E.coli che miete vittime nel Vecchio Continente

Il Servizio Federale per la difesa dei diritti dei consumatori e per la tutela del benessere della persona, il Rospotrebnadzor, ha vietato l'importazione in Russia di tutte le verdure fresche provenienti dai Paesi dell'Unione Europea a tempo indeterminato. Alla base del provvedimento c'è la diffusione di una forma acuta di infezione intestinale, E.coli, in nove Paesi europei. Tali misure non dovrebbero comunque causare alcun deficit sul mercato russo: il volume delle importazioni di verdure dall'Europa è minimo, come confermato dai rappresentanti del Ministero dell'Agricoltura. Tuttavia la situazione di allarme sul mercato potrebbe influire sul costo dei prodotti ortofrutticoli, che è già aumentato del 45,6% nel corso del 2010.

“Nonostante sia passato un mese dall'apparizione di questa infezione intestinale, la situazione non è ancora sotto controllo. Non sono state ancora stabilite né le fonti dell'infezione né i fattori della sua trasmissione. Negli ultimi giorni la situazione si è ulteriormente aggravata e ci vediamo costretti a prendere questi provvedimenti molto impopolari”, ha dichiarato il capo del Rospotrebnadzor, il principale ufficiale sanitario del Paese, Gennadij Onishchenko. Il provvedimento è già stato inviato al servizio doganale russo.

In precedenza, a partire dal 30 maggio, il Rospotrebnadzor, aveva vietato la vendita in Russia di verdure fresche, in particolare pomodori, cetrioli e insalata, prodotti in Germania e Spagna. Già in quell'occasione Onishchenko aveva parlato della possibilità di estendere il divieto ad altri ortaggi provenienti anche da altri Stati europei.

L'infezione ha iniziato a propagarsi dalla Germania settentrionale e, al momento attuale, sono stati registrati casi analoghi in altri otto Paesi: Austria, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna. La maggior parte dei malati guarisce in una decina di giorni, ma in alcuni pazienti la malattia si è manifestata in forma più grave. Il bilancio provvisorio è di 25 morti.

Onishchenko ha dichiarato che teme che l'infezione intestinale possa essere portata in Russia attraverso l'importazione di verdure. L'ufficiale ha inoltre raccomandato ai cittadini russi che si trovano in Germania di consumare verdure soltanto previa cottura e ha esortato tutta la popolazione a “rinunciare al consumo di verdure d'importazione a favore dei produttori locali”.

In Russia soltanto il consumo di patate resta inferiore alla produzione, mentre per tutte le altre colture la Russia dipende dalle importazioni. “Le forniture d'importazione suppliscono ai consumi soprattutto fuori stagione, da gennaio ad aprile. Adesso siamo nel pieno della stagione ortofrutticola, quindi non c'è alcun rischio di deficit sul mercato. Inoltre, basta guardare i grafici dell'import ortofrutticolo in Russia per rendersi conto che la porzione dell'Unione Europea è decisamente piccola”, afferma il portavoce del Ministero dell'Agricoltura. Stando ai dati del Ministero, nel 2010, in seguito all'eccezionale siccità estiva, la frazione dell'import nel consumo di cetrioli è passata dall'1,9% al 15,4%, per i pomodori addirittura dall'1,3% al 25,9%.

Quanto la Russia dipende dall'import di verdure dalla Ue

Secondo i dati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, nel 2010 l'import di prodotti agricoli in Russia è cresciuto del 37% rispetto al 2009, il volume degli acquisti è stato pari a 2,28 miliardi di dollari. Circa il 7% di tutto l'import proviene dai Paesi Bassi che sono a tutt'oggi i maggiori fornitori di verdure tra i Paesi della Ue. Secondo le valutazioni degli esperti, gli Stati europei forniscono circa il 40-45% delle derrate agricole d'importazione.

Il 20% circa delle importazioni di pomodori proviene dalla Ue, di cui il 5% da Spagna e Paesi Bassi, il 4% dalla Polonia. Il maggiore fornitore di derrate alimentari resta comunque la Turchia, che non fa parte dell'Unione Europea.

L'Europa copre poi il 50% delle importazioni di patate. I fornitori principali sono ancora una volta i Paesi Bassi (26%), seguiti da Francia (10%) e Belgio (6%).

L'Europa fornisce il 14% dell'import di cetrioli e cetriolini. Il principale fornitore europeo è la Spagna col 10%, mentre la Turchia resta il maggiore importatore in generale col 31% delle forniture.

L'importazione di cipolla è dominata dai Paesi Bassi col 25%, mentre in totale i Paesi europei esportano il 26% delle derrate di questo ortaggio in Russia.

Leggere l'articolo originale in russo su kommersant.ru

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta