Crisi e sanzioni, turismo in ginocchio

Foto: Alexei Danichev / Ria Novosti

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L’instabile situazione internazionale e i provvedimenti emanati ai danni della Russia hanno causato un tracollo del settore: molti i tour operator falliti, per un danno equiparabile a quello del 2009, uno dei peggiori nella storia del turismo russo

Il settore turistico russo è vittima di una crisi improvvisa. Nell’arco di tre settimane otto tour-operator sono falliti, e ciò ha avuto ripercussioni su quasi centomila turisti russi. Una parte di questi ultimi infatti non è riuscita a tornare a casa propria in Russia. Gli esperti indicano tra le cause principali di questa crisi del settore turistico la situazione economica e politica e l’impatto delle sanzioni americane e dell’Unione europea.

Secondo l’agenzia Rostourism, a causa dell’interruzione delle attività di alcune agenzie di viaggio (che all’inizio della crisi erano 25mila), si troverebbero ancora bloccati all’estero seimila turisti russi. Il tracollo del settore turistico è equiparabile in termini di volume a quello del 2009, l’anno seguente alla crisi, uno dei peggiori nella storia del turismo e dei viaggi russi.

 
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Gli effetti psicologici delle sanzioni

Quest’anno un’ondata di fallimenti è dilagata in pieno mese di luglio, quando è stato annunciato il crack di uno dei più importanti e più antichi tour-operator russi, la società “Neva”. Secondo il suo sito ufficiale, l’agenzia turistica ogni anno si occupa dei viaggi di oltre 720mila turisti sui propri charter che servono le mete turistiche più ambite. Al momento del crack, settemila turisti si trovavano in vacanza all’estero dopo aver prenotato un soggiorno con la società “Neva”. Il punto culminante della crisi è stato raggiunto quando la società “Labyrinth” ha fatto bancarotta anch’essa, con ripercussioni su 60mila turisti.

Irina Tiurina, portavoce dell’Associazione russa delle agenzie di viaggio (Rst), ha confermato a più riprese che l’attuale stagione è ancora più negativa di quella del 2009, subito dopo la crisi. Secondo gli esperti l’instabilità politica costituisce la causa principale di questa ondata di bancarotte nel mercato del turismo. Il forte rialzo del tasso di cambio ha peggiorato ancor più la situazione, proprio come le minacce di sanzioni di cui numerosi russi avevano tenuto già conto, decidendo in anticipo che l’Europa avrebbe limitato la concessione dei visti, anche se così poi non è stato.

 
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Questa volta sono stati anche meno numerosi i russi che hanno scelto di soggiornare in luoghi di villeggiatura europei e asiatici. Secondo Irina Shchtegolkova, portavoce di Rostourism, la domanda di viaggi con destinazione stazioni turistiche all’estero è caduta dal 20 al 25 per cento e ha interessato per lo più i paesi europei. Del resto, i russi temono di trovarsi bloccati in un luogo di villeggiatura, senza soldi, o a causa del rischio di bancarotta dei tour-operator, o per le sanzioni che hanno avuto ripercussioni sulla loro banca che a sua volta potrebbe reagire bloccando loro la carta di credito.

“Si tratta di un segnale d’allarme forte, che indica che la nostra industria del turismo ha un problema” ha detto Irina Shchtegolkova.

Un business a struttura piramidale

Il problema principale del settore turistico è di natura economica, dato che la redditività è esigua e ha margini che si aggirano intorno al 3,5 per cento. “Si tratta di un’attività di massa e al pari di qualsiasi altra impresa commerciale di questo tipo necessita di una pianificazione a lungo termine e di una perfetta padronanza dei rischi” spiega il direttore generale del tour-operator “Multitour”, Alexei Vysokanov.

In realtà, numerose società acquistano intere file di posti a sedere a bordo dei charter delle compagnie aeree e prenotano camere negli alberghi sopravvalutando enormemente il volume dell’affluenza turistica. Ciò spiega per quale motivo si trovano poi sul mercato molteplici offerte last minute non redditizie per le agenzie di viaggi. Se il volume di queste offerte last minute si mantiene intorno al 15-20 per cento del volume totale delle offerte del settore, le agenzie di viaggio riescono a mantenersi a galla. Al momento, invece, la percentuale di offerte last minute secondo gli esperti è vicina al 50 per cento e ciò comporta una situazione critica per il modello economico delle agenzie di viaggi.

Del resto, secondo le osservazioni degli esperti, i turisti russi sono più propensi a lasciar perdere le prenotazioni anticipate e a prenotare invece un viaggio turistico a pochi giorni o a ridosso della partenza del volo. Alcuni esperti spiegano ancora in un altro modo questo susseguirsi di fallimenti: i turisti hanno imparato a prenotare alberghi, ottenere visti e acquistare i biglietti in modo indipendente. In base ad alcune stime, i turisti “fai-da-te” rappresentano al momento un terzo del flusso totale che si reca in vacanza all’estero. Questa situazione non è tuttavia ritenuta una minaccia per l’insieme dei protagonisti del mercato: “Questi turisti sono una goccia nell’oceano: per le destinazioni balneari è di gran lunga più conveniente acquistare un pacchetto turistico che fare tutto da soli” dice Alexei Vysokanov.

In media, i soggiorni in stazioni balneari sono del 30 per cento meno cari se i biglietti si acquistano a basso prezzo su voli charter. Ma esiste ancora un’altra spiegazione non ufficiale per questi avvenimenti: i fallimenti sarebbero per così dire organizzati di proposito. In pratica, una certa percentuale di società di viaggio sceglierebbe semplicemente la “bancarotta” per cessare la propria attività in un settore non più redditizio.

La Commissione d’indagine russa ha già dato il via a cinque procedimenti penali contro altrettante società turistiche, tra le quali “Neva” e “Labyrinth”, e presso di queste sarebbero già in corso controlli e accertamenti.

Una severa ristrutturazione

In seguito a questa serie di fallimenti, è emersa la questione della necessità di una riforma di questo settore e a questo fine è già stato creato un apposito gruppo di lavoro governativo. L’agenzia federale del turismo della Federazione Russa ha proposto una drastica riduzione degli operatori del mercato turistico. Già adesso sappiamo che saranno prese in esame le proposte di aumentare la soglia di ingresso per le nuove società che desiderano operare in ambito turistico, in particolare con un aumento del capitale sociale necessario a registrare la società, ma anche con un aumento dei contributi da versare all’associazione “Tourpomotch” dei tour-operator che forniscono assistenza d’emergenza ai turisti, e con l’introduzione di molteplici tipi di licenze per le società. In questo momento, infatti, per esercitare un’attività legata al turismo è sufficiente un’unica licenza.

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