A Peredelkino la vita è sempre una favola

La dacia di Pasternak sotto la neve. Foto: Phoebe Taplin.

La dacia di Pasternak sotto la neve. Foto: Phoebe Taplin.

La colonia di artisti nelle campagne di Mosca, dove Boris Pasternak e Kornej Chukovskij passavano le estati a scrivere, sembra ancora oggi un luogo uscito da un romanzo russo.

A venti minuti di treno da Mosca c'è un villaggio di dacie letterarie, inclusa quella in cui Boris Pasternak scrisse il Dottor Zivago. E’ Peredelkino, il villaggio degli scrittori, in questo periodo dell'anno ancora immerso nella neve; è un luogo magico nella stagione tra inverno e primavera, nonostante i nuovi sviluppi e le strade trafficate che minacciano di disturbare la sua pace.

 

A Peredelkino è bello andare in treno, come faceva Pasternak per raggiungere la sua dacia. In Russia lo scrittore è particolarmente apprezzato come poeta, uno dei più influenti nel Ventesimo secolo. La poesia, che dà il titolo a una raccolta di versi del 1944, Sui treni mattutini, e che racconta delle sue trasferte invernali da Peredelkino a Mosca, è piena della tipica ricchezza sensoriale di Pasternak. Sul treno col suo “tepore afoso” e “l'odore di sapone floreale e torte al miele”, guardava i suoi compagni di viaggio e guardava il “volto unico della Russia, in silenzioso stupore e meraviglia”.

 

Oltre a esplorare il villaggio, i visitatori possono passeggiare nei boschi che circondano le dacie, esattamente come facevano gli scrittori che venivano a trovare l’ispirazione qui e cercavano di sentire il rumore dei passi di Pasternak sulla neve mentre si recava verso la stazione:

 

“e spargevo per l'oscurità del bosco

i propri passi scricchiolanti.”

Casa-museo di Kornej Chukovskij

Casa-museo di Kornej Chukovskij


Non solo Pasternak

 

La casa-museo di Boris Pasternak si trova al numero 3 di via Pavlenko. E' aperta dalle 10 alle 16, dal martedì alla domenica e l'ingresso costa 100 rubli (poco meno di 3 euro). Gli interni della dacia in legno dipinto di bianco e marrone, sprofondata nel giardino innevato come la prua di una nave, sono improntati a una grande austerità. Nella stanza da letto spoglia e nello studio sono rimasti i suoi stivali, il cappotto e il cappello così come lui li lasciò. La luminosa veranda, col tavolo apparecchiato con le tazze e il samovar, dà sul frutteto lasciato alle erbacce.

 

Tra le dacie incoronate dai ghiaccioli e gli alberi da frutta piegati sotto il peso della neve vicino alla stazione di Michurinets, c'è la dacia meravigliosamente disordinata appartenuta al cantautore-poeta Bulat Okudzhava (aperta dalle 11 alle 16, dal martedì alla domenica). Molti stranieri che viaggiano a Mosca conoscono Okudzhava soprattutto per la statua in bronzo che sta seduta scomposta all'uscita del MooMoo cafè sullo Stary Arbat, e per le sue canzoni sull'Arbat e sui filobus moscoviti. La visita guidata al museo a 300 rubli include la visione di un commovente documentario sulla vita e sul lavoro di Okudzhava, durante il quale si possono ascoltare molte delle sue migliori ballate. Nel piccolo studio si può ammirare la sua collezione di campanelle, mentre altre sono appese nella sala delle esposizioni.

 

Lunghe file di bambini davanti alla casa-museo dell'autore per l'infanzia più amato di Russia, Kornej Chukovskij. E’ subito dietro l'angolo, in via Serafimovich. Le fiabe in versi di Chukovskij, fortemente ritmate e con versi divertenti sono perfette per imparare un po' di russo. Le guide, molto gentili, potranno raccontarvi episodi della giovinezza di Chukovskij, segnata dalla povertà, quando il futuro scrittore faceva l'imbianchino e contemporaneamente studiava l'inglese per conto suo. Arrivò a essere uno dei migliori traduttori dall'inglese, tanto che negli anni '80 fu insignito della laurea ad honorem dall'Università di Oxford. In ricordo della cerimonia, sulla porta del suo studio è appesa la toga accademica.

 

Nella libreria c'è un ritratto dello scrittore eseguito dal poeta Vladimir Majakovskij con una sigaretta intinta nell'inchiostro nero. Il museo è aperto dalle 10 alle 17, da mercoledì a domenica, e l'entrata costa 100 rubli. Un albero delle meraviglie coperto di scarpe, uscito da una delle fiabe in versi di Chukovskij, introduce subito il visitatore nell'atmosfera giusta; dietro la casa inizia un sentiero nel bosco che porta fino a una radura dove è sistemato un palco e una zona per cucinare all'aperto, pensata per le scolaresche in visita didattica, mentre di fianco alla casa-museo c'è una biblioteca per bambini. Lo steccato di legno bianco è stato dipinto dai bambini con scene tratte dalle storie di Chukovskij.

 

Peredelkino può vantare altri abitanti famosi, anche se ormai i soldi e la posizione sociale sembrano essere più importanti dell'effettivo talento. In via Lermontov, i visitatori potranno fiancheggiare il muro di cinta in mattoni rossi della tenuta dello scultore e artista Zurab Tsereteli, autore di una statua gigante, e molto controversa, di Pietro il Grande piazzata in mezzo al fiume Moscova. Un enorme orso e una struttura a mosaico sono visibili al di là del muro che cinge la dacia di Tsereteli. Gli edifici elaborati vicino al cancello del cimitero e alla stazione di Peredelkino sono la residenza estiva del patriarca della Chiesa Ortodossa Russa e sono costituiti da una cappella variopinta e da una casa con torrette in stile revival-russo. Poco più avanti c'è la deliziosa chiesa della Trasfigurazione, che un tempo era visibile dalle finestre di Pasternak, col suo frutteto abbandonato, che in estate si riempie di capre e di lupini selvatici.


La lapide bianca sulla tomba di Pasternak, all'ombra dei pini, si trova nella parte alta del cimitero e su di essa non manca quasi mai un fiore, lasciato da chi viene qui in pellegrinaggio letterario.

 

 

 


 

Informazioni di viaggio

 

I visitatori possono raggiungere Peredelkino sul treno locale che parte dalla stazione moscovita Kievskij. Il biglietto di andata e ritorno costa 52 rubli (1,50 euro) e venditori ambulanti e giocolieri contribuiscono spesso a rendere il tragitto molto vivace.


Il ristorante Deti Solntsa, lungo la superstrada a destra di via Pogodin, si trova all'interno della vecchia Casa dell'artista, risalente al 1930. Le rifiniture e i prezzi riflettono le aspirazioni della gestione in fatto di clientela; se il vostro budget non vi permette di consumare un pasto lì, vicino alla stazione di Peredelkino c'è un altro caffè più a buon mercato e alcuni negozi.

 

Foto: Phoebe Taplin

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