La Russia ha imparato la lezione di Katyn?

Katyn' è un luogo-simbolo delle repressioni staliniane. Nel bosco di Katyn' sono sepolti più di 4 mila ufficiali polacchi e più di 8 mila cittadini sovietici fucilati dal NKVD [Commissariato del Popolo degli Affari Interni]. La verità su questa tragedia è venuta alla luce con Gorbachev nel 1990. Tuttavia, tra Polonia e Russia, Katyn' rimane tutt'oggi una questione non del tutto risolta. L'incontro tra il capo del governo russo e il premier polacco, forse, riaprirà la strada alla riconciliazione definitiva tra i due paesi.

Izvestja

[Parla] il Direttore dell'Istituto di storia generale Aleksandr Chubarjan: Katyn' è la tragedia di tutte le vittime dello stalinismo:

"[…] Katyn' è il punto più dolente di tutta la storia polacca del XX secolo. Il problema non è nemmeno nella quantità di ufficiali uccisi - sappiamo che i tedeschi hanno sterminato non migliaia, ma milioni di polacchi, - ma nell'enorme dramma legato a Katyn'. Intorno a questo evento ci sono sempre stati troppi miti. Ha resistito a lungo la versione sovietica secondo cui sono stati i fascisti a commettere il crimine.

[…] Dopo che il Politburo ha deciso di rendere noti i documenti che permettevano di ricostruire il reale andamento dei fatti, si pensava che la questione fosse risolta. […] A partire da allora, è stato fatto un lavoro enorme: la Polonia ha ottenuto dai nostri archivi una quantità di documenti che non ha analoghi in altri paesi. […] Ma l'influenza della memoria storica, irrazionalmente, fa chiudere gli occhi sui fatti, come è già avvenuto in passato. È un male ed è triste che questa tragedia oggi venga chiaramente politicizzata. L'insieme di questi fattori ha fatto sì che intorno a Katyn' continui una discussione, spesso, di carattere tutt'altro che scientifico. […] Ci sono documenti che per principio rimangono segreti.

[…] [Per quanto concerne Katyn'] Tutto è ormai noto, minuto per minuto. Sono note le firme delle persone che politicamente hanno preso tali decisioni, si sanno perfino i cognomi dei capi dei campi di concentramento. In ogni caso, la questione deve essere completamente passata agli storici. Saranno loro a rimandare il problema alle strutture governative, se necessario. […] È ovvio che non si possa rispondere di un conflitto, con una qualsiasi nazione, risalente, diciamo, al XVIII secolo. Sarebbe ridicolo. Parlare di responsabilità per quello che è successo nel XX secolo è una questione già più delicata. […] Se la Russia moderna si fondasse sulle stesse basi dell'URSS, si potrebbe pensare di dovere [alla Polonia] delle scuse. Ma La Russia, ora, è un paese completamente diverso.

[…] A Katyn' sono sepolti 4 mila polacchi, ma anche 8 mila cittadini sovietici fucilati. Katyn' […] è la tragedia di tutte le vittime dello stalinismo. […] Quello che a noi russi manca, è la capacità di comprendere la mentalità e le peculiarità caratteriali di un'altra nazione. La Polonia è sempre stata costretta tra le Germania e la Russia, rimanendo comunque un paese molto orgoglioso. […] Sfortunatamente, in Polonia ci sono molti preconcetti antirussi e in Russia molti umori antipolacchi. Questa situazione va superata. In questo senso, un chiaro esempio siamo noi e i tedeschi. Abbiamo perso decine di milioni di vite. Si direbbe, non è forse un buon motivo di odio senza fine? Tuttavia, umori antitedeschi in Russia praticamente non insistono." […]

Ekaterina Grigorjeva


The New Times (Mosca)

Con Katyn' il conto sta per essere saldato

[…] [Riflette] il famoso politico e diplomatico polacco, ex Ambasciatore della Polonia in URSS e in Russia Stanislav Chosek.

[Da Putin i polacchi si aspettano] "Per prima cosa, l'apertura dei fascicoli riguardanti Katyn' resi segreti, per motivi misteriosi, 6 anni fa dalla Procura Militare Generale della Federazione Russa. In secondo luogo, la riabilitazione degli ufficiali polacchi: Mosca deve riconoscerli ufficialmente vittime delle repressioni staliniane. Inoltre, i polacchi si auspicano che la qualifica giuridica dei crimini commessi a Katyn' venga cambiata: da "abuso di potere", come hanno determinato i giudici istruttori russi, a crimine di guerra non soggetto a prescrizione. Infine, sarebbe buona cosa venire a conoscenza dei cognomi dei mandanti e degli esecutori delle fucilazioni di Katyn'.

