Direzione Italia: Grand Tour senza crisi

La penisola resta tra le mete preferite dai turisti russi, insieme ad altre destinazioni dell’Europa meridionale, come Spagna e Bulgaria (Foto: Shutterstock)

La penisola resta tra le mete preferite dai turisti russi, insieme ad altre destinazioni dell’Europa meridionale, come Spagna e Bulgaria (Foto: Shutterstock)

Le tensioni internazionali penalizzano il turismo oltre-frontiera. Ma la penisola resta in cima alle preferenze, soprattutto da parte della fascia più agiata della popolazione

A mettere in guardia è stato, a inizio settembre, il primo ministro russo Dmitri Medvedev: i turisti della Federazione hanno iniziato a viaggiare sempre meno in Europa. Un calo che il capo del governo ha stimato in “quasi il 30%”, imputandolo “al deterioramento delle relazioni internazionali: questa è una cattiva notizia”, ha aggiunto Medvedev, “perché sono i nostri concittadini a pagare il prezzo della crisi, insieme alle economie dei paesi di accoglienza turistica”. A pesare sui viaggi all’estero dei russi, oltre alle sanzioni internazionali, è anche la forte svalutazione subita dal rublo negli ultimi mesi, che ha reso più oneroso spostarsi dalla Russia all’Europa. Per questo diversi tour operator, specie di San Pietroburgo, hanno dichiarato bancarotta tra luglio e agosto, lasciando migliaia di viaggiatori in difficoltà.

L’Italia sembra però fare eccezione. La penisola resta tra le mete preferite dai turisti russi, insieme ad altre destinazioni dell’Europa meridionale, come Spagna e Bulgaria, e dell’Asia. Rimane una tappa irrinunciabile soprattutto per il turismo di fascia alta, quello che meno risente delle conseguenze della crisi: è proprio grazie a questi visitatori se l’Italia è riuscita, finora, quasi a ripetere i numeri degli scorsi anni. Lo conferma Sandro Saccoccio, direttore marketing del tour operator Gartour: “Negli ultimi venti giorni abbiamo assistito alla prima frenata degli arrivi russi: per Gartour i flussi del turismo leisure sono scesi del 4% in agosto. Un calo ampiamente compensato da un aumento del 18% della domanda del segmento turismo di lusso”. Anche Domenico Di Salvo, direttore dell’ufficio Enit di Mosca, conferma che “l’andamento dei flussi di viaggiatori russi in Italia e della relativa spesa continua ad avere segno positivo, nonostante il generale calo dei flussi dalla Federazione russa verso le destinazioni europee”.

I dati sembrano trovare importanti conferme. “Secondo Bankitalia, da gennaio a maggio il numero dei viaggiatori russi in Italia è cresciuto del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2013 (431mila contro 420mila), e anche la loro spesa è aumentata dell’1,6%, da 504 a 512 milioni di euro”, sottolinea Di Salvo. Anche Rostourism, l’Agenzia federale del turismo, nel primo semestre 2014 ha registrato un incremento del 2,6% dei flussi di viaggiatori verso l’Italia, ponendo il Belpaese davanti a Spagna e Grecia; inoltre, i visti turistici rilasciati dai consolati d’Italia a Mosca e San Pietroburgo sono aumen- tati del 16,5% nel primo semestre.

I visitatori russi scelgono l’Italia anzitutto per il suo impareggiabile patrimonio artistico. Tra le destinazioni più gettonate “continuano a esserci le città d’arte”, conferma Saccoccio. “I tour della Penisola che offriamo sono il nostro prodotto principale. Ma altrettanto importante è il mare, con Liguria, Emilia Romagna, Lazio e Sardegna ai primi posti”. L’Italia, concorda Di Salvo, “rimane la meta turistica privilegiata più amata dai viaggiatori russi che ricercano vacanze culturali: questo è il principale fattore di attrazione del nostro Paese, e pesa per quasi il 51%”, aggiunge il direttore dell’ufficio Enit della capitale russa.

