Superstizioni da astronauti

Foto: Itar-Tass

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Un’antologia di credenze, tra rituali e tradizioni, mostra come gli uomini più scaramantici del mondo siano proprio gli uomini in tuta spaziale.

Gli astronauti sono considerati le persone più superstiziose del pianeta. La tradizione vuole che portino in volo con sè un ramo di artemisia, pianta che mantiene a lungo il proprio odore e che ricorda la Terra, e che vengano accompagnati fino alla piattaforma di lancio dalla canzone “Zemlja v illjuminatore” (“La Terra nell'oblò”).

Lunedì neri e date sfortunate

 

Il fondatore della “superstizione spaziale” in Russia è senza dubbio il famoso ingegnere generale Sergej Koroljov. E' risaputo che a Koroljov non piaceva effettuare lanci di lunedì e cercava sempre di spostare la data fissata se per caso cadeva di lunedì. Il perché rimane tuttora un mistero. Però Koroljov difendeva il suo punto di vista fino a scontrarsi anche coi vertici, a volte anche seriamente. Di lunedì i razzi spaziali in Urss non hanno mai volato durante i primi tre anni dell'era spaziale. Quando hanno deciso di abbandonare questo accorgimento, ci sono stati 11 incidenti di lunedì. Dal 1965 in poi il lunedì è diventato di fatto il giorno ufficiale di “stop” dei lanci per la cosmonautica sovietica, e adesso per quella russa.

Alla base spaziale di Bajkonur c'è anche una data considerata particolarmente sfortunata. Nessun lancio viene mai programmato per il 24 ottobre. In quella data, sulle piattaforme di lancio, vengono evitati i lavori seri in genere. Il 24 ottobre 1960 nella base di Bajkonur, in seguito all'esplosione del razzo vettore Mbrr-16, morirono 10 persone. Il 24 ottobre 1963 su una delle piattaforme prese fuoco il razzo R-9A: 8 persone carbonizzate.

Il tecnico portafortuna

 

Un'altra superstizione del famoso ingegnere era quella legata all'operatore portafortuna, quello che schiacciava sempre il pulsante di “start”, il capitano Smirnitzkij. Nessun razzo poteva partire senza il capitano Smirnitzkij. Anche quando venne colpito da un eczema, lo stesso venne chiamato per spingere il pulsante: Koroljov era convinto che il capitano avesse il tocco fortunato.

Lo stesso Koroljov aveva invece severamente vietato a uno degli ingegneri della sua squadra di stare nei pressi della piattaforma in fase di lancio (una volta mentre era di turno ci furono problemi) e verificava di persona che non si avvicinasse neppure.

Autografi

 

I cosmonauti non rilasciano mai autografi prima di aver volato almeno una volta. Alcuni si rifiutano categoricamente di fare autografi con inchiostro nero. Tutti i membri dell'equipaggio, però, devono lasciare una firma sulla bottiglia di vodka che viene bevuta sulla Terra, nella steppa del Kazakistan, dopo un volo finito bene.

Gli astronauti hanno poi l'abitudine di lasciare la propria firma sulla porta della stanza d'albergo in cui passano la notte prima del lancio. E' assolutamente vietato coprire o cancellare questi autografi!

Donna a bordo

 

Dicono che proprio per superstizione c'era chi aveva paura di mandare la prima donna astronauta Valentina Tereshkova nello spazio: chi non conosce l'antico detto dei marinai a proposito delle donne a bordo? E i dirigenti sovietici non si distinguevano certo per superstizione. Nel 1963, alla vigilia della conferenza internazionale delle donne a Mosca, era proprio una donna che doveva andare nello spazio.

Uomini baffuti

 

Per molto tempo a nessun uomo coi baffi venne permesso di andare nello spazio. Durante il volo del baffuto Viktor Zhalobov ci furono effettivamente dei problemi, tanto che il programma venne interrotto d'urgenza.

Altre stranezze da astronauta

 

Nessun lancio spaziale viene mai chiamato “ultimo” da chi lavora nel settore: “l'ultimo lancio per la stazione Mir” diventerà “il lancio conclusivo” o “di epilogo”. Gli astronauti evitano anche accuratamente di salutare le persone che li accompagnano alla piattaforma di lancio.

Al cosmodromo di Plesetzk, prima di ogni lancio, gli astronauti non dimenticano di scrivere sul razzo vettore il nome “Tanja”. Pare che il nome fu iscritto sul primo razzo da un ufficiale innamorato di una certa Tanja. Una volta si dimenticarono di scrivere il nome portafortuna e il razzo esplose prima della partenza.

Un'altra usanza degli astronauti è quella di guardare il film sovietico di culto “Beloe solntze pustyni” (“Il bianco sole del deserto”).

Gli astronauti hanno inoltre l'abitudine di urinare sulla ruota dell'autobus che li porta alla piattaforma di lancio. Dopo, infatti, il loro scafandro viene sigillato e la prossima occasione per “alleggerirsi” si presenta solo dopo alcune ore, quando il razzo raggiunge lo spazio aperto. Pare che il rituale risalga ai tempi di Yuri Gagarin e sia rimasto in voga fino ad oggi. Altri invece ritengono che il padre di questa usanza sia ancora una volta l'ingegner Koroljov, che prima del lancio non mancava mai di “aspergere” il razzo.

A questo rituale, prima del lancio, segue il calcio amichevole che gli astronauti ricevono dal capo.

Il numero 13 invece non è legato a nessuna superstizione particolare tra gli astronauti e gli ingegneri spaziali russi. Certo, sono in molti a non fidarsi di questo numero, ma in Russia non ci sono fissazioni particolari legate al “venerdì 13”. Invece alla Nasa il numero 13 è proprio disprezzato ed è in effetti legato a spiacevoli incidenti. Il famoso “Apollo-13” partì per raggiungere la Luna l'11 aprile e il 13, a bordo della navicella esplose uno dei serbatoi di ossigeno.

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