Boris Eltsin, luci e ombre

Foto: Getty Image/ Fotobank

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Critiche e plausi sull'eredità lasciata dal primo presidente della Federazione, scomparso nel 2007, giungono nell’anniversario della sua nascita.

Sia Mikhail Gorbaciov che Boris Eltsin sono nati nel 1931 e le celebrazioni per il loro ottantesimo compleanno sono un'occasione di riflessione. Entrambi hanno cambiato il corso della storia contemporanea della Russia, ma, col passare del tempo, le loro differenze politiche e personali hanno caratterizzato sempre più ogni discussione sulla loro eredità.

 

“Il libro di Gorbaciov,Perestrojka. Il nuovo pensiero per il nostro Paese e per il mondo,fu subito un best-seller mondiale e lui diventò una persona molto stimata nei circoli occidentali, che lo videro come l'uomo capace di riformare il sistema sovietico in senso democratico”, dice Daniel Aarao, professore di Storia all'Università Federale Fluminense di Rio de Janeiro. “Tuttavia non è riuscito a trasformare questi grandi principi in politiche concrete; quello che, invece, ha fatto Eltsin: fu lui che pretese da Gorbaciov la realizzazione di queste politiche”,sottolinea Aarao.

 

Gli studiosi della storia e della politica russa hanno visioni diverse sulla figura di Boris Eltsin, primo presidente della Federazione Russa, nato esattamente un mese prima di Gorbaciov, il 1° febbraio 1931 e morto nell'aprile del 2007.

 

“Molte persone che conoscono poco la Russia lo vedono come il tipico russo, corpulento e rubizzo, con problemi di alcool”,spiega Kaj Hober, professore di Diritto internazionale all'Università di Dundee. “Ma fu lui che prese il comando durante il periodo di dissoluzione dell'Unione Sovietica, nell'agosto del 1991, quando divennero celebri le immagini che lo mostravano su un carrarmato fuori dalla sede del Parlamento russo: un fatto molto positivo”, ricorda Hober, che a quei tempi ebbe anche il ruolo di consigliere di Anatoly Chubais, uno degli architetti della privatizzazione.

 

“Le opinioni sono contrastanti -afferma Neil MacFarlane, professore di Relazioni internazionali al college St.Anne dell'Università di Oxford -, da un lato Eltsin mise fine all'Unione Sovietica e questo da molti osservatori esterni, anche se non da tutti, è considerato un merito. Dall'altro, il bilancio del suo mandato presenta molti alti e bassi, e si può dire che il governo si ritrovò sostanzialmente indebolito durante la sua gestione”.

 

Nato nel villaggio di Butka, vicino a Ekaterinburg, Eltsin divenne presto famoso per le sue tendenze populiste. “Gli interessava ascoltare la gente, e su questa base si fece una reputazione”,racconta Aarao. Grazie a questa reputazione Gorbaciov lo invitò a prendere il posto di sindaco di Mosca. “Ma Eltsin, nel grande esperimento che Mosca rappresentava per lui, iniziò a mettere in dubbio prima la burocrazia, poi lo stesso Partito Comunista, creando una corrente critica nei confronti di Gorbaciov all'interno del sistema”.

 

“Credo che una delle vere tragedie che lo segnaronosia stata la rivalità che c'era tra lui e Gorbaciov. Sarebbe stato molto meglio per il futuro dell'Unione Sovietica se non avessero avuto delle divergenze così insanabili, perché sicuramente Eltsin spinse Gorbaciov fuori dalla scena politica”,afferma Robert Donaldson, professore di Scienze Politiche all'Università di Tulsa.

 

La popolarità di Eltsin aumentò anche perché il primo presidente della Federazione rispondeva alla frustrazione diffusa sui progetti che Gorbaciov presentò ma non fu in grado di realizzare. “A quei tempi la gente in Unione Sovietica diceva: Quando apriamo il frigo non ci troviamo dentro nessuna perestrojka.Le merci avevano iniziato a scarseggiare e la crisi stava diventando sempre più profonda. Così si crearono le condizioni per un'alternativa audace, ambiziosa ed estrema, quale era Eltsin all'epoca”, continua Aarao.

 

La disastrosa gestione economica che ne seguì, secondo Mac Farlane, non è solo colpa di Eltsin. L'economia del Paese stava soffrendo a causa dei prezzi molto bassi sulle risorse energetiche e altri prodotti. Comunque Eltsin contribuì al problema con la sua incapacità di controllare il rapido arricchimento di alcuni oligarchi che compravano le risorse statali a prezzi bassissimi per poi rivenderle ai prezzi del mercato mondiale. “Non è riuscito a opporre resistenza alla crescente influenza di queste persone sui processi politici”, denuncia MacFarlane.

 

“Certamente ha dei meriti per l'apertura della politica e per la direzione populista, basate, almeno inizialmente, sul sostegno della gente. Purtroppo poi, entrò nella sfera di influenza degli oligarchi e di forze corrotte, perdendo il contatto che aveva col popolo,” dice Donaldson.

 

Per MacFarlane l'eredità di Eltsin continua ad avere un ruolo sul clima politico attuale della Russia. “Il consenso popolare per Putin, prima, e Medvedev, adesso, dà la misura della disillusione del popolo per Eltsin, per la povertà, il disordine e la criminalità che regnarono durante la sua epoca”, commenta MacFarlane.

 

Dare una valutazione della politica estera di Eltsin è complicato almeno quanto valutare la sua politica interna. Secondo Cristina Soreanu, docente di Relazioni Internazionali alla Paulista State University di Sao Paolo in Brazile, “durante la fase di allineamento con l'Occidente che caratterizzò l'amministrazione Eltsin, la Russia si trasformò in un Paese completamente sottomesso all'Occidente, rinunciando addirittura alla propria sfera di influenza”.

 

Eppure, l'eredità di Eltsin presenta anche aspetti positivi. Durante le elezioni del 1996, nonostante la possibilità di una sua sconfitta contro il comunista Gennady Zjuganov, Eltsin si mise in gioco. “Il fatto di non aver semplicemente cercato di creare un nuovo stato dal caos seguito al collasso dell'Unione Sovietica, ma l'aver assicurato che le elezioni continuassero a essere il modo per scegliere il leader del Paese, è uno dei suoi contributi più importanti,” riferisce Donaldson.

 

“Eltsin era un democratico fin nel profondo del cuore”,ricorda Hober. “Anche se era stato allevato, educato e aveva fatto carriera in un sistema assolutamente autocratico, il suo cuore aveva la modulazione giusta per permettergli di attuare la democrazia in Russia. Voleva davvero introdurre in Russia l'economia di mercato e migliorare la situazione del suo Paese”.

 

“Credo che, col passare del tempo, sia Eltsin che Gorbaciov, verranno ricordati con maggiore stima e affetto. Siamo ancora troppo vicini agli anni '90, che sono stati anni molto turbolenti per la Russia”, conclude Donaldson.

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