Si è poi consolidata la domanda di turismo balneare (31%), con incrementi verso il Sud e le Isole, favoriti anche da nuovi collegamenti aerei e dalle iniziative di promozione avviate da alcune regioni, come la Puglia. Ma l’Italia piace anche nei mesi più freddi: “La domanda di turismo invernale è cresciuta del 45%, specie verso il Trentino e la Valle d’Aosta”, sottolinea Di Salvo. “Se la maggior parte dei russi viene in Italia per ammirare i capolavori dell’arte, negli ultimi anni è cresciuta la tendenza a viaggiare alla ricerca di svago, lontani dai centri maggiori, con particolare attenzione per le stazioni termali, per i parchi e le riserve naturali”.

A dare un forte incentivo agli arrivi è anche l’Anno del Turismo incrociato italo-russo (che si concluderà alla fine del 2014), con un calendario fitto di convegni e occasioni di confronto, oltre che una vetrina per mettere in mostra il meglio dell'offerta turistica dei due paesi. Il progetto è composto da un ricco programma di iniziative “coordinato dalla task force dell’Ambasciata italiana a Mosca, che ha “portato l’Italia in Russia” tra festival, mostre, presentazioni, promuovendo innanzitutto il patrimonio storico e artistico di quella parte d'Italia ancora sconosciuta per i cittadini della Federazione”, spiega Di Salvo.

Inoltre, è stata data una notevole importanza ai nuovi mezzi di comunicazione, che consentono di abbattere le tradizionali frontiere creando nuove opportunità per il turismo nelle due direzioni. “Per la prima volta è stato realizzato un sito web di promozione turistica istituzionale del nostro Paese in lingua russa (www.italiagodturisma. com, ndr), anch’esso gestito dalla rappresentanza diplomatica italiana a Mosca, che presenta l’ampia offerta delle regioni italiane e le opportunità di turismo nel Belpaese”. Il ruolo dell’Enit, sottolinea il direttore dell’agenzia moscovita, “si è concentrato sulla promozione dell’offerta italiana nei circuiti dell’industria del turismo della Federazione, con una particolare attenzione all’Italia cosiddetta “minore" e a tutte le iniziative legate a Expo 2015”.

Proprio l’Esposizione universale di Milano (che durerà sei mesi, a partire dal 1° maggio prossimo) rappresenterà un’ulteriore, grande opportunità per incrementare gli arrivi in Italia. “Allo stato attuale”, spiega Di Salvo, “non è semplice fare previsioni sui flussi. Ma vale ricordare il consolidato trend positivo cui abbiamo assistito negli ultimi anni: i turisti russi che visitano l’Italia sono passati da 461mila nel 2009 a 1,88 milioni nel 2013”. Inoltre, “il mercato turistico russo è ancora in evoluzione e possiede risorse per un’ulteriore crescita: il 15% della popolazione, pari a 21 milioni di persone, è titolare del passaporto valido per l’espatrio”.

E gli italiani? Nonostante le tensioni internazionali, continuano a recarsi in Russia, soprattutto per motivi di lavoro, mentre c’è stata una leggera flessione dei viaggi turistici. Secondo i dati pubblicati dall'Agenzia Federale per il Turismo della Federazione Russa, nel primo semestre del 2014 ben 39.072 italiani hanno visitato la Federazione: una cifra superiore del 9% rispetto ai 35.903 dei primi sei mesi del 2013. A crescere è stato in particolare il numero di italiani che sono andati in Russia per affari: 19.252, l’8% in più rispetto ai 17.801 del primo semestre 2013. Cala invece la quota dei nostri connazionali che hanno scelto la Federazione per le loro vacanze: da gennaio a giugno 2014 sono stati 11.816, il 5% in meno rispetto al primo semestre dell’anno scorso.

L'articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Russia Beyond the Headlines del 17 settembre 2014

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