La bomba inesplosa: così è stata evitata un'altra strage

Il secondo ordigno identificato alla fermata “Technologicheskij institut” è stato segnalato nove minuti prima dell'esplosione tra le stazioni “Technologicheskij institut” e “Sennaja ploshchad”, dove sono morte 14 persone. La bomba, tre volte più potente di quella esplosa, è stata disinnescata da un agente della Rosgvardija
a photo of a neutralized bomb at the metro station 'Ploshchad Vosstaniya'
La seconda bomba identificata e disinnescata nella fermata “'Ploshchad Vosstaniya”. Fonte: Russian Archives/Global Look Press

Alle 14.40 di lunedì San Pietroburgo ha subito un attentato: nella galleria tra le fermate della metropolitana “Technologicheskij institut” e “Sennaja ploshchad’” uno sconosciuto ha messo in azione all’interno di un vagone un ordigno esplosivo artigianale. Poco dopo però si è diffusa la notizia che nella metropolitana di Pietroburgo era prevista una serie di attentati: lo stesso terrorista o un suo aiutante avevano piazzato un’altra bomba nell’atrio della fermata “Ploshchad’ Vosstanija”, ritrovata ancor prima dello scoppio di quella al “Technologicheskij institut”.

Il secondo ordigno

Come scrive la rivista di Pietroburgo Fontanka, la comunicazione di una borsa abbandonata sulla banchina della fermata “Ploshchad Vosstanija” è arrivata agli organi di sicurezza circa nove minuti prima dello scoppio della bomba alla fermata “Technologicheskij institut”. L’ordigno esplosivo si trovava dentro una borsa, il terrorista aveva posizionato il detonatore all’interno di un estintore da cinque litri.

All’interno della bomba è stato trovato circa un chilogrammo di sostanza esplosiva (equivalente al tritolo, ndr) e due chilogrammi circa di cuscinetti a sfera per aumentare la forza dell’esplosione e dell’impatto, come riferisce una fonte degli organi di sicurezza alla Komsomolskaja pravda.

La bomba al tritolo con il detonatore e le sfere metalliche era tre volte più potente di quella esplosa all’altra fermata della metropolitana. Come sia stata disinnescata rimane ancora un mistero, tuttavia alcuni canali anonimi di Telegram parlano di un eroico agente della Rosgvardija (un organo di sicurezza federale da poco costituito con un ampio spettro di poteri e truppe interne a disposizione, ndr) che avrebbe disinnescato da solo l’ordigno. “Questo è quanto. Ieri un agente della Rosgvardija ha disinnescato l’ordigno esplosivo senza aspettare l’arrivo degli artificieri. Alla fermata “Vosstanija”. E ha salvato non soltanto se stesso, ma un numero enorme di civili”, scrive un anonimo sul canale “Mysh’ v ovoshchnom”.

Al momento per tutta San Pietroburgo sono in corso perquisizioni sia in metropolitana sia in altri luoghi affollati. In mattinata è stato rinvenuto un pacchetto sospetto alla Facoltà di legge dell’Università di Stato di San Pietroburgo, mentre il supermercato “Lenta” è stato evacuato per una borsa lasciata sotto a un computer portatile. Entrambi gli oggetti sono risultati inoffensivi.

La dinamica

I media scrivono che dalle registrazioni delle telecamere di sorveglianza, le due bombe, sia quella esplosa sia quella inesplosa, sembrano essere state portate dentro la metropolitana dalla stessa persona. È curioso però che il terrorista abbia lasciato nell’atrio la bomba più potente, facendo esplodere l’altra nel vagone. Il canale anonimo di Telegram “Karaul’nyj” spiega così l’accaduto: “Nella bomba camuffata da estintore c’era un detonatore con il timer… mentre la bomba nel vagone è esplosa con un innesco automatico. Perciò la bomba più grande è stata lasciata fuori, mentre quella più piccola, nascosta in uno zaino è stata portata nel vagone”.

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