Ucraina, nostalgia di Urss

Foto Itar-Tass

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Sono soprattutto i pensionati della Repubblica sul Mar Nero a rimpiangere il passato, mentre i giovani guardano al futuro.

L’Unione Sovietica è crollata vent’anni fa, ma c’è ancora qualcuno che la rimpiange. Almeno in Ucraina, Paese spaccato, diviso tra est e ovest, bloccato ancora dopo due decenni dall’indipendenza da Mosca, arrivata dopo il golpe di agosto nel 1991, tra un passato che non passa e un futuro incerto. Al primo giro di boa di presidenza di Victor Yanukovich, eletto all’inizio di febbraio del 2010, Kiev mostra ancora di non aver trovato la sua strada, in bilico tra la voglia di lasciarsi alle spalle un pesante fardello e incapace di intraprendere un cammino indipendente.

 

In Ucraina c’è ancora tanta gente che si guarda indietro e pensa che tutto sommato quando c’era l’Urss non si stava poi così tanto male. Secondo una ricerca parallela dell’istituto ucraino Rating e del russo Levada, infatti, quasi un ucraino su due (il 46%) rimpiange la vecchia Urss e circa il 70% di questi nostalgici ritiene che la dissoluzione dell’impero sovietico fosse evitabile.

 

Le differenze regionali sono evidenti: è soprattutto nei territori dell’est (55%) e del sud (58%) che la sparizione dell’Unione Sovietica è vista in negativo. Le punte massime si ritrovano nella regione del Donbass (65%), mentre all’ovest sono in pochi a lamentarsi dell’indipendenza da Mosca (18%). Il motivo di queste differenze è chiaro, dato che zone come il Donbass o la Crimea si sono sviluppate con gli zar e l’industrializzazione sovietica, l’etnia predominante è sempre stata qui quella russa, mentre regioni come la Galizia sono state per secoli sotto polacchi o austriaci e hanno una cultura, una tradizione (e anche una religione) essenzialmente diversa, più occidentale.

 

A Sebastopoli si sentono insomma più vicini a Mosca che non a Bruxelles, a Leopoli accade invece il contrario. Ma le differenze più rilevanti sono forse quelle relative all’età: sono i pensionati (69%) quelli che versano più lacrime per la scomparsa dell’Urss, mentre i giovani ventenni nati dopo il crollo del comunismo (19%) mostrano poco interesse per il passato. Cosa normale, all’est come all’ovest. I ragazzi ucraini di oggi guardano al futuro, come è giusto che sia.

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