Russia e Polonia più vicine dopo la seconda tragedia di Katyn

La recente catastrofe con lo schianto dell’aereo del presidente polacco Lech Kaczynski, avvenuto non lontano dall’aeroporto di Smolensk nei pressi di Katyn dove sono sepolti i resti di più di 4mila ufficiali polacci fucilati dagli stalinisti nel 1940, ha provocato, inaspettatamente, un “disgelo” nelle relazioni tra Russia e Polonia. Il riavvicinamento ha colto un po’ tutti di sorpresa, i semplici cittadini come gli esperti. Sino a oggi, infatti, gravi tragedie come la guerra in Cecenia non avevano suscitato particolari solidarietà. Stavolta invece assistiamo a un reale disgelo...

Nelle prime ore dopo l’incidente sembrava che tutto andasse come al solito, e cioè male. Il membro della Dieta polacca Artur Gorski aveva definito l’incidente come una “nuova Katyn” e i maggiori osservatori russi, di conseguenza, avevano visto nella tragedia avvenuta nella foresta di Smolensk l’inizio di una nuova ondata di odio tra i due popoli.

Sorprendentemente però s ul luogo della tragedia si è recato immediatamente Vladimir Putin, spesso definito dai mass media polacchi, ma anche dallo stesso Presidente polacco deceduto, un “ex agente del Kgb”. Successivamente, prima centinaia e poi migliaia di cittadini russi hanno cominciato a portare fiori all’ambasciata polacca a Mosca. Non solo: il presidente russo Dmitri Medvedev, che Kaczynski aveva sempre rifiutato di incontrare prima della sua visita ufficiale a Varsavia, ha dichiarato una giornata di lutto in Russia in memoria delle persone decedute nello schianto del l’aereo presidenziale polacco.

Ai polacchi è sembrato normale, quindi, ricambiare l’attenzione e l’hanno fatto a modo loro, in maniera emozionale, e con gesti significativi. Molti di quelli noti per avere spesso espresso sui giornali nazionali posizioni critiche nei confronti della Russia hanno cambiato tono, esprimendo, oltre alla riconoscenza, la più sincera aspirazione non solo all’amicizia, ma addirittura alla “comunione” con i russi.

« Fa piacere scoprire un volto umano in persone che non pensavi potessero averne uno » , ha scritto nel blog del giornale “Gazeta Wyborcza” un lettore polacco.

Questa frase commovente riflette un problema importante. Per molti anni i media polacchi hanno demonizzato la Russia, forse più di quanto lo abbiano fatto i media di qualsiasi altro stato europeo, ad eccezione dell’Estonia e della Lettonia. La tv e i giornali polacchi hanno presentato la Russia come un Paese dove le uniche persone oneste sembravano essere quelle dell’organizzazione “Memorial”, la maggior parte della popolazione era spaventata da parte dei servizi segreti, mentre gli unici politici non corrotti facevano parte della radicale opposizione “fuori il sistema”. Analogamente, negli ultimi anni, i media russi hanno preferito scrivere della Polonia solo in relazione al mancato collocamento sul suo territorio dello scudo antimissile americanoo altre cose di questo genere. Si è creatocosì un effetto distorto tra la realtà e le aspirazioni delle persone all’amicizia da una parte e il mondo della politica, dei mass media e della diplomazia dall’altra.

Proprio per questo il comportamento di Putin, assolutamente normale dopo i l disastro aereo, ha suscitato in Polonia vero stupore. La stampa polacca, infatti, l’aveva sempre descritto come un calcolatore politico pericoloso, furbo e disumano. Con una certa meraviglia i polacchi si sono resi conto che la questione della fucilazione degli ufficiali polacchi a Katyn non è più un tabù, in Russia, fin dal 1990 e che i russi compatiscono le vittime polacche delle repressioni staliniane, in quanto loro stessi sono stati vittime delle stesse repressioni.

Quelli che negano in Russia l’eccidio di Katyn sono una minoranza, come pure in minoranza sono le persone che negano, in Germania, l’Olocausto e, magari, esprimono le loro dicerie soprattutto su internet. Essenzialmente la maggioranza dei russi sono persone oneste e buone. Tuttavia la stampa polacca non aveva mai parlato di questa maggioranza, preferendo dedicarsi alle lungaggini burocratiche relative all’indagine della causa di Katyn presso la Procura generale militare.

Come hanno dimostrato i recenti eventi, in realtà, la maggioranza dei polacchi e dei russi desiderano avere buoni rapporti. Contro la riconciliazione lavora attivamente soltanto una minoranza aggressiva.

Purtroppo la maggioranza è inerte e si mobilita solo in momenti drammatici come, ad esempio, il disastro aereo. Al contrario, la minoranza aggressiva è sempre in azione, grazie anche a un facile accesso ai media e alla Duma russa o alla Dieta polacca. Nelle biblioteche di queste minoranze vengono custoditi migliaia di volumi di opere antirusse e antipolacche scritte da persone come lo “storico” americano Richard Pipes o il “poeta” russo Stanislav Kuniaev.

Come ci insegna l ’esperienza del 2001, quando gli atti terroristici negli Usa provocarono una viva compassione dalla parte dei russi, i fiori lasciati alla porta dell’ambasciata polacca non possono garantire un miglioramento dei rapporti a lungo termine. Passeranno alcuni giorni e la maggioranza benevola si immergerà di nuovo nella vita quotidiana fatta di lavoro, educazione dei figli e di altre cose normali del menage domestico. Ma la minoranza aggressiva non si placherà. Anzi sta già lavorando sulle “teorie del complotto” e cerca errori nel comportamento di Putin e Medvedev. Si è anche indignata quando inizialm ente i l presidente russo aveva detto che il 18 aprile avrebbe partecipato ai funerali del suo omologo che l’aveva spesso criticato.

Sarà difficile combattere la minoranza, ma il primo passo, grazie a Dio, è stato fatto. La maggioranza benevola ha dimostrato la forza, almeno per alcuni giorni. I l deputato Gorski ad esempio si è scusato, alcuni giorni dopo, per le parole che aveva indirizzato alle autorità russe spiegando che parlava sotto l’effetto di “forte disperazione e angoscia”.

L’autore è editorialista dell’agenzia di stampa russa Ria Novosti

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