Grozny, la città risorta dalle ceneri

Foto: timag82.livejournal.com

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Tra moschee e grattacieli, viaggio nella capitale della Cecenia, al centro di un periodo di rapido sviluppo

La fama di Grozny, che oggi è forse il centro più conosciuto del Caucaso settentrionale, rimane purtroppo legata ai tristi eventi che la videro protagonista alla fine dello scorso secolo, quando la città divenne il centro di aspri combattimenti. Quegli episodi appartengono ormai al passato, e vi invitiamo quindi a mettere da parte ogni pregiudizio: gli abitanti della Cecenia conducono infatti un’esistenza tranquilla, e la capitale della Repubblica sta attraversando un periodo di rapido sviluppo che l’ha resa in grado di competere con molte città russe dal passato decisamente meno burrascoso.

La storia Grozny fu fondata per far fronte alla crescente influenza dell’impero russo. Agli inizi del diciannovesimo secolo i popoli del Caucaso consideravano la Russia una sorta di protettore contro l’espansione dell’impero ottomano e della Persia. Che l’impero russo esercitasse su di loro un forte richiamo è comprensibile, se si pensa che mentre l’impero ottomano imponeva ai propri soggetti un’assimilazione forzata, le nazioni che entravano a far parte dell’impero russo potevano mantenere la propria identità nazionale.


Foto: Ria Novosti

Nel 1813 i territori del Transcaucaso furono annessi all’impero russo. La configurazione montuosa di questa regione rese tuttavia molto difficili i rapporti e le comunicazioni con i suoi abitanti − i ceceni − che ostentavano la propria indipendenza tramite continue incursioni nei territori vicini che avevano riconosciuto il dominio della Russia.

Il compito di stabilire dei collegamenti con i territori transcaucasici fu affidato al generale Alexei Yermolov, il quale schiacciò con determinazione la resistenza cecena. Oltre ad organizzare spedizioni punitive, i russi crearono una serie di fortificazioni, la più importante delle quali fu ribattezzata da Yermolov “Grozny”, che significa “formidabile”. Durante la Guerra del Caucaso la fortezza divenne un centro nevralgico che fece onore al proprio al nome, e alla fine del conflitto, quando esercito russo e popolazione locale deposero finalmente le armi, divenne il primo nucleo di una città della nuova oblast di Terek.

Grozny inizialmente era popolata soprattutto da soldati russi e dalle loro famiglie, ma con il tempo questi cedettero il passo ai ceceni. Alle fine del XIX secolo la vita della città cambiò radicalmente in seguito all’inaugurazione di alcuni pozzi di petrolio, e Grozny divenne uno dei principali centri industriali del Caucaso. Così, dopo essere sopravvissuta ai moti rivoluzionari e alle lotte contro i Bianchi, essersi strenuamente difesa durante la Seconda guerra mondiale, aver subito la deportazione del proprio popolo nelle steppe del Kazakhstan e del Kyrgyzstan nel 1944, e aver assistito ai duri scontri etnici che sfociarono nella sanguinosa guerra cecena del 1994 contro l’enclave terrorista guidata da Aslan Mashkadov, Grozny è finalmente rinata, affermandosi come uno dei centri culturali e industriali della Russia.

Le attrattive

A dispetto del nome, che è rimasto immutato, nella moderna Grozny non resta molto della città fondata nel XIX secolo, andata praticamente distrutta durante le ultime due campagne militari.

Il Cuore della Cecenia

La maggiore e più importante attrattiva di Grozny è la moschea Cuore della Cecenia, esempio di architettura moderna. Le pareti del grandioso edificio, che si trova nel centro della città e deve il proprio nome ad Akhmat Kadyrov, sono rivestite sia all’interno che all’esterno di travertino: la stessa, rara, varietà di marmo con cui gli antichi romani costruirono il Colosseo. Gli interni sono stati decorati da alcuni artisti turchi, che vi hanno riprodotto in oro zecchino alcuni versetti del Corano. I grandi lampadari in bronzo e oro, impreziositi da cristalli Swarovski, simboleggiano invece i tre più famosi luoghi di culto dell’Islam: la Kaaba della Mecca, la moschea Rozvat Nebevi di Medina, e quella di Qubbat as-Sahra a Gerusalemme.

Il grande mihrab (corrispondente all’abside) è rivestito di marmo bianco proveniente da Marmara Adasi, un’isola turca situata nel Mar di Marmara, famosa sin dall’antichità per le sue cave di pietra.

Foto: Ria Novosti

I musei

Si consiglia di visitare il museo intitolato ad Akhmat Khadzhi Kadyrov, situato all’interno del complesso commemorativo Slava, dedicato alla vittoria del 1945. Il nome di Akhmat Kadyrov ricorre spesso in città, e ciò non deve stupire, dal momento che i ceceni lo considerano un eroe nazionale e un simbolo di pace. Il complesso commemorativo Slava, inaugurato nel 2010, ha delle dimensioni imponenti (occupa complessivamente cinque ettari).