[…] Dal 1985, non appena Gorbacev fu nominato segretario generale, da parte polacca, specificatamente da parte del generale Jaruzelski, è stata sollevata la questione Katyn'. La verità sulla tragedia venne alla luce per la prima volta il 12 aprile 1990 con una comunicazione della TASS [agenzia di stampa ufficiale dell'Unione Sovietica] alla vigilia della visita di Wojciech Jaruzelski a Mosca. […] Il 13 aprile Jaruzelski arrivò e Gorbachev gli consegnò l'elenco di chi venne fucilato a Katyn'.

Poi, con Boris Eltsin, Rudolf Pikoja, un incaricato speciale, ha trasmesso a Varsavia, al Presidente Lech Wałęsa una "cartella particolare" e le copie di documenti "top secret" che rivelavano l'anatomia del crimine e dei suoi autori. Ciò avvenne nell'ottobre 1992. […] Ora seguo attentamente come, nella Russia di oggi, viene interpretato il passato storico e mi chiedo se i russi si stiano muovendo verso quella stessa verità. Ha imparato la Russia la lezione da ciò che è avvenuto in passato? E ha imparato a fare i conti con esso? Per ora, non mi riesce di trovare una risposta.

[…] Vorrei sperare che Mosca trovi la forza di sobbarcarsi del fardello delle responsabilità morali per i crimini dello stalinismo. Il significato principale dell'incontro del 7 aprile sta proprio in questo."

Valerij Masterov - Varsavia


Smolenskie Novosti (Smolensk)

Katyn', un dolore di tutti

[…] [Spiega] il vice direttore per le questioni scientifiche del complesso commemorativo di Katyn' Galina Anatolevna Andreenkova:

"Secondo le testimonianze dei collaboratori del NKVD, a partire dal 1933 iniziarono le fucilazioni di massa di cittadini sovietici. Esiste un documento che conferma che il bosco di Katyn' fu luogo di sepolture di massa di cittadini sovietici. Questo documento sta alla base del nostro lavoro. Sappiamo che esistono 9 tombe, collocate in quello che viene chiamato la prima parte del complesso commemorativo di Katyn'. Non sono stati effettuati studi completi di queste tombe e non possiamo dire in quanti e chi vi sia sepolto. […] Oggi queste 9 tombe rappresentano la parte russa del monumento. Ma! Al territorio appartiene anche la cosiddetta Valle della Morte, dove si trovano decine, centinaia di tumuli non allestiti.

[…] Ci è noto che le informazioni riguardanti le repressioni, per lungo tempo, sono rimaste segrete e nessuno aveva idea di cosa fosse avvenuto in questo bosco. Sulle fucilazione dei cittadini sovietici bisbigliavano solo i locali. […] Gli abitanti dei dintorni sapevano che qui giacevano in massa i "nemici del popolo" repressi. […] I polacchi presuppongono che esista un piano delle sepolture. Noi la pensiamo allo stesso modo. […] Io stessa sono certa che esista una mappa dei tumuli di Katyn' presso l'UFSB [Direzione dei Servizi Federali per la Sicurezza] della provincia di Smolensk.

[…] Occuparsi in primo luogo della parte russa dei tumuli è una questione di onore per i cittadini di Smolensk. Qui sono sepolti i nostri compaesani, genitori, nonni, bisnonni. E a noi, che lavoriamo per il monumento, viene impedito. Ci dicono che esso è a bilancio delle autorità federali. Per quale motivo la regione, che è a conoscenza di tutti i documenti e della problematica, non solleva la questione della Valle della Morte presso il governo? […] Si capisce, che una volta costruita la parte polacca del monumento, le autorità sentono di essersi sdebitate con la comunità internazionale per la morte degli ufficiali polacchi e che non sia più necessario darsi pena. […] Forse, la visita di V.Putin darà il via ai lavori di costruzione per ora congelati. Staremo a vedere." […]


Kommersant (Mosca)

La verità contro la giustezza

[…] Il bosco intorno al complesso commemorativo di Katyn' è molto fitto. Le cime degli abeti dai rami irrimediabilmente intrecciati si incrociano… Incredibile quanto siano potuti crescere questi abeti, qui. […] Galina Andreevna, vice direttore del museo del monumento, dice che gli abitanti del posto, in passato, chiamavano questo luogo "il dendrario" del NKVD. Che sulle tombe interrate venivano impiantati giovani abeti rigogliosi. Oggi gli abeti hanno 70 anni e nessuno vorrà sradicarli, non lo vorrà proprio. E questo, allora, era stato calcolato.

[…] Arrivati, Vladimir Putin e Donald Tusk […] si sono avvicinati al microfono. Il premier russo ha parlato delle persone sepolte in questo luogo: "I cittadini sovietici, bruciati tra le fiamme delle repressioni staliniane… Gli ufficiali polacchi, giustiziati secondo disposizioni misteriose…" Non ha detto di chi fossero le disposizioni. Questo non l'ha detto. […] Ha parlato molto dei cittadini sovietici, colpiti dalle repressioni, tutti senza distinzione, cosacchi, sacerdoti, insegnanti, medici… È parso che volesse far intendere che qualche migliaia di ufficiali polacchi furoro anche loro vittime di queste assurde stragi staliniane, come tutti gli altri. Il fatto è che, per i polacchi, una tale spiegazione non era e non poteva essere esauriente. L'importante per loro era e rimane che a Katyn' dei polacchi sono stati fucilati.

Il Signor Putin ha confermato che "in Russia, riguardo l'accaduto, è stata data una chiara valutazione politica, giuridica e morale, che non può essere rivista. Non si può vivere del passato". È parso, cioè, che volesse chiudere il caso. Ma i polacchi non la pensavano allo stesso modo. "I carnefici, - ha detto Donald Tusk - autori di tutto ciò, volevano privare i morti della nostra memoria… Volevano che nessuno venisse a conoscenza dei nomi dei defunti. Ma noi crediamo che tutti qui siano stati fucilati uno per uno. Ed è importante non lasciare i caduti sul campo di battaglia." […] Ed ha chiesto a Vladimir Putin di aprire tutti gli archivi e far conoscere tutto di ogni persona che qui perse la vita. […] "Qui, - ha detto Donald Tusk - in questa terra, riposano ufficiali polacchi. E aspettano: diremo noi la verità? Troveremo un mezzo di riconciliazione?"

[…] Alla conferenza stampa [Vladimir Putin] […] ha confermato: spera che "questa giornata porti il problema al di fuori dei dibattiti politici. " Come prevedibile, Donald Tusk non si è trovato d'accordo, categoricamente e ha risposto che il significato dell'incontro doveva essere non quello di chiudere qualcosa, ma al contrario, di aprire. "Noi siamo convinti che la riconciliazione richiede la verità" - ha ripetuto nuovamente la preghiera il premier polacco. Ora la risposta non andava bene a Vladimir Putin. […] Un giornalista polacco ha riformulato una mia domanda: c'e stata una svolta oggi in questa storia oppure no? […] "Se nessuno ne farà speculazione, ci sarà una svolta - ha risposto il Signor Putin - se qualcuno ne farà, sarà l'inizio di una svolta." […] La conferenza stampa poteva terminare. "Tuttavia, per me è una svolta" - ha detto all'improvviso Donald Tusk - e anche il Signor Putin è parso sorpreso. "E anche il Signor Putin la pensa così. Non si può dire se tutti ne daranno una stessa valutazione. Il valore di questa giornata e del gesto di Vladimir Putin, che mi ha invitato qui… e non nascondo, era da tanto che aspettavamo questo invito,… troverà conferma tra mesi, o meglio, anni…" Donald Tusk, si è finalmente trovato d'accordo con Vladimir Putin su una questione di fondamentale importanza per entrambi. […]

[…] Sorge ora un quesito: perché alcuni sono stati deportati in Siberia, mentre altri fucilati? Non si spiega, nemmeno i documenti lo rivelano. E perché ha fatto questo [Stalin]?! Improvvisamente il premier Putin ha detto che è stato 'lui' [Stalin] a farlo - sebbene durante tutta la giornata abbia evitato accuratamente simili affermazioni. […] "Secondo il mio parere personale Stalin sentì la sua personale responsabilità riguardo a questa tragedia e, in secondo luogo, compiè queste fucilazioni (il Signor Putin definitivamente e chiaramente aveva dato a tutti il proprio nome - A.K.), partendo da un sentimento di vendetta!" Ora era il Signor Tusk a guardarlo sorpreso. Al termine della giornata [Putin e Tusk] sono riusciti a sorprendersi a vicenda.

Andrey Kolesnikov

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