Adozioni, nuovo accordo Russia-Usa

Foto: Getty Images/Fotobank

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Dagli orfanotrofi della Federazione agli States: negli ultimi venti anni sono stati circa 60mila i bambini che hanno trovato una mamma e un papà nell’America del Nord.

Il governo russo ha finalmente deciso di occuparsi seriamente del problema delle adozioni di bambini russi da parte dei cittadini stranieri. In maggio dovrebbe avere luogo un evento storico: la firma di un accordo bilaterale riguardo alle adozioni tra Russia e Usa. La firma dovrebbe essere apposta nel corso di un incontro tra il ministro degli Esteri Sergej Lavrov e il Segretario di Stato americano Hillary Clinton. Il documento è stato redatto dallo staff del responsabile per i diritti del bambino presso il Presidente della Federazione Russa, Pavel Astakhov.

La necessità di tale accordo esiste già da tempo. Negli ultimi 20 anni, secondo dati ufficiali, gli americani hanno adottato circa 60 mila bambini russi. Ma, secondo Pavel Astakhov, la cifra reale si aggira sui 100 mila bambini. A metà degli Anni '90 circa 14 mila bambini russi ogni anno se ne andavano negli Usa. E in modo praticamente illegale. Di solito il rappresentante di un'agenzia privata prendeva accordi personalmente col direttore dell'orfanotrofio e, previo pagamento di un compenso, poteva di fatto “comprare” il bambino prescelto.

Non stupisce quindi che gli organi russi non sappiano nulla del destino di centinaia di bambini portati fuori dal Paese d'origine in questo modo. I bambini russi non vengono adottati solo da cittadini americani, ma anche da quelli inglesi, francesi, italiani, tedeschi, olandesi, norvegesi, svedesi.

L'unico accordo ufficiale per regolare questo settore è stato concluso solo con l'Italia. E anch'esso è stato siglato comunque in seguito all'ennesimo scandalo provocato dal traffico illegale di bambini. Anche l'intesa americana, oltre che essere il risultato di cinque “round” di trattative, arriva sull'onda dei molti scandali verificatisi negli ultimi anni per il comportamento dei genitori adottivi. Sono 17 i bambini russi morti negli Stati Uniti negli ultimi anni. L'ultima goccia , che ha spinto le parti ad accelerare la firma, è rappresentata dal caso di Artem Savelev. La madre adottiva americana lo ha semplicemente rimandato indietro in Russia, con un biglietto in cui spiegava di non volere più il bambino.

Se ci fosse stato un contratto alla base dell'adozione, la nuova famiglia non avrebbe potuto semplicemente liberarsi del bambino come di un oggetto di cui ci si è stancati. Come minimo avrebbero dovuto pagare gli alimenti per il suo mantenimento allo Stato oppure a un'altra famiglia adottiva.

Il nuovo contratto non solo prevede la possibilità degli alimenti, ma anche altri metodi che dovrebbero servire a controllare il processo di adozione. In particolare le agenzie che si occupano di adozioni dovranno ottenere una licenza non solo negli Stati Uniti, ma anche in Russia. Le agenzie avranno l'obbligo di raccogliere e documentare le informazioni riguardo alla famiglia adottiva e di tenere sotto controllo la situazione che si crea in casa in seguito all'adozione. E infine, il punto più importante, l'accordo avrà anche valore retroattivo e verrà applicato a tutti i casi di adozione di bambini russi da parte di cittadini americani verificatisi negli ultimi 16 anni.

Oggi il numero dei bambini portati oltreconfine dalle famiglie adottive è notevolmente diminuito: si parla di 3-4 mila bambini all'anno. Anche la quantità di orfani in Russia, del resto, diminuisce di anno in anno. Se nel 2005 se ne contavano circa 450 mila, oggi ce ne sono 370 mila (compresi i bambini i cui genitori sono vivi, ma non sono in grado di accudirli). La riduzione di questi valori avviene per due motivi: da un lato c'è il calo demografico, dall'altro il fatto che i bambini vengono subito dati in adozione o in affidamento. Il numero di famiglie disposte all'adozione però resta lo stesso che in passato. Secondo il Ministero dell'Istruzione sono circa 9 mila i bambini russi adottati ogni anno da altri cittadini russi. Da un lato il governo dichiara che il numero dei bambini negli orfanotrofi dovrebbe diminuire. Cinque anni fa, l'allora Presidente Vladimir Putin diede disposizioni in questo senso. Ma di fatto non è cambiato niente.

Secondo l'opinione degli esperti del Ministero dell'Istruzione, l'obiettivo di ridurre il numero di orfani poteva essere raggiunto con la creazione di un apposito patronato che aiuti le famiglie in difficoltà e le famiglie adottive. Ad oggi invece gli organi di tutela hanno ancora funzioni più che altro punitive: multare i genitori negligenti e privarli dei diritti di potestà con il conseguente affidamento dei bambini agli orfanotrofi.

Esempi positivi di tali servizi di assistenza esistono già in alcune città della Russia, come ad esempio a Tjumen. I genitori in difficoltà vengono aiutati a trovare un lavoro, a organizzare piccole imprese private, ricevono aiuti materiali, e, se necessario, vengono curati da alcolismo e tossicodipendenza. Il risultato è che 83 famiglie disagiate su 100 riescono a tornare a una vita normale. E la cosa più importante è che non vengono più messi in dubbio i diritti dei genitori e nessuno minaccia più di mettere i loro figli in un istituto.

Il progetto di legge elaborato dal Ministero dell'Istruzione prevede che questo tipo di assistenza diventi obbligatoria. Verrebbe da chiedersi chi potrebbe essere contrario a una normativa così necessaria. Ma in realtà il progetto si è scontrato con una vera e propria opposizione. Il problema, a quanto pare, sono i soldi.

Negli ultimi anni il governo russo, arricchitosi col petrolio, è arrivato a spendere per gli orfani circa 6 miliardi di rubli all'anno. Per fare un esempio, il mantenimento di un bambino presso un istituto costa tra i 45 e i 65 mila rubli al mese, circa 1500-2000 dollari. In Russia non è facile trovare famiglie in grado di spendere simili cifre per i propri figli. E' ovvio che la somma non va al bambino. La maggior parte del denaro serve a mantenere il personale necessario per mandare avanti gli istituti. Secondo Boris Altshuler, a capo dell'organizzazione non governativa “Diritto del bambino” e membro della Camera Pubblica, sono proprio i dipartimenti regionali assistenziali che gestiscono gli orfanotrofi a opporsi più fermamente al progetto di legge, perché non hanno nessuna intenzione di rinunciare ai soldi che vengono loro destinati dallo stato. E se i bambini non verranno più affidati agli orfanotrofi, mentre quelli che vi si trovano adesso verranno distribuiti tra le famiglie adottive, questo tipo di strutture, tra un po' di tempo, potrebbe addirittura sparire.

E' così che in Russia viene continuamente alimentato il “ciclo” degli orfani, dato che è molto più semplice mettere il bambino in un orfanotrofio che provare a farlo crescere in famiglia. Al Ministero dell'Istruzione comunque assicurano che non smetteranno di sostenere la legge sui patronati assistenziali presso il Parlamento. Purtroppo sembra che i loro sforzi da soli non basteranno: sarà difficile abbattere il muro dell'opposizione senza il sostegno del Presidente.

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