La visita inizia dal “Cammino della gloria”. Ai piani superiori si trovano dei bassorilievi che ritraggono scene di battaglia ed episodi chiave della Grande guerra patriottica, che vanno dalla difesa della fortezza di Brest per finire con la parata della Vittoria a Mosca. I pavimenti del complesso sono rivestiti di marmo spagnolo, mentre le colonne sono di stile marocchino. Il lampadario centrale, di cristallo, è illuminato da settecentocinquanta lampadine importate dall’Iran. Il museo ospita anche alcune gallerie d’arte, anche se a causa delle campagne militari dei vecchi dipinti rimane ormai poco − ed è per questo che quelli esistenti sono soprattutto opera di artisti ceceni moderni.

Passeggiando per Grozny è impossibile non notare il complesso di grattacieli che formano Grozny City: un quartiere che si estende su una superficie di quattro ettari e mezzo e comprende tre grattacieli, di cui uno di quarantacinque piani e due di trenta piani ciascuno. Del complesso fanno parte anche due edifici residenziali da diciotto piani, un albergo a cinque stelle e un centro business dotato di elisuperficie.

La città vanta inoltre una chiesa ortodossa intitolata a San Michele arcangelo, risalente alla fine del diciannovesimo secolo. L’edificio è ritenuto di rilievo architettonico, anche se durante le prima guerra cecena è rimasto talmente danneggiato che quello che si vede oggi può essere considerato praticamente una replica dell’originale. Il Museo nazionale della Repubblica cecena è uno dei maggiori centri espositivi della città.

Il nuovo edificio, inaugurato nel 2005, è stato costruito secondo lo stile nazionale utilizzando una pietra artificiale che, grazie a un trattamento che ne altera l’apparenza e il colore, imita credibilmente la pietra con cui i ceceni costruiscono tradizionalmente case e fortezze. Il museo comprende sei diverse sedi, che comprendono i musei intitolati a L.N. Tolstoy e a M.Yu. Lermontov, e ospita inoltre attrezzi agricoli tradizionali, utensili domestici, oggetti di produzione artigianale, abiti maschili e femminili, armi e banconote risalenti al XIX e XX secolo. Una mostra di pittura propone paesaggi e ritratti di artisti ceceni (tra cui A. Asukhanov, D. Idrisov, Kh. Isaev, Ch. Khasaev) che mettono in risalto gli aspetti più accattivanti della bellezza della Cecenia e del suo popolo e rendono omaggio ad alcuni personaggi di rilievo politico, culturale e scientifico. Scattare foto all’interno del museo è permesso solo dietro pagamento di venti rubli a scatto. In centro, sulla sponda sinistra del Sunža, si apre piazza Chekov: l’unico luogo della città che testimonia il passaggio del tempo. È qui infatti che sorgeva la fortezza di Grozny. Oggi, nelle aiuole che si aprono tra la statua di Chekov e la fontana crescono diversi esemplari di Sofora del Giappone, forsizia, cespugli sempreverdi tipici della flora mediterranea come il bosso, gladioli rossi e piante di salvia originarie del Sud America.

Come arrivare

Grozny non è ancora raggiunta da voli internazionali, ma è facilmente raggiungibile dalla Russia. Il tragitto più semplice è quello che collega la città a Mosca, San Pietroburgo o Mineralnye Vody. Da Mosca si può raggiungere Grozny in treno partendo dalla stazione ferroviaria di Kazansklaii (il viaggio ha un costo contenuto ma richiede più di una giornata). Da Mineralnye Vody si può invece prendere sia il treno (il viaggio dura più di otto ore) che l’autobus (circa sei ore) che parte da Sovetskaya ulitsa 97 (chiamare il numero +7 (87922) 664-68).

Dove alloggiare

Grozny City Hotel: Akhmat Kadyrov Avenue 8/1 (all’interno del complesso di grattacieli situato al centro della città. I prezzi sono commensurati alla location) tel. +7 (8712) 29-60-00

Arena City Hotel: Ulitsa Polyarnikov 52 (centrale), tel. +7 (928) 22-64-01

Zama Hotel: Ulitsa Chukotskaya 36 (nella zona orientale della città, non lontano dall’aeroporto), tel. +7 (8712) 33-30-96

Kavkaz Hotel: Ulitsa R. Liuksemberg 8 (centrale, non lontano da un bar che serve cibi tradizionali), tel. +7 (871) 222-30-51

Grozny Hotel: Ulitsa Malgobekskaya 19 (centrale, offre camere di diversi livelli di comfort), tel. +7 (928) 736-11-96

Terek Hotel: Ulitsa im Griboedova 10 (centrale, dotato di piscina e sauna), tel. +7 (8712) 22-49-85

Aeroporta Hotel: Severnyi Airport (lontano dal centro ma molto economico), tel. +7 (928) 782-00-16.

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