Afghanistan: successo della prima operazione antidroga congiunta Usa-Russia

Foto: Reuters/Vostock Photo

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l presidente afghano Hamid Karzai ha duramente condannato l'operazione antidroga che, per la prima volta nella storia, ha visto la collaborazione di Russia e USA. Stando alle parole del presidente, l'operazione ha violato la sovranità del paese, dal momento che non erano stati presi accordi con Kabul riguardo alla partecipazione degli specialisti russi. La Russia, da parte sua, non si ritiene responsabile, dato che concordare con la dirigenza afghana la composizione del gruppo impegnato nel raid, era compito dei rappresentanti delle forze di coalizione internazionale. I portavoce dell'amministrazione del presidente afghano hanno dichiarato al “Kommersant” che la critica di Karzai era effettivamente diretta agli USA e non alla Russia.

La prima operazione antidroga congiunta di Russia e USA in Afghanistan ha avuto luogo durante la notte tra il 27 e il 28 ottobre. Durante il raid, che ha interessato la provincia orientale di Nangarhar, sono stati distrutti quattro laboratori per la raffinazione dell'oppio (tre per la produzione di eroina e uno di morfina). Stando ai dati forniti dal capo del Servizio Federale Controllo Narcotici (FSKN), Viktor Ivanov, sono stati confiscati 932 kg di eroina, 156 kg di oppio e un'ingente quantità di macchinari per la raffinazione della droga. “Sul mercato della droga centro-asiatico mancheranno all'appello 200 milioni di dosi”, ha annunciato Ivanov.

Il raid può essere considerato come un punto di svolta nella collaborazione tra la Federazione Russa e gli Stati Uniti nel campo della lotta alla droga. Già da tempo la Russia critica l'operato degli USA per la scarsità delle misure da essi adottate a favore della distruzione delle piantagioni di papavero e delle “raffinerie” di droga in territorio afghano. Secondo le stime del FSKN, nel 2009 l'eroina afghana ha mietuto 30 mila vittime tra la popolazione russa. Gli Stati Uniti si sono sempre difesi dalle critiche sostenendo che la distruzione delle piantagioni avrebbe potuto modificare la disposizione della popolazione afghana verso le forze di coalizione e spingerla ad appoggiare i talebani.

Viktor Ivanov ha spiegato che ci sono voluti tre mesi per preparare l'operazione, a cui hanno preso parte 70 collaboratori dell'Agenzia antidroga degli USA e del Ministero degli interni afghano oltre a 4 specialisti del FSKN. “Il punto di partenza per elaborare l'operazione sono stati i dati raccolti dal nucleo operativo russo”, ha sottolineato il capo del FSKN.

Nonostante il successo dell'operazione, il presidente Hamid Karzai ha criticato con decisione i metodi degli organizzatori. Sabato ha diffuso una dichiarazione di netto dissenso, in cui l'operazione russo-americana viene definita un oltraggio alla sovranità dello stato afghano e del diritto internazionale. Il presidente Karzai afferma di non essere stato informato circa la partecipazione del nucleo operativo russo al raid e di non aver dato il suo appoggio a tale soluzione.

“Il governo afghano vorrebbe allargare la collaborazione con la Federazione Russa in molti campi, tra cui anche quello della lotta alla droga”, si legge nella dichiarazione di Karzai. Tuttavia l'Afghanistan vuole che questa lotta comune si svolga sulla base di trattative bilaterali tra Kabul e Mosca, senza bisogno di intermediari. “Nessuna organizzazione può svolgere operazioni militari sul territorio afghano senza il consenso del governo islamico dell'Afghanistan”, ha avvertito il presidente Karzai.

La parte russa, comunque, non si ritiene colpevole di aver violato la sovranità afghana. “ Il nostro socio in questa operazione era il comando delle forze di coalizione internazionali, quindi non avevamo il dovere di contattare direttamente il governo di Karzai per concordare il nostro operato, - ha spiegato al “Kommersant” il capo del Consiglio della federazione per gli affari internazionali Mikhail Margelov. - Dal punto di vista del diritto internazionale la Russia si è comportata in modo assolutamente corretto. Le forze di coalizione, in conformità alle regole del diritto internazionale, sono parte militare impegnata sul territorio afghano per sostenere gli interessi del governo ufficiale dell'Afghanistan, cioè dello stesso presidente Karzai”. Il FSKN non aveva l'obbligo di chiedere il permesso per la partecipazione al raid afghano del proprio nucleo operativo neanche al parlamento russo. “Non si tratta della mobilitazione di un nostro contingente militare, ma soltanto della partecipazione di alcuni specialisti del servizio che sono stati mandati all'estero per una breve trasferta di lavoro”, ha aggiunto Mikhail Margelov.

Intanto il presidente Karzai ha incaricato il ministro della difesa e il capo del Ministero degli interni di avviare un'approfondita inchiesta sull'accaduto e riferire a lui i risultati delle indagini. Il New York Times spiega così la reazione furente del presidente afghano: “ogni partecipazione della Russia in azioni armate sul territorio afghano viene percepita in modo ossessivo, anche quando si tratta di lotta alla droga. L'URSS ha occupato l'Afghanistan per dieci anni nel 1979, e molti degli attuali leader del governo afghano hanno combattuto contro quell'occupazione. Molti afghani considerano la Russia e i russi come dei nemici”.

Tuttavia secondo le fonti del “Kommersant” nell'amministrazione Karzai, la critica del presidente afghano non era in realtà indirizzata alla Russia. “La sua dura condanna e le sue rivendicazioni erano dirette agli USA e alla Nato”, ha detto la fonte del “Kommersant”.

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