“Tra Russia ed Europa c’è di mezzo il regime dei visti”

Foto di Itar-Tass

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A chiederne l’abrogazione è direttamente il premier Putin dalle colonne del Sueddeutsche Zeitung.

Il primo ministro Vladimir Putin ha parlato delle prospettive di collaborazione tra Russia ed Europa. Nel suo articolo, pubblicato dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung con il titolo “Russia ed Europa: dalla comprensione della crisi, a un nuovo programma di collaborazione” in occasione della sua partecipazione al Forum economico annuale per dirigenti d'azienda tedeschi, il 25 e 26 novembre, il premier russo ha esposto le possibilità esistenti per un lavoro congiunto nel campo dell'istruzione, della regolamentazione doganale e del regime dei visti.

In particolare, il premier ha così invitato l'Unione Europea a stabilire un termine preciso per l'abrogazione del regime visti. Il capo del governo russo afferma che una vera e propria partnership sul continente europeo è impensabile finché verranno mantenute quelle barriere che ostacolano i contatti personali e commerciali tra i vari Paesi e la principale barriera è costituita dal regime visti tra Russia e Unione Europea.

In precedenza, il presidente russo Dmitri Medvdev, in base ai risultati del summit Russia-Ue, aveva annunciato che niente impedisce alla Federazione russa di annullare il regime visti con l'Unione Europea, “anche domani”. Una risposta dell'Unione Europea a questo proposito potrebbe arrivare già nel corso del prossimo incontro Russia-Ue, che avrà luogo il 7 dicembre a Bruxelles.

Per ora invece, come scrive il premier, le prospettive restano poco chiare: “Sembra che, agli organi per la tutela dell'ordine pubblico, manchino semplicemente gli stimoli per risolvere i problemi tecnici legati al passaggio a un regime senza visti”.

Secondo Putin una delle questioni più importanti, che Mosca e l'Europa potrebbero risolvere insieme, è il deficit di lavoratori specializzati che potrebbe provocare, sia in Russia che in Europa, la chiusura di una serie di imprese. “Già oggi sono molto meno di una volta i giovani di talento che ambiscono a ricevere un'istruzione di tipo tecnico, in Ue come in Russia. Non vedono prospettive interessanti in un futuro come ingegneri o operai qualificati. Scelgono piuttosto altri tipi di specializzazioni, che talora richiedono una qualifica inferiore. Per questo temiamo che, come adesso stanno facendo le fabbriche, anche gli uffici tecnici di progettazione e le società di engineering inizieranno presto ad abbandonare il nostro continente”.

Nell'articolo si sottolineano anche i vantaggi che Russia e Ue potrebbero avere se sostenessero l'ampliamento dell'interscambio tra studenti universitari, professori, insegnanti e dei contatti tra giovani studiosi e specialisti. A sua volta la Russia, da un lato, è pronta a proporre ai colleghi europei progetti di ricerca nelle sue università e, dall'altro, caldeggia l'investimento da parte europea di contributi e infrastrutture più moderne a sostegno della scienza russa.

Nel sollevare la questione dell'ingresso della Russia nel Wto (Worl Trade Organization, Organizzazione Mondiale del Commercio), Vladimir Putin esorta l’Unione Europea a eliminare gli impedimenti che ostacolano il cammino della Russia, omologando la legislazione e le procedure doganali. “Di fatto potremmo avere un mercato unico continentale con un giro d'affari di trilioni di euro. È evidente che per cominciare bisognerebbe eliminare tutti gli impedimenti che ostacolano l'ingresso della Russia nel Wto. Poi bisognerebbe unificare la legislazione e le procedure doganali, oltre alle norme di regolamentazione tecnica. Infine, realizzare progetti volti ad eliminare tutte le strettoie delle infrastrutture di trasporto europee”, si legge nell'articolo del primo ministro.

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