Il volto rosa del Ministero degli Esteri

31 agosto 2015 Nikolai Surkov
Maria Zakharova è il nuovo portavoce del Ministero russo degli Affari Esteri. Una nomina che fa pensare a una vera e propria rivoluzione all’interno del dicastero. A partire dai social network
Maria Zakharova
Maria Zakharova, nuovo portavoce del Ministero russo degli Affari Esteri FonteGetty Images

Per la prima volta in Russia una donna ricopre la carica di rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri: si tratta di Maria Zakharova, fino a prima vice capo del servizio stampa del Ministero degli Esteri, nonché pr e manager personale del ministro Sergei Lavrov. Con l’arrivo della Zakharova, una delle strutture russe più severe dal punto di vista del protocollo assume così un volto umano. In precedenza, il posto di portavoce ufficiale del ministero era occupato da Aleksandr Lukashevich, nominato nel mese di agosto rappresentante permanente della Federazione Russa presso l'OSCE.

I primi passi

Uno dei principali traguardi di Maria Zakharova è stato far approdare il Ministero sui social network, nel febbraio 2013. La stessa Zakharova, ad esempio, ama raccontare come il sito del Ministero degli Esteri fosse crollato sotto l'attacco degli hacker e come la pagina Facebook fosse dunque divenuta, per un breve periodo, la principale finestra sul mondo esterno.

Zakharova ha quindi promesso di proseguire il proprio lavoro sui social network. “Lì c'è un linguaggio diverso, un modo particolare di rivolgersi alle persone, e pertanto cercare di raggiungere l'utente trasmettendo la costante attività del Ministero ed esprimere tutte quelle emozioni che i diplomati esternano in modo piuttosto formale... Noi abbiamo insomma compreso che il pubblico si aspettava da noi qualcosa di diverso. Penso che questo nuovo genere pure si affermi e rimanga, visto che è richiesto e sta andando molto bene”, ha commentato la Zakharova in un'intervista alla TASS

La visione di Lavrov

Proprio il 22 agosto scorso sul proprio profilo Facebook, la stessa Zakharova ha rivolto un appello ai giornalisti chiedendo di considerare le sue pubblicazioni come semplici opinioni formulate da un esperto, non come dichiarazioni ufficiali del Ministero degli Esteri russo.

Una rivoluzione diplomatica

Durante l'ultimo anno, Maria Zakharova è stata ospite assidua di radio e televisioni. Lei stessa ricollega questo fatto alla crisi ucraina e all'inasprirsi dei rapporti fra la Russia e l'Occidente.

“La politica estera è entrata in ogni casa per via della crisi ucraina. Essa ha intersecato la vita di tutti. Nessun'altra crisi è stata per la nostra gente così dolorosa. Noi siamo con l'Ucraina un unico organismo. Io stessa ho una famiglia per metà ucraina, con cognomi ucraini, e la mia infanzia è trascorsa sulle note delle canzoni ucraine cantate da mio nonno”, racconta in un'intervista al quotidiano Komsomolskaja pravda.

Il giornalista Jurij Paniev, capo del dipartimento di politica internazionale di Nezavisimaja Gazeta, ha commentato per RBTH la nomina della Zakharova: “Maria si distingue per l'eccezionale laboriosità e per l'atteggiamento rispettoso nei confronti dei giornalisti. Ricordo che quando era a capo del servizio stampa della sotto presidenza della Federazione Russa all'ONU a New York, il concetto di sonno per lei era come se non esistesse. Durante la cosiddetta settimana ministeriale, quando al quartier generale dell'ONU si radunavano i capi di stato, di governo e dei ministeri dell'estero, Maria per quasi 24 ore su 24 non solo aiutava Vitalij Churkin, ma rispondeva volentieri alle richieste dei giornalisti che riportavano il lavoro dell'Assemblea Generale”.

Il politologo Dmitri Babich ha notato che “la nomina di Zakharova è simbolica. Nel corso dell'ultimo anno e mezzo, la Russia si è trovata costantemente esposta ad attacchi, ai quali occorre rispondere in maniera recisa, ma in modo tale che sia comprensibile la posizione russa. Zakharova è simbolo di una nuova tattica del Ministero degli Affari Esteri, ne è la sua nuova forza. Per poter trasmettere il succo della posizione russa in politica estera, serve una nuova personalità brillante, non noiosa”, ha dichiarato a RBTH l'autore permanente della rivista Mezhdunarodnaja zhizn, edizione professionale dei diplomatici russi.

L'intervista sui social network

Del fatto che con l'avvento della Zakharova ci sia da attendersi dei cambiamenti, lo dimostra anche il modo in cui ha rilasciato l'intervista a RBTH. Molti giornalisti russi ricordano bene come, ancora cinque anni fa, per ottenere un commento ufficiale dal Ministero degli Esteri, fosse necessario inviare una richiesta ufficiale e attendere, a volte, fino a qualche giorno.

Anche oggi, concordare un'intervista non è cosa facile, ma questo dipende ora dagli impegni della Zakharova. In conclusione, ha rilasciato un'intervista a RBTH direttamente nella chat di Facebook.

Che cosa La spaventa maggiormente del nuovo lavoro?

Spaventa la mancanza di tempo.

Che cosa prova rispetto al fatto che alcuni mass media La descrivano come “il nuovo volto” della politica estera russa in aggiunta a Sergej Viktorovich, meno formale, ma con ciò, più combattiva?

Inventare nuovi confronti e immagini colorite, specie quando si parla dei “nuovo arrivati”, è uno dei compiti dei mass media. Per questo provo comprensione. La cosa più importante è che le metafore non sostituiscano la sostanza del giornalismo: l'obiettività, vale a dire.

Quali stereotipi sulla Russia devono essere distrutti?

A mio avviso, i giornalisti non hanno il diritto di operare per mezzo di stereotipi, altrimenti non sarebbero giornalisti, ma propagandisti.

Frequenta ancora la palestra? Ha uno sport preferito?

Sì. Mi piace pattinare, andare in bicicletta, nuotare e tirare al bersaglio.

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