Il mistero dei Labirinti

Il labirinto di Bolshoi Solovetsky (Foto: Geo Photo)

Il labirinto di Bolshoi Solovetsky (Foto: Geo Photo)

Dai segreti di Mosca ai tragitti spirituali. In sette tappe, un viaggio alla scoperta dei percorsi segreti della Federazione

Churchill una volta disse: “La Russia è un enigma, avvolto o velato di misticismo, dentro a un rompicapo”. Più specificatamente rispetto a quanto diceva il famoso britannico: la Russia è un labirinto, formato da molti labirinti situati anch’essi dentro a un labirinto. E in ciascuno di questi labirinti vi aspetta un minotauro!

Il Labirinto di Mosca

Secondo Ignatius Stelletskii, archeologo russo e studioso della “Mosca sotterranea”, le strutture sottostanti gli edifici del XVI e del XVII secolo, situate all’interno dell’Anello dei Giardini, sono collegate al Cremlino da una rete di labirinti nascosti. I progetti iniziali della capitale sotterranea furono creati dagli architetti italiani del Cremlino di Mosca - Aristotele Fioravanti, Pietro Antonio Solari e Aleviz Novyi. Gli archeologi hanno scoperto un sistema ben articolato formato da 350 punti sotterranei, grazie ai quali è possibile andare dal Cremlino alle Colline dei Passeri. In ogni caso, con la morte di Stelletskii queste scoperte furono secretate.

Il Babylon di Kandalaksa

“Babylon” – ecco come sono chiamati i labirinti nella Russia settentrionale, dove, per inciso, ne esistono molti. C’è chi dice che inizialmente fossero chiamati “Avalon” (in onore della mitica isola celtica dei fortunati), e in seguito con l’arrivo del cristianesimo li si chiamò per assonanza Babylon. Si credeva che nei tempi antichi in queste strutture si praticassero sacrifici e che il labirinto stesso fosse un luogo nel quale è possibile entrare in una dimensione diversa. Non si conosce quale fosse la funzione iniziale di questi “Babylon”, costruiti sulla costa del Golfo di Kandalaksa tra i tre e i cinquemila anni fa. Si sa soltanto che all’inizio dello scorso millennio i sami erano soliti eseguire lì i loro riti sciamanici. Poi quel luogo si popolò di pomory russi, che trattarono Babylon con grande circospezione. Si credeva infatti che attraversare il labirinto potesse concludersi con una discesa negli inferi. In realtà, si dice che i pomory conservatori usino tuttora Babylon prima di intraprendere una navigazione in mare: si crede infatti che con l’aiuto del labirinto sia possibile controllare i venti.

Il Babylon Umbskij

Vicino al fiume Umba (nei pressi di Kandalaksa) si può trovare ancora un altro “Babylon”. Quasi certamente la sua funzione non differiva poi molto da quella del labirinto di Kandalaksa lì vicino. Gli abitanti del posto dicono che Babylon è situato su un vecchio cimitero sami, e che un giro dentro di esso potrebbe concludersi con uno sgradito incontro con gli spiriti antichi.

Il labirinto di Bolshoi Solovetsky

Questo labirinto si trova sull’isola di Bolshoi Solovetsky, ed è formato da due percorsi a forma di serpente che si incrociano. A prescindere da quale si percorre, si tornerà in ogni caso all’ingresso. Associata a questo “Babylon” c’è anche una credenza: le voci popolari dicono che il labirinto ha il potere di raddoppiare la ricchezza. Se dunque, per esempio, lo si percorre a piedi con 10 rubli in tasca, il capitale che ci si ritroverà alla fine sarà di 20 rubli.

Il Labirinto di Piskorski

Questo labirinto fu scoperto del tutto per caso nel 1915 negli Urali, sotto le montagne di Piskorski. A quell’epoca sulle montagne, terra ancestrale dei famosi mercanti Stroganoff, sorgeva il monastero di Piskorski. Sotto di esso fu creata una rete di gallerie, con cappelle sotterranee, celle segrete, magazzini e altre strutture. Un’esplorazione più accurata del labirinto divenne però molto presto impossibile, perché l’unico passaggio sotterraneo nel labirinto rimase ostruito da uno smottamento di terreno. La cosa interessante è che tra gli abitanti del posto circolano da molti anni leggende su tesori nascosti proprio in quella montagna.

Il Giardino vicino al Tempio del Padiglione (Foto: Lori / Legion Media)

Il Giardino vicino al Tempio del Padiglione

Pietro I fu un grande appassionato di labirinti. Si dice che per ordine dello zar modernizzatore furono costruiti più di dieci labirinti in tutta la Russia. Allo zar Pietro si deve anche la costruzione di parecchie delle strutture dette “Babylon” sul Mar Bianco, che si dice che gli archeologi abbiano erroneamente considerato risalenti al Neolitico. In ogni caso a Pietro Alexandrovich si può meritatamente far risalire con certezza la realizzazione di almeno un labirinto, quello di Peterhof, costruito seguendo il progetto dell’esperto francese Jean Baptiste Leblond. Il labirinto si chiama “Giardino vicino al Tempio del Padiglione” e occupa un’area quadrata di circa due ettari. Al suo centro è collocata una vasca ovale dalla quale si diramano otto percorsi diversi che attraversano un percorso circolare e suddividono quindi l’intero terreno in sedici sezioni, piantate ad aiuole di fiori. Malgrado la sua origine botanica, il labirinto non è del tutto dispensato da misteri: si dice per esempio che alcuni viaggiatori che lo percorrevano siano scomparsi senza lasciare traccia. Secondo un’altra leggenda, invece, i massoni russi scelgono per i loro riti segreti proprio questo giardino.

Il Labirinto Spirituale

Nel nuovo monastero di Gerusalemme si può ammirare questa icona, risalente al XVIII secolo. La sua immagine è alquanto insolita per l’iconografia russa: gli studiosi in questo caso parlano di influenza della tradizione cristiana occidentale.

Il labirinto di Bolshoi Solovetsky (Foto: Geo Photo)

Il “Labirinto Spirituale” comprende dodici cerchi: due ingressi conducono al Regno del Paradiso e dodici all’inferno. L’icona serve a riconoscere i peccati: passando con lo sguardo dal centro verso la strada, si presume che ciascuno si fermerà proprio in corrispondenza dei propri peccati più gravi. La gente dice che è possibile percorrere tutto il “Labirinto Spirituale” soltanto dopo essersi confessati.

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