Armata russa: un nuovo arsenale entro il 2020

Dal 2012 i militari avranno stipendi più alti e nuovi alloggi. Foto di AP

Dal 2012 i militari avranno stipendi più alti e nuovi alloggi. Foto di AP

La riforma delle forze armate e il rinnovo degli equipaggiamenti militari sono tornati in cima all’agenda della politica interna.

«Se non adotteremo delle misure, l’esercito russo si trasformerà nel corpo di guardia pontificia, che è carino sì, ma non è affatto pericoloso», aveva protestato mesi fa il generale Yuri Baluyevsky, vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo all’inizio ed ex viceministro della Difesa russa e capo di Stato maggiore della Difesa. Preoccupazione condivisa tanto che pochi giorni dopo la Russia, da un lato siglava sì con gli Stati Uniti un nuovo trattato di riduzione delle armi nucleari strategiche, ma parallelamente correva ai ripari dando il via a un programma da 341 miliardi di euro per rinnovare il 70% del proprio arsenale ed equipaggiamento militare entro 15 anni. Già nel corso di quest’anno verrà rimpiazzato il 10% dell’obsoleto arsenale, residuato dell’Unione Sovietica. Per farlo, ha detto il primo ministro Vladimir Putin, verranno spesi 30 miliardi di euro. Una cifra notevole, ma in ogni caso incomparabile con la spesa dei Paesi della Nato: gli Stati Uniti, ha osservato Baluyevsky, investono oltre 555 miliardi di euro l’anno nelle loro forze armate.

L’obiettivo dello stanziamento, parte integrante del programma di modernizzazione voluto dal presidente Medvedev, è ambizioso: impossessarsi della tecnologia di alcuni dei Paesi produttori di armi più competitivi al mondo per migliorare il proprio arsenale. «Crediamo che valga la pena prima acquistare sistemi a tecnologia avanzata per poi imparare a utilizzarli e magari anche a produrli sul nostro stesso territorio», ha detto il ministro della Difesa Anatoly Serdyukov commentando le trattative con la Francia sull’acquisto di quattro navi portaelicotteri Mistral.

Di pari passo con il rinnovo degli arsenali, procederà la riforma delle forze armate che sono state ridotte di numero portando gli effettivi dal milione di euro del 2008 agli 800mila attuali. Di contro quanti resteranno a partire dal 2012 potranno beneficiare di stipendi più alti e nuovi alloggi. Secondo l’analista indipendente della Difesa Pavel Felgenhauer, soltanto orientandosi verso un esercito di soli professionisti si potrà conquistare il consenso dell’opinione pubblica russa che vede con preoccupazione i propri figli chiamati alle armi per prestare un anno di servizio militare in un esercito che ha una pessima reputazione sul trattamento delle giovani reclute. «La leva obbligatoria è una questione che riguarda direttamente la vita di tutti, mentre l’idea di una nuova corazzata che costa svariati milioni per la maggior parte della popolazione è del tutto astratta», ha concluso.

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