“A lui lo sforzo della rinascita del Paese”

Foto: Archivio RG

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La prefazione firmata da Dmitri Medvedev della “Corrispondenza del presidente della Federazione Russa Boris Nikolaevič Eltsin con i capi di Stato e di Governo”.

Egregi lettori,

davanti a voi c'è un libro che, senza dubbio, diventerà risorsa affidabile di un nuovo sapere per storici, politologi e diplomatici. Per tutti coloro ai quali interessa sapere come è stata costruita la politica estera della nuova Russia, quali siano stati i principi posti alla base delle sue fondamenta, quali gli obiettivi che si poneva e i problemi che doveva affrontare. La “Corrispondenza del presidente della Federazione Russa Boris Nikolaevič Eltsin coi capi di Stato” contiene una grande quantità di materiale storico di grande interesse, documenti che permettono di guardare in modo nuovo gli eventi che segnarono quel periodo di rottura nella crescita del nostro Paese e, come è ormai evidente, di tutto il mondo.

Questa raccolta non tratta solo della politica della Russia in campo internazionale. In essa troverete anche diverse conferme di come la politica estera e quella interna siano sempre legate da vincoli molto stretti. Questa corrispondenza tra Boris Eltsin e i capi di Stato stranieri ci racconta di come fosse la Russia agli occhi del suo primo Presidente, di come Boris Nikolaevič vedesse il mondo e il posto che in esso occupava il nostro Paese. Ci racconta le difficoltà e le contraddizioni che caratterizzarono la formazione della nuova Russia, e gli sforzi che vennero intrapresi per assicurarle il ruolo che le spettava come uno dei giocatori chiave della politica mondiale.

Alla base della politica estera della nuova Russia vennero posti, fin dall'inizio, principi di apertura, disponibilità al dialogo, collaborazione, responsabilità. Fu questo che determinò il carattere della pratica diplomatica russa, il suo orientamento verso la ricerca di risposte efficaci alle sfide emerse dopo la fine della guerra fredda, alla fine di un'epoca, nel momento in cui si andavano formando tendenze completamente nuove nelle relazioni internazionali.

La riorganizzazione globale delle relazioni internazionali che iniziava allora richiedeva di considerare in modo nuovo la sicurezza e la stabilità internazionale. Bisognava regolare le interazioni con gli altri Paesi in un mondo che si andava rapidamente globalizzando. I principi posti alla base della politica estera russa, permisero di evitare soluzioni dettate dalle circostanze e di costruire relazioni strategiche e reciprocamente vantaggiose con gli altri Paesi.

Vorrei soffermarmi in particolare su quello che può sembrare un aspetto ovvio e banale nella percezione e valutazione del nostro passato recente: qualsiasi evento di quell'epoca deve essere valutato prendendo in considerazione il suo contesto storico. E quando ci tornano in mente le condizioni in cui si trovava ad agire chi era alla guida del Paese, tenendo conto della scarsità delle risorse che si trovavano a sua disposizione, dobbiamo riconoscere i meriti evidenti di Boris Eltsin. Sognava una Patria forte e democratica, insediata a ragione nelle posizioni guida del mondo. Perseguì questo scopo con tenacia. L'attuale rinascita del nostro Paese come uno dei leader della comunità internazionale è la migliore testimonianza della prolificità degli sforzi di Boris Nikolaevič.

Un lettore attento e imparziale non può non apprezzare la svolta intrapresa negli anni '90. Sì, fu un periodo difficile nel processo di trasformazione della Russia, che fondamentalmente stava lottando per la sopravvivenza. Ma la cosa principale è che fu creato un nuovo Stato russo, senza il quale non sarebbero stati possibili i successi che vennero in seguito. Adesso, quando la Russia ha ormai riconquistato il proprio ruolo di potenza forte e fiduciosa nelle proprie capacità, è importante capire che, nonostante gli errori, i passi falsi e le occasioni mancate, l'essenziale è stato fatto. Le posizioni di partenza per gli ulteriori sviluppi sono state conquistate.

Non solo: il contributo che la Russia, in quella durissima fase, portò al mantenimento della stabilità nel mondo, e in particolare nello spazio post-sovietico, è stato chiaramente sottovalutato. E' mia opinione che questo contributo debba essere ancora studiato in modo adeguato e valutato in modo equo, sia nel nostro Paese che all'estero. Sono convinto che sarà così. E sarà il modo migliore di ricordare Boris Nikolaevič.

Scegliendo la libertà e la democrazia, attenendosi rigorosamente ai principi del diritto internazionale, il nostro Paese si è guadagnato un dialogo equo, trasparente e sincero e la partecipazione allo scambio di opinioni sulle questioni di politica estera all'ordine del giorno. Soltanto così è possibile continuare a muoversi in avanti in un mondo globale, in cui il livello di dipendenza reciproca è altissimo e nel quale si svolgono una miriade di processi differenti e spesso opposti. Senza relazioni internazionali costruite in modo equo e onesto, non è possibile evitare errori, anche tragici. Non si possono superare le crisi, non si può andare avanti. Questa è la linea strategica della politica estera russa. La trasparenza nell'elaborazione delle scelte di politica estera è garanzia della loro efficacia.

Un altro punto da precisare riguarda la coerenza e la continuità della politica estera russa. Dal momento in cui sul mappamondo è apparsa la Federazione Russa, Mosca ha cercato di proporre un insieme preciso e concreto di idee e iniziative in grado di garantire un ordine mondiale stabile e sicuro. Nei decenni passati sono cambiate le circostanze, gli approcci si sono modulati, ma la sostanza dei nostri principi è rimasta immutata. Principi affermatisi nei difficili anni '90 che continuano a valere ancora oggi. Questo libro, che rivela dettagli finora sconosciuti riguardo all'elaborazione delle scelte di governo e ai risvolti effettivi di eventi mondiali di importanza cruciale, è la migliore testimonianza della coerenza della posizione della Russia.

Sono sicuro che la riflessione sull'esperienza della politica estera russa contemporanea, a cui in primo luogo deve servire questo libro, aiuterà a comprendere meglio la nostra storia attuale e il nostro presente. Sarà nutrimento per la riflessione su ciò che ci aspetta nel XXI secolo.

Dmitri Medvedev, Presidente della Federazione Russ

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