Giappone e Russia ai ferri corti per le isole Curili

Foto: Itar-Tass

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Una breve visita di Medvedev (1 novembre 2010) ha scatenato un nuovo caso diplomatico tra Russia e Giappone. Medvedev è stato il primo presidente russo nella storia che si è spinto fino alle Curili e in tre-quattro ore ha compiuto su una jeep il giro dell'isola Kunashir. Il tour ha fatto scoppiare uno scandalo diplomatico tra Russia e Giappone, dove, tra l'altro, Medvedev dovrebbe recarsi tra un paio di settimane al vertice della Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation).

Il ministero degli Esteri nipponico ha subito convocato l'ambasciatore russo a Tokyo, Mikhail Belyj, per consegnargli una nota di protesta, mentre l'ambasciatore giapponese a Mosca è stato temporaneamente richiamato in patria (è ritornato a Mosca l'8 novembre 2010). Tuttavia, Mosca ha fatto sapere che non intende fare concessioni. “La reazione del Giappone alla visita del presidente Medvedev alle Curili ci pare inaccettabile. Quella è terra nostra e il presidente russo è andato in visita in territorio russo, entro i confini russi, in una regione russa, - ha dichiarato il ministro degli Esteri della Federazione Sergej Lavrov, - Non abbiamo nessuna intenzione di compiere passi che potrebbero ostacolare la collaborazione tra Russia e Giappone, ma Tokyo, da parte sua, deve trarre delle conclusioni: questo tipo di azioni diplomatiche è inaccettabile”.

La reazione senza precedenti del governo giapponese si spiega col tentativo da parte dei vertici del Partito Democratico del Giappone (Dpj) di dimostrare la propria forza nel difendere gli interessi territoriali del Paese, in una fase in cui sono particolarmente aspre le critiche dell'opinione pubblica e dell'opposizione proprio per la mancanza di fermezza nelle relazioni con la Cina. I rapporti diplomatici tra Russia e Giappone, già stagnanti sotto il primo ministro “filo-russo” (definito così dai giapponesi) Yukio Hatoyame, sono andate raffreddandosi sempre più dopo le sue dimissioni all'inizio del giugno 2010, provocate da almeno due avvenimenti.

Prima di tutto, il Giappone ha accolto con disappunto l'introduzione di una nuova data nel calendario russo delle feste: quella che ricorda la fine della Seconda Guerra Mondiale. E' stata interpretata come un modo indiretto per ricordare la vittoria dell'Urss sul Giappone nel 1945. Anche se non c'è stata di fatto nessuna reazione ufficiale da parte di Tokyo.

In secondo luogo, sia i media che i politici giapponesi hanno reagito in modo decisamente critico alla dichiarazione congiunta Russia-Cina, firmata durante la visita del presidente Medvedev in Cina a settembre 2010. In essa, entrambe le parti si dichiarano decise a non permettere che i risultati della Seconda Guerra Mondiale vengano modificati. I nipponici hanno letto in questi accordi una strategia comune tra russi e cinesi per fare pressioni sul Giappone nell'ambito dei conflitti territoriali esistenti. Tuttavia, durante l'interrogazione parlamentare promossa dall'opposizione il 10 ottobre 2010, il Primo Ministro Kan ha dichiarato di non pensarla così.

La situazione per Tokyo è sempre più complessa perché, oltre a Cina e Russia, il Giappone ha dispute territoriali con tutti i suoi vicini dell'Asia Nord-orientale: con la Corea del Sud per le isole di Liancourt, (Takeshima in giapponese e Tokto in coreano) e con Taiwan per l'isola di Senkaku. A questo quadro si aggiunge la Corea del Nord, che nonostante la sua ostilità verso Seul, sostiene la Corea del Sud nel contenzioso col Giappone. Non è da escludere che Seul e Taipei, che seguono attentamente gli sviluppi della situazione tra Mosca, Tokyo e Pechino, cerchino di trarne qualche vantaggio. Non bisogna inoltre dimenticare che ogni minima tensione, soprattutto per questioni territoriali, nelle relazioni coi vicini asiatici produce di solito, in questi Paesi, feroci campagne per i malcelati sentimenti anti-nipponici della popolazione locale.

Da questo punto di vista, la Russia rappresenta l'eccezione. E’ infatti l'unico Paese che si è dimostrato disposto a cercare dei compromessi sulle questioni territoriali col Giappone. Ma Tokyo non fa che aumentare le pressioni su Mosca, considerandola forse l'anello più debole nella catena dei conflitti territoriali coi vicini.

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