Verdetto di colpevolezza per Khodorkovsky

Foto di Archivio RG

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L’ex magnate del petrolio è accusato di appropriazione indebita e riciclaggio di denaro assieme all’altro fondatore della Yukos Platon Lebedev. Scoppia la polemica.

La lettura del verdetto è iniziata intorno alle 11 (alle 9 ora italiana) presso il tribunale moscovita Khamichevskij. Il giudice Viktor Danilkin ha annunciato che gli imputati Mikhail Khodorkovsky e Platon Lebedev, i due fondatori dell’azienda petrolifera Yukos, sono ritenuti colpevoli di aver creato compagnie off-shore “per facilitare le proprie attività criminali”. Confermate dunque in pieno contro i due oligarchi le accuse di appropriazione indebita e riciclaggio di denaro.

 

Per quanto riguarda le società estrattive controllate, Ugansneftgas e Samaraneftgas, il giudice ha dichiarato che erano state messe fin dall’inizio in “condizioni economiche sfavorevoli”, che non consentivano loro di svolgere i propri affari in modo autonomo. Mentre il riciclaggio di denaro proveniente dall’appropriazione indebita di petrolio, veniva realizzato attraverso la stipulazione di “complicati contratti sia sul mercato estero che su quello interno”. Nel tentativo di nascondere l’appropriazione indebita, Khodorkovsky, Lebedev e altri membri dell’associazione a delinquere mettevano in atto acquisti e vendite fasulle attraverso compagnie di facciata. In particolare, Platon Lebedev è stato giudicato colpevole di aver organizzato le transazioni finanziarie dell’affare.

 

L’avvocato di Khodorkovskij, Karina Moskalenko, ha annunciato che la difesa farà ricorso in appello contro il verdetto di colpevolezza. Il legale dell’oligarca ha anche sottolineato che, visti i capi d’accusa di cui gli imputati sono stati giudicati colpevoli, il periodo di detenzione potrebbe essere alquanto lungo. Dato che il tribunale non ha ritenuto di trasmettere la diretta video del processo in una stanza apposita per i giornalisti, l’unica possibilità per la stampa di seguire la vicenda, sarebbe quella di assistere alla lettura del verdetto all’interno dell’aula, che però non ha abbastanza posti a sedere per tutte le persone interessate all’evento.

 

Il fatto che la trasmissione video sia stata interrotta all’inizio della lettura della sentenza è un sintomo evidente della condizione in cui si trova la giustizia”, ha detto ai giornalisti Karina Moskalenko. “Anche se le deposizioni si svolgono a porte chiuse, la lettura del verdetto dovrebbe essere pubblica. In caso contrario il giudice si pone al di fuori del controllo pubblico”, ha aggiunto l’avvocato. Inoltre, bisogna segnalare che, in seguito a un intervallo di 15 minuti avvenuto a metà della lettura della sentenza, è stato vietato l’ingresso in aula anche a quei giornalisti che si trovavano dentro fin dall’inizio.

 

Inna Khodorkovskaya, moglie dell’ex magnate, è stata costretta a uscire dall’aula. Interfax ha riportato la notizia secondo cui la moglie dell’ex numero uno della Yukos sarebbe stata fatta allontanare dagli ufficiali giudiziari perché parlava durante la lettura della sentenza. La polizia ha fermato almeno 22 attivisti che stavano manifestando all’esterno del tribunale Khamichevskij e che si erano rifiutati di abbassare i cartelli di protesta. Secondo quanto riferito, le forze di polizia avrebbero fatto ricorso alla violenza per allontanare i manifestanti che urlavano slogan contro “lo stato di polizia”.

 

Il 15 dicembre, la sentenza del secondo processo contro Khodorkovskij e Lebedev era stata rimandata alla fine del mese. Entrambi gli uomini d’affari stavano finendo di scontare il periodo di detenzione per i crimini di frode ed evasione fiscale di cui erano stati accusati nel 2005.

 

Khodorkovskij, l’ex capo della compagnia petrolifera russa Yukos, era l’uomo più ricco del Paese prima di essere arrestato nel 2003. I procuratori chiedono ora 14 anni di detenzione, a cui devono essere sottratti gli otto già scontati, per lui e per il suo socio in affari Lebedev. Durante il secondo processo che è durato 19 mesi, i procuratori hanno accusato Khodorkovskij e Lebedev di aver sottratto illegalmente 218 milioni di tonnellate di greggio alle società controllate dalla Yukos.

 

Khodorkovskij ha dichiarato che tutte le sue attività si sono svolte nell’ambito della legalità e che l’accusa non è riuscita a fornire nessuna prova a sostegno delle proprie tesi. I due uomini d’affari non hanno mai smesso di dichiarare la propria innocenza. Ancora il mese scorso Khodorkovskij ha dichiarato davanti alla corte: “Quello in cui credo vale più della mia vita”. L’accusa, dal canto suo, sostiene che le accuse contro entrambi gli imputati sono state debitamente “supportate”. I procuratori sottolineano inoltre di aver chiesto un periodo di detenzione minore per gli imputati, in conformità ai nuovi emendamenti apportati alla legislazione sui crimini finanziari.

 

Pubblicato per la prima volta su rt.com

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