Come sarebbero le città russe se fossero personaggi dei fumetti giapponesi?

Ekaterina, artista di Ekaterinburg, ama dar vita alle cose e ha trasformato in disegni ‘anime’ grandi dieci centri urbani della Russia

Ekaterina, una ventiquattrenne di Ekaterinburg (1.775 chilometri a est di Mosca) ha immaginato una personalità per le città della Russia e le ha rappresentate come eroi dei fumetti anime giapponesi, con tanto di piccolo compendio sui loro caratteri, abitudini e punti di vista.
“Mi ha sempre divertito immaginare come sarebbero le cose se fossero persone, e disegnarle. C’è stato il tempo dei siti internet, poi è stata la volta dei programmi per computer, degli insetti, dei gas inerti. E infine è venuta l’ora delle città”, racconta Ekaterina, che insegna inglese in un centro linguistico ed è una grande appassionata di cultura giapponese, e nel tempo libero disegna e pubblica le sue opere su Twitter. E con le città la aiutano proprio i suoi follower, che le raccontano particolari che può conoscere solo la gente del posto. Per cui, se volete sapere cosa aspettarvi da Tjumen, San Pietroburgo o Perm, guardatevi queste speciali mascotte cittadine.

Ekaterinburg

È la sorella minore di San Pietroburgo e anche lei ha un fiume in centro e ama il rock. Non ama quando le rompono i suoi amati giocattoli, imita Mosca e può sempre raccontare qualche storia terribile su ogni edificio in rovina o mai finito di costruire, e continuamente “is trying” qualcosa; vive in montagna e ama vestirsi in tiro.

Ekaterina: “Per quanto riguarda i ‘giocattoli rotti’ si intende il recente abbattimento della mai ultimata torre della televisione, che ha scatenato le proteste di molti cittadini, che la amavano. E inoltre Ekaterinburg cerca sempre di essere in tutto simile a Mosca, da noi c’è via Vajnera, che fa il verso alla Vecchia Arbat e si sta edificando la City di Ekaterinburg, scopiazzata alla City della capitale. E cercano di pompare sempre così tanto questa città. Il mio “is trying” si riferisce a questo”.

San Pietroburgo

“Le mie nuvole sono come le persone: sole”, dice San Pietroburgo guardando verso l’orizzonte con sguardo assente. È “Rain Man - L’uomo della pioggia”, come il personaggio di Dustin Hoffman nel film omonimo e ha un cazzuto (ricco) mondo interiore. È fanatica dell’Europa in putrefazione, ha già visto ogni schifo e tiene un’accetta nascosta in seno, e nel suo appartamento c’è una stanza piena di una collezione di cose terribili. Per qualche oscuro motivo per lei si struggono tutti i liceali”.

Ekaterina: “A Piter c’è questa atmosfera assente-filosofica. I protagonisti pietroburghesi dei classici russi sono sempre alla ricerca di sé e del senso della vita. Ovviamente anche la cosa dell’accetta viene dai classici, dritta dritta da ‘Delitto e castigo’. Piter ha sofferto l’assedio, qui c’è la Kunstkamera, il primo museo della Russia, con oggetti terribili e Pietro il Grande costruì la città su esempio dell’Europa della quale era un fanatico ammiratore. E ancora, non si sa perché, ma tutti gli adolescenti (e ancor più le adolescenti ) di ogni angolo della Russia sono ossessionati dall’idea di trasferirsi una buona volta a Piter”.

Mosca

Mosca è sempre di fretta, non crede alle lacrime; è rumorosa, ma se ne frega. Porta il costume tradizionale russo e i capelli raccolti in una lunga coda, ama le stelle e non ti permette di perderti. Se vai da lei ospite, la prima cosa che ti dice è “Andiamo, ti mostro la mia metropolitana!”.

Ekaterina: “Io adoro la metro di Mosca. Dai moscoviti ho sentito dire ‘Se ti perdi, cerca la metropolitana. Se la trovi, sei salvo’. Ti porta sempre da dove vuoi a dove vuoi. Gli orologi del Cremlino li conosce e li ama tutta la Russia. Così come le famose stelle. E, ovviamente, ‘Mosca non crede alle lacrime’ è il celebre film sovietico, Premio Oscar nel 1981, su giovani provinciali alla conquista della capitale. E il titolo dice tutto”.

Cheljabinsk

Figlio di un metallurgico, va in maschera per le strade a causa dello smog, ma in verità lui stesso fuma come una ciminiera. Si intende di scarpe grazie al fango locale, crede negli extraterrestri, vende pezzi di meteorite sul sito di annunci online Avito, conosce trenta parole di bashkiro e discute con Ekaterinburg su chi abbia i tram più buffi. Meglio non incontrare un ceffo simile in marshrutka

Ekaterina: “Mi hanno raccontato che là ci sono un sacco di marshrutki, e che agli abitanti di Cheljabinsk paiono buffi i tram di Ekaterinburg, e viceversa. A Cheljabinsk ci sono problemi ambientali a causa delle industrie ed è là che è caduto il meteorite, grazie al quale la gente del posto ancora fa soldi, vendendone pezzettini su internet. Inoltre ritengono che il meteorite sia collegato con gli ufo. Inoltre a Cheljabinsk vivono, tra gli altri, i bashkiri e si dice che siano dei duri”.

Vladivostok

È una grande intenditrice della cultura orientale, ma sotto sotto va pazza per San Pietroburgo. Fa festa con gli asiatici e ascolta il pop coreano. Per le feste prepara venti piatti, tutti di pesce. In compagnia beve sempre ed è la prima a finire sotto il tavolo. Porta solo vestiti made in China. Ah, nessuno sa dove viva.

Ekaterina: “La differenza di fuso con Mosca è di sette ore. La città è una delle prime a festeggiare l’Anno nuovo, così quando il Capodanno arriva a Mosca, qui hanno già bevuto a volontà e sono andati a dormire. Qui c’è il Mar del Giappone, una gran varietà di pesce e frutti di mare e in Cina si può arrivare in traghetto. Gli abitanti del resto della Russia spesso non sanno precisamente indicare sulla carta dove sorga Vladivostok. Anche se tutti sanno che da qualche parte c’è questa città. Mi hanno scritto che la città contemporanea spesso si ispira a San Pietroburgo”.

Novosibirsk

Giovane scienziato, ha contatti con la mala locale e relazioni a distanza con una ragazza di Minneapolis e una di Hokkaido. È un tipo freddo: il suo inverno interiore dura il 90 per cento dell’anno. Mentre il primo maggio impazzisce per strani striscioni. Utilizza ancora adesso FidoNet, perché ha iniziato e non riesce a fermarsi.

Ekaterina: “Molti mi hanno scritto che Novosibirsk è una città di scienziati e banditi. È gemellata con la statunitense Minneapolis e con la giapponese Sapporo, capoluogo di Hokkaido. La vecchia e amatoriale compagnia informatica FidoNet cominciò a diffondersi proprio da qui. Ogni primo maggio qui ha luogo la ‘Mostrazione’, un’assurda dimostrazione di piazza con bizzarri striscioni e slogan”.

Kazan

Principessa del Tatarstan, è bilingue. Sa tutto si sé. Vive da mille anni e da molto ha perso la sua coscienza. È patita di architettura. Porta tutti subito a vedere il Cremlino e chiede sempre “È bello, vero?”. Offre echpomak e solo lei riesce a pronunciarlo correttamente.

Ekaterina: “Kazan ha il marchio registrato di ‘Terza capitale della Russia’. E inoltre è la capitale del Tatarstan, e molti qui parlano fluentemente tanto in russo quanto in tataro. Il Cremlino di Kazan è famoso in tutto il Paese, e in città c’è una bella architettura. Quanto all’echpomak, è il piatto nazionale tataro, simile a un pirozhok”. 

Perm

Vive da qualche parte vicino a Ekaterinburg, a cui si ispira in tutto (perdendo il confronto). Può atteggiarsi come un bullo di strada, ma sotto sotto stravede per il balletto. Qualcuno pensa che sia una antica principessa komi, ma, se è vero, lei lo tiene assolutamente segreto. Ama i posikunchiki.

Ekaterina: “Molti quando parlano di Perm chiamano in causa il teppismo. Ma ecco che ammettono che qui adorano il balletto e ricordano le origini. Per questo per me Perm è una ragazza a cui si è appiccicato addosso l’aspetto di maschiaccio, ma in verità niente è così semplice e lineare, e lei ci gioca un po’. E poi offre pirozhkì (qui chiamati posikunchiki) e ama gli orsetti (sono il simbolo cittadino)”. 

Tjumen

È la boss del villaggio. Calda come le acque termali. Suo papà lavora nel settore degli idrocarburi, e per questo lei se la tira un sacco. Ha sempre in tasca l’ultimo iPhone (a dire il vero, comprato a credito). Recentemente è diventata tifosissima di biathlon. Ha le chiavi della Siberia.

Ekaterina: “È ritenuta la capitale delle cittadine provinciali. È la prima città in Siberia e un importante centro di estrazione del petrolio. La città cresce a passo svelto. Della gente del posto dicono che sia enfatica e amante di un certo lusso ostentato: qui tutti ritengono una necessità acquistare il nuovo modello di iPhone non appena esce. Ma sono pochi quelli che possono permetterselo, così si indebitano. A marzo si è tenuta qui la Coppa del Mondo di biathlon.”

Kaliningrad

Aristocratico tedesco russificato, sogna di andarsene nella civilizzata Europa. Soffre più di tutti per le sanzioni, siede sempre in panchina ed è stufa di tutto questo casino. Ama la filosofia e le birrette, ogni fine settimana va in Polonia in autobus. Leggerebbe volentieri il libro “Harry Potter e la camera d’ambra” se mai lo avessero scritto.

Ekaterina: “Exclave, ex città tedesca, circondata dal territorio dell’Unione europea, anche i suoi cittadini vogliono vivere ‘all’europea’. E inoltre sono stanchi di trovarsi là, staccati dal resto della Russia. Qui nacque Immanuel Kant, e per questo tutti amano la filosofia. E da qualche parte è andata perduta la Camera d’ambra, che tutti sperano di ritrovare”.

Non solo Mosca. Quali sono le vecchie capitali della Russia? 

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