Il guru dei traduttori tra Montale e Sciascia

Evgenij Solonovich. Foto: Photoxpress

Evgenij Solonovich. Foto: Photoxpress

Dietro la grandezza di molti poeti, si cela l’ombra di Evgenij Solonovich. E delle sue traduzioni.

Riconosciuto come il maggior traduttore della poesia italiana in Russia, Solonovich, 78 anni,e da 45 membro dell’Unione degli scrittori, negli anni ha regalato al pubblico russo brillanti traduzioni dei grandi scrittori italiani come Dante, Ungaretti e Petrarca. Senza dimenticare Montale e Zanzotto.

Un elenco troppo lungo per essere citato per intero. E proprio in occasione dell’Anno della cultura Italia-Russia, Solonovich il 12 maggio sarà ospite del 24esimo Salone Internazionale del libro di Torino, insieme ad altri grandi traduttori, tra i quali Elena Kostioukovitch.

E’ la prima volta che partecipa al Salone del Libro (12-16 maggio, ndr)?

Sì, è la prima volta che mi capita. Il programma non lo conosco ancora nel dettaglio, ma da quanto ho appreso andrò a Torino per partecipare a un incontro fra traduttori. Non ci sarà, invece, una presentazione ufficiale dei miei ultimi lavori.

Che riguardano il poeta Giuseppe Gioachino Belli…

Certo. E’ da tempo che me ne occupo, e a settembre finalmente verrà pubblicata la prima raccolta dei suoi sonetti in romanesco, tradotti in russo: una selezione di 150 opere, accompagnate da una vasta introduzione scritta da me, e da alcune illustrazioni di Bartolomeo Pinelli.

Oltre a ciò, ha terminato altri lavori?

Ho appena consegnato alla rivista Novij Mir la traduzione di un lungo pezzo dell’Orlando Furioso, che verrà pubblicato a giugno.

Il suo amore per la poesia italiana è risaputo. Ma quali sono invece gli autori russi che più preferisce?

A essere sincero seguo più la poesia contemporanea, che la prosa. E fra gli artisti di oggi riconosco che ci sono poeti di grande valore, come Timur Kibirov, Sergei Gandlevskij e Maria Stepanova.

E fra gli autori italiani che ha conosciuto, ce n’è qualcuno che ricorda con particolare piacere?

Ho dei meravigliosi ricordi di Leonardo Sciascia. Era una persona molto taciturna, non amava parlare. In compenso i suoi occhi dicevano molte più cose della bocca. Era un uomo straordinario, che con la sua arte ha contribuito a rendere ancora più speciale e nota nel mondo la letteratura italiana.

Preparato da Lucia Bellinello

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta