Attraversa da solo l’Oceano Pacifico in barca per raggiungere la sua famiglia

Ever Sailing/YouTube
L’avventura estrema di un uomo rimasto bloccato a causa della pandemia: dopo cinque mesi in mare, è riuscito a riabbracciare il figlio che vive in Nuova Zelanda

L'epidemia di covid-19 ha colto tutti di sorpresa. E Dmitrij Pelevin, esperto velista, professionista del settore informatico, si è improvvisamente ritrovato bloccato in Francia, dove aveva programmato di trascorrere solo pochi giorni durante un viaggio dalla Russia alla Nuova Zelanda, dove vive la sua famiglia. 

“Quando hanno iniziato a chiudere le frontiere, ho deciso di aspettare la fine della pandemia [in Francia]”, racconta Dmitrij nel suo canale Telegram.

Ma non è trascorso molto tempo prima che il mondo si rendesse conto che la lotta al covid sarebbe durata a lungo. I voli sono stati interrotti, le frontiere chiuse. I paesi stavano sigillando i propri confini. “È iniziata la quarantena e i miei voli sono stati cancellati - dice Dmitrij -. Da quel momento ho iniziato a cercare un modo per tornare dalla mia famiglia”.

Dmitrij, che voleva disperatamente ricongiungersi con suo figlio e la sua ex moglie in Nuova Zelanda, ha quindi deciso di intraprendere un pericoloso viaggio in solitaria attraverso l’Oceano Pacifico. “Non avevo in mente un piano specifico… Si è sviluppato tutto spontaneamente”, dice.

E così ha venduto la sua barca, progettata per navigare solo nelle acque costiere, e si è messo alla ricerca di un nuovo yacht capace di resistere a un viaggio attraverso l'oceano.

L’imbarcazione giusta l’ha trovata sulla Martinica, l’isola caraibica appartenente alla Francia: una barca a vela Dufour Gib Sea 37, battezzata “Cupiditas”, e appartenuta a una famiglia di viaggiatori e blogger russi che avevano deciso di venderla per ristabilirsi a Mosca. Dmitrij l'ha acquistata e ha iniziato a prepararsi per il viaggio.

L'11 luglio 2020 è partito dalla Martinica verso il Canale di Panama, che ha dovuto attraversare per entrare nelle acque del Pacifico.

Oltre ai preparativi per l’avventura, Dmitrij ha dovuto ottenere tutti i documenti necessari per poter viaggiare legalmente. 

“Avevo bisogno di un permesso di navigazione per attraversare le acque territoriali di Panama - racconta -. La Polinesia Francese è attualmente chiusa e per accedere bisogna ricevere un permesso dal dipartimento marittimo locale. E così ho dato mandato a un intermediario [per compilare i documenti]”, ha raccontato in un video pubblicato sul suo canale YouTube. 

“Di solito ci vogliono mesi di preparazione per attrezzare una barca [per attraversare l’oceano]. Bisogna controllare tutti i sistemi e i componenti: dallo scafo al sartiame, dal motore ai sistemi di controllo della navigazione e così via. Inoltre, ci devono essere molte cose a bordo: pezzi di ricambio, attrezzature di salvataggio... Ma io ho avuto solo due settimane in Martinica e circa tre settimane a Panama per prepararmi. Ho fatto del mio meglio”, dice.

Prima di partire da Panama, Dmitrij era ottimista, soprattutto in merito alle tempistiche del viaggio. “Attraverserò l'Oceano Pacifico per raggiungere la Nuova Zelanda. Dovrò percorrere 4.000 miglia nautiche. Molto probabilmente ci vorranno circa 35-40 giorni”, ha detto prima di spiegare le vele. 

Ma ben presto si è reso conto che non sarebbe stato così facile. Con l’epidemia, molte procedure burocratiche sono state modificate e le autorità locali e i viaggiatori hanno dovuto adattarsi alla nuova realtà.

“Oggi non è facile nemmeno viaggiare a bordo di uno yacht - ha sbottato -. Molti Paesi hanno chiuso le frontiere marittime e reso più difficile l'ingresso alle navi”.

La traversata dell’Oceano Pacifico in solitaria non è una banale vacanza estiva. Lungo il tragitto ci si ritrova ad affrontare molti pericoli e difficoltà. “C’è il rischio di cadere in mare, di ammalarsi o di ferirsi… e in questo caso non c’è nessuno che ti possa aiutare”. Senza contare che portare una barca da soli non è un gioco da ragazzi: “Bisogna essere sempre all'erta... dormire in stato d'allerta! La stanchezza può causare errori fatali”, ha spiegato.

Per fortuna, l’avventuriero è riuscito a evitare grosse situazioni di emergenza. E le sue condizioni fisiche e psicologiche gli hanno permesso di affrontare il viaggio con serenità. “Bisogna essere in buona forma fisica. Il corpo e il sistema immunitario devono essere forti - ha detto -. Ammalarsi nel bel mezzo dell'oceano senza un medico nei dintorni può essere molto pericoloso”.

Il 21 dicembre 2020, cinque mesi dopo la sua partenza dalla Martinica, Dmitrij è approdato in un porto della Nuova Zelanda, dove c’erano la sua ex moglie e il figlio ad attenderlo. 

“Mio figlio è stato molto felice [di vedermi]. Sicuramente gli sono mancato e ora non vuole più scendere dalla barca. Attualmente viviamo sullo yacht”, dice.

Il viaggio attraverso il Pacifico è stata la sua prima esperienza, ma assicura che non sarà l’ultima: “Mi è piaciuto molto e probabilmente lo farò di nuovo. Il mio sogno? Attraversare l'Atlantico”.



Per utilizzare i materiali di Russia Beyond è obbligatorio indicare il link al pezzo originale

Scoprite le altre entusiasmanti storie e i video sulla pagina Facebook di Russia Beyond

Questo sito utilizza cookie. Clicca qui per saperne di più

Accetta cookie