Uno scambio conveniente per entrambi

I media russi, in un modo o nell’altro, sono concordi: lo scambio avvenuto l’8 luglio tra le 10 presunte spie russe arrestate negli Usa a fine giugno e i quattro statunitensi accusati di spionaggio graziati dal Presidente russo è stato conveniente per tutti. Per i leader delle due superpotenze, Dmitri Medvedev e Barack Obama, nonché per i dirigenti dei rispettivi servizi segreti coinvolti in questa storia.

Settimanale Itogui

Nella storia dello scambio è difficile non notare un’apertura e una disponibilità a negoziare delle due parti assolutamente incredibili in situazioni simili. La nota del ministero degli Esteri russo del 9 luglio ha tutti i requisiti per entrare nei libri di storia: l'’Svr russo (i servizi russi di spionaggio all’estero) e la Cia statunitense, «nello svolgimento degli ordini delle dirigenze dei rispettivi Paesi, partendo dalle considerazioni di carattere umanitario... hanno compiuto... il trasferimento nella Federazione russa di 10 cittadini russi messi sotto accusa negli Stati Uniti, in cambio del contemporaneo passaggio agli Usa di quattro individui precedentemente condannati nella Federazione Russa...»

Lo scambio di spie in un qualche modo testimonia che il “reset” russo-americano è un fatto compiuto. Le due parti sono costrette a trovare compromessi seri, rinunciando ai propri principi, a volte persino alle proprie leggi. Ma il gioco vale la candela. Sì, questi sviluppi possono tutt’al più ricordare una commedia. Ma una commedia è comunque meglio di un film d’azione, perlomeno nelle relazioni tra due potenze nucleari.


Quotidiano Vedomosti

La conclusione senza precedenti dello “scandalo di spionaggio” si spiega con la volontà reciproca di Russia e Stati Uniti di non permetterne ulteriori sviluppi. Lo scandalo stava avendo un’influenza distruttiva sulle relazioni tra i due Paesi, ha dichiarato il direttore della rivista La Russia nella politica globale Fedor Lukianov.

Gli interessi in politica estera dei due Paesi sono risultati per i presidenti di Russia e Stati Uniti più importanti della “faccenda delle spie”. Per gli Usa - sottolinea Lukianov - si tratta di mantenere la collaborazione con la Russia nell’ambito della questione iraniana e afgana e del controllo sugli armamenti, mentre per la Russia di preservare la posizione statunitense di non intervento nell’area post-sovietica.

I servizi segreti non hanno oggi in politica estera il ruolo che avevano durante la guerra fredda, spiega Andrei Soldatov del centro Agentura a proposito dell’inaspettata facilità dello scambio. È evidente come i dirigenti dei servizi segreti di Russia e Stati Uniti non auspicassero una continuazione dello scandalo, aggiunge. Allo stesso tempo con lo scambio entrambi i servizi potevano raggiungere i propri obiettivi tattici. La Cia e l’Svr hanno dimostrato che sono in grado di recuperare i propri agenti dispersi, l’Fbi ha dimostrato la bontà del proprio lavoro (evitando i controlli sulle prove presentate in tribunale, abbastanza deboli) e l’Fsb (i servizi di sicurezza e di controspionaggio interno russi) ha messo in una situazione scomoda le forze dell’ordine responsabili della difesa di Sutiagin, oggetto dello scambio insieme ad altri ex-ufficiali del Kgb, Svr e Gru (i servizi d’intelligence delle forze armate russe), afferma Soldatov.


Quotidiano Kommersant

Lo scandalo di spionaggio più clamoroso degli ultimi tempi nei rapporti bilaterali Russia—Usa ha registrato una nuova svolta. Come comunicato da esponenti dell’amministrazione americana, Barack Obama aveva approvato la decisione di procedere a uno scambio almeno una settimana e mezzo prima dell’arresto delle spie russe. Al contempo, tra tutte le possibili alternative, la parte americana aveva preso in considerazione anche la possibilità di consegnare alla Russia alcuni individui, giudicati colpevoli “di reati non connessi con lo spionaggio”, ma i servizi segreti Usa hanno posto il veto.

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