Scoprire la Kamchatka a piedi

5 febbraio 2017 RBTH
La giornalista Tatiana Morina ha trascorso tre mesi come volontaria nell’ambito di un progetto nel Parco Naturale Bystrinskij per mappare dei percorsi per i futuri turisti. E ora racconta la sua avventura
Un vulcano della Kamchatka.
Un vulcano della Kamchatka. Fonte: Anton Agarkov

Il Bystrinsky Park è il parco più grande e meno visitato della Kamchatka. È meglio noto per i suoi allevatori di renne, che vivono e lavorano nella tundra della Kamchatka centrale. Non ci sono vulcani in eruzione o geyser qui, ma i paesaggi non sono comparabili a nessun altro in Russia o nel mondo.

Nel cuore della penisola

Il nostro lavoro è iniziato a Esso, il centro amministrativo del distretto. Il nostro primo compito era quello di trovare un sentiero verso il Lago Bljudtse (piattino), che si trova su una delle cime della catena Kozyrevskij. Abbiamo trascorso cinque giorni a scalare le creste affrontando venti tempestosi e facendoci strada attraverso impenetrabili boschetti di pini nani siberiani, scendendo nei dirupi e seguendo le tracce degli orsi, che portano a inevitabili incontri con alcuni dei più famosi abitanti della Kamchatka.

Così come altre catene montuose della Kamchatka, i Monti Kozyrevskij sono stati letteralmente spinti fuori dal terreno dall’attività vulcanica. Con altitudini di 1.500-2.000 metri sul livello del mare, sono relativamente bassi, ma i paesaggi circostanti sono molto più in basso. Mentre ti trovi sul crinale, hai l’impressione di vedere tutta la Kamchatka da est a ovest: lo stratovulcano Kljuchevskaja Sopka e i vulcani adiacenti sulla costa del Pacifico, la catena centrale Sredinnyj, vicina al Mare di Okhotsk, e il vulcano Anaun, centro geografico della penisola.

L'incontro con gli orsi

Dopo l'escursione al Lago Bljudtse, il nostro gruppo si è diretto verso il cordone sud occidentale del parco. Lì, dopo due mesi di trekking costante, abbiamo trascorso un paio di giorni al campo base prima di rimetterci in cammino. Abbiamo tracciato un sentiero ad anello intorno al vulcano Ichinskij attraversando il ghiacciaio Zapadnyj (occidentale), segnato un percorso verso il Lago Ketachan e scoperto una nuova attrazione turistica: un piccolo laghetto color turchese all'interno di un’antica colata lavica. Il nostro unico mezzo di comunicazione era un localizzatore, il nostro menu era limitato a cereali e carne in scatola, il nostro unico riferimento era una vecchia mappa militare sovietica e la nostra unica protezione contro gli orsi erano trombette da stadio e una sola pistola lanciarazzi.

Il cordone Ketachan si trova a 120 chilometri di distanza dal centro abitato più vicino e a solo 16 chilometri dai giacimenti d’oro del fiume Aga. È una terra di paludi, di piante enormi e di altopiani di tundra, piena di frutti di bosco e di funghi in estate. Una delle immagini più vivide è stata la risalita verso un lago isolato ai piedi del vulcano dormiente Ichinskij. Dal lago siamo saliti sul vulcano vicino, il Severnij Cherpuk; il bordo della sua caldera si affaccia sull’arida tundra rossa e verde, spianata da un potente flusso di lava 300 anni fa.

Durante uno dei viaggi, abbiamo scoperto un flusso fermato da blocchi di ossidiana nera. Un altro viaggio è stato memorabile per aver cacciato del salmone con le mani e cucinato per una festa improvvisata. Nel terzo viaggio abbiamo quasi perso alcune persone attraversando una rapida e riuscendo a fatica a mettere in fuga dal nostro campo un orso eccessivamente curioso. Durante l'ultimo viaggio, ci siamo imbattuti in un gruppo di allevatori di renne, bevuto insieme una tazza di tè e tenuto un’interessante conversazione con una custode che vive con la sua famiglia in un altopiano di tundra. Vive con tre pastori adulti e sei nipoti: il più giovane non è mai sceso dalle montagne per incontrare altre persone.

Tatiana Morina
Tatiana Morina
Tatiana Morina
Tatiana Morina
Tatiana Morina
Tatiana Morina
 
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Una vacanza selvaggia sulla costa del Pacifico

Dopo il Lago Ketachan, siamo stati mandati al campo base del parco Kljuchevskij per aiutare l'amministrazione con le strutture ricettive. Il bel tempo qui è raro, quindi la maggior parte dei turisti se ne va dopo aver visto una parte della caldera del vulcano Ploskij Tolbachik, eruttato tre anni fa, e camminato tra la nebbia lungo il percorso tracciato su un campo di lava fresca. Siamo stati fortunati: abbiamo avuto abbastanza tempo per aspettare una bella giornata, così siamo saliti fino in cima, facendo deviazioni per vedere le fumarole, le grotte laviche e i camini vulcanici con lava calda. Abbiamo osservato da vicino l'eruzione del Kljuchevskaja Sopka e siamo tornati alla base attraverso campi di cenere. Avevamo già capito che mappe dettagliate e libertà di viaggiare sono il massimo per un volontario in Kamchatka.

Poco prima della nostra partenza, l'amministrazione del parco mi ha concesso del tempo libero e insieme al mio compagno di viaggio, uno zoologo bielorusso, abbiamo fatto autostop fino a Ust-Kamchatsk, un'altra destinazione largamente trascurata dai turisti. L'insediamento si trova vicino a uno dei vulcani più attivi della Kamchatka, il Shiveluch, che spruzza regolarmente tonnellate di cenere nelle sue vicinanze. Il nostro percorso ha seguito la costa dell'oceano fino a capo Kamchatskij, dove l'Oceano Pacifico incontra il Mare di Bering. Tre giorni nella cabina di un cacciatore in riva al mare circondati da foche, leoni marini, centinaia di granchi delle nevi e assidui orsi è stato sicuramente un finale straordinario per il mio viaggio in Kamchatka.

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