Il battito dell’universo? E’ al Planetario di Mosca

Nella capitale russa il leggendario centro astronomico, principale attrazione della città, riapre i battenti a dicembre, dopo 16 anni di restauri.

Foto: Itar-Tass/Photoxpress/RG/Legion-Media

E’ tornato al suo antico splendore, in dimensioni più ampie e con tante novità, il Planetario di Mosca, per la gioia di grandi e bambini che da dicembre ricominceranno ad affollarlo, dopo 16 anni di chiusura al pubblico per lavori. I restauratori hanno cercato di conservare il suo aspetto originario e allo stesso tempo ne hanno ampilato la superficie di cinque volte, da 3.000 a 15.000 metri quadrati.

All’interno del Planetario si troverà un museo con vaste collezioni di meteoriti e di strumenti astronomici. Nel salone principale sarà installato un sistema di proiezione più avanzato, per mostrare nella cupola come cadono le stelle, volano i meteoriti e girano i pianeti. Nel nuovo edificio ci saranno inoltre sale meeting, negozi di souvenir, attrazioni spaziali per i bambini e un ristorante. Per acquistare la nuova attrezzatura, le autorità di Mosca hanno investito circa 10 milioni di euro del bilancio della capitale. Al contempo, le spese per il restauro del Planetario supereranno i 3.000 milioni di rubli (circa 70 milioni di euro).

Una storia lunga e drammatica

Il Planetario, vicinissimo al centro della capitale russa, ha una storia lunga e drammatica. Per molti anni è stato una delle principali attrazioni della città. In epoca sovietica questo famoso centro astronomico riceveva decine di migliaia di visite all’anno, da parte di astronauti e scienziati, ma anche di turisti, studenti e scolaresche. Negli anni ’90, però, con la caduta dell’Urss, l’ente si trovò coinvolto in una serie di processi giudiziari e controversie economiche.

Il Planetario fu aperto il 5 novembre 1929. L’edificio, caratterizzato da uno stile molto avanzato per l’epoca, fu progettato dagli architetti Mikhail Barsh e Mikhaill Siniavski. Nel salone principale c’era una cupola di 27 metri di diametro e un sistema di proiezione che permetteva di dimostrare il movimento di 5.400 stelle e pianeti nel cielo artificiale. Al momento dell’apertura il Planetario di Mosca fu considerato uno dei migliori e più grandi del mondo.

Le spese per il restauro del Planetario supereranno i 70 milioni di euro

Decine di riconoscenti scienziati sovietici iniziarono la propria carriera proprio sotto la sua cupola. Durante la Seconda Guerra Mondiale vi si tennero corsi speciali di “Astronomia per esploratori”, destinati a insegnare ai giovani militari a orientarsi su un terreno sconosciuto con l’aiuto degli astri. Tali nozioni contribuirono a salvare molte vite sui fronti di guerra. Negli anni ’60, anche i primi astronauti dell’Urss seguirono i corsi di astronomia del Planetario moscovita. Negli anni ’80, inoltre, al suo interno nacque il “Teatro Fantastico”, che allestiva diversi spettacoli basati sulle opere di famosi scrittori di fantascienza.

Dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica nel 1991, molte istituzioni statali diventarono proprietà privata. Neanche il Planetario di Mosca riuscì a sfuggire a questa ondata di privatizzazioni, e fu acquistato dall’imprenditore russo Igor Mikitasov. Il nuovo proprietario provò a creare sulle sue basi un grande centro di divertimenti e nel 1994 l’edificio fu chiuso per lavori di restauro. Tuttavia l’imprenditore non ottenne finanziamenti sufficienti per realizzare il suo ambizioso progetto e alla fine degli anni ’90 il pacchetto di controllo azionario del Planetario passò nelle mani del Governo di Mosca.

Negli anni ’60, anche i primi astronauti dell’Urss seguirono i corsi di astronomia del Planetario moscovita

Il restauro del complesso iniziò nel 2002, ma i lavori furono più volte interrotti a causa della mancanza di fondi e delle controversie tra il Governo della capitale e gli azionisti privati che ancora possedevano il 39% delle azioni. Nel 2008 le autorità di Mosca interruppero i lavori di ricostruzione, rivelando che il Planetario aveva un debito di 9 milioni di rubli (poco più di 200.000 euro) con l’impresa appaltatrice. Per questo, l’ente fu dichiarato in bancarotta e Mikitasov fu destituito dall’incarico di direttore del Planetario. L’imprenditore si lamentò che il complesso gli era stato tolto dalle mani con la forza e che le autorità moscovite avevano escogitato una campagna premeditata per far sì si dichiarasse in fallimento.

L’anno scorso il 100% delle azioni del Planetario di Mosca fu trasferito alle autorità della città. Poco dopo Yuri Luzhkov, allora sindaco di Mosca, promise di riaprire il complesso per la fine del 2010. Intanto si era conclusa quella lunga serie di processi, scandali e controversie che si era formata attorno all’istituzione.

Al momento è difficile prevedere se il rinnovato Planetario di Mosca riuscirà a riappropriarsi del prestigio e della popolarità che aveva ai tempi dell’Urss. Ma tenendo conto del rapido sviluppo delle tecnologie spaziali e del crescente interesse per la scienza astronomica nel mondo, si può sperare che il leggendario complesso torni a essere una delle principali attrazioni di Mosca, così come uno dei più importanti centri di astronomia della Russia. A ogni modo, il Planetario potrebbe nuovamente dare a migliaia di persone l’opportunità unica di sentire “il battito dell’universo” e osservare da vicino l’enigmatica vita nello spazio.

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