Incendi in Russia: un aiuto che arriva dal cielo

Foto di : Vostock Photo

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I soccorritori italiani, francesi, ucraini, bielorussi, kazaki e azeri, a bordo di aerei ed elicotteri antincendio hanno portato acqua alle foreste e alle torbiere della Russia.

Alle operazioni antincendio in Russia partecipano attualmente nove velivoli europei, cui se ne aggiungeranno, a breve, altri cinque. I primi in Europa a soccorrere i propri colleghi russi sono stati i piloti italiani che sono intervenuti nelle operazioni antincendio nella regione di Samara sul fiume Volga. Il Governo italiano, su input del primo ministro Silvio Berlusconi, ha inviato due aerei anfibi Canadair CL-415. Un compito non facile quello dei piloti che, per raggiungere il fiume Volga dalla penisola appenninica, hanno dovuto attraversare una densa cortina di fumo.

All'arrivo dei soccorritori italiani all'aeroporto di Samara il 6 agosto Antonio Urbano, generale della sezione aerea della Protezione civile italiana a capo della missione, ha affermato che gli aerei italiani continueranno a operare a Samara fino a che non si saranno estinti tutti i focolai di incendio nella regione. A bordo di ciascun aereo c'è anche un marconista di lingua inglese. Nelle prime ore di lavoro, lunedì mattina 9 agosto, i velivoli italiani sono stati condotti da un aereo antincendio russo Be-200 nella zona degli incendi. In soccorso ai colleghi di Samara era in precedenza sopraggiunto un elicottero dal Kazakistan, che adesso ha ceduto il posto agli italiani. La missione dei soccorritori italiani si è conclusa con successo lo scorso giovedì dopo aver ricevuto i quotidiani plausi dei residenti e delle autorità locali. Per ringraziare la delegazione della Protezione civile italiana, il governatore della regione di Samara ha infatti premiato gli 11 membri degli equipaggi dei due Canadair italiani con la speciale medaglia e con l’Ordine dell’Amicizia nella sicurezza.

Un team europeo contro gli incendi: pompieri di tutto il mondo unitevi!

L’idea di dare vita a una squadra antincendio internazionale in Europa è nata in seguito ai terribili incendi boschivi in Grecia e Portogallo, ha dichiarato a Rossiyskaya Gazeta Jurij Brazhnikov, direttore del Dipartimento affari internazionali della Protezione civile russa e responsabile della sezione di pronto intervento per emergenze di natura umanitaria. Secondo quanto afferma Brazhnikov, la Russia ha sostenuto questa iniziativa fin dall’inizio ed è arrivata a rivestire un ruolo fondamentale all'interno del contingente internazionale. Di lì a poco, si è cominciato a parlare di realizzare un team europeo che riunisse le forze aeree di diversi paesi.

L’accordo cui si è giunti prevede che il contingente internazionale intervenga nel paese dove si sono verificati gli incendi per assistere nelle operazioni antincendio. La Russia ha contribuito mettendo a disposizione del team i suoi migliori velivoli: gli aerei IL-76 e Be-200, ma anche i Mi-26, elicotteri di dimensioni enormi. Gli aeromobili resteranno nei rispettivi aeroporti fino a quando non si verificherà un incendio, nel qual caso decolleranno per raggiungere la zona dell’emergenza. A volte, in simili casi, per l’intervento è previsto un rimborso spese che copre i costi diretti, quali carburante, decollo, atterraggio, indennità di missione e vitto e alloggio per l’equipaggio.

Il contingente europeo comprende fino a trenta aeromobili, sufficienti a dare manforte a qualsiasi paese in caso di catastrofe naturale. Due anni fa in Italia sono stati raccolti dodici aeromobili da utilizzare per la formazione dei soccorritori. Tale contingente era già sufficiente e pronto ad intervenire in caso di emergenza.


L'arrivo dei soccorritori italiani all'aeroporto di Samara, 1000 km a sud di Mosca. Antonio Urbano, generale della sezione aerea della Protezione civile italiana a capo della missione, parla ai giornalisti della regione. Foto: servizio stampa dell'aeroporto di Samara.

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