Turismo nautico, sale la “febbre blu” per l'Italia

L’Italia si rivela la prima destinazione nautica per chi sceglie la vacanza in barca (Foto: Alberto Caspani)

L’Italia si rivela la prima destinazione nautica per chi sceglie la vacanza in barca (Foto: Alberto Caspani)

Aumentano i russi che