Il festival del cinema di Mosca: una tradizione nata a Venezia

A destra, Luc Besson, presidente della giuria del FestivalFoto di Sergey Kuksin, RG

A destra, Luc Besson, presidente della giuria del FestivalFoto di Sergey Kuksin, RG

A margine del concorso principale sono stati proiettati cinque film recentemente restaurati del regista italiano Sergio Leone: il film epico, cosiddetto peplum, “Il colosso di Rodi”, e i suoi famosi spaghetti-western “Per qualche dollaro in più”, “Il buono, il brutto, il cattivo”, “C’era una volta il West”, “Giù la testa”. «L’idea di restaurare i classici del cinema ha avuto nuovo impulso, e ciò è particolarmente importante se si considera quanto rapidamente si deteriori la pellicola» spiega il responsabile del programma del festival, Kirill Razlogov.

Il Festival internazionale del cinema di Mosca è il secondo concorso cinematografico più antico al mondo dopo la Mostra di Venezia. L’idea di un Festival moscovita nacque proprio nel capoluogo veneto dove, nel ’34, vennero presentati diversi film sovietici (tra cui “Tutto il mondo ride - Allegri ragazzi”). La prima edizione del Festival di Mosca risale infatti al ’35. Poi la tradizione fu interrotta per 24 anni per riprendere a tenersi ogni due anni a partire dal ’59 prima di diventare annuale nel ’95. Le 32 edizioni hanno visto in concorso numerosi film italiani: da “C’eravamo tanto amati” di Scola a “8 ½” di Fellini che nel ’63 vinse il primo premio scandalizzando i vertici sovietici.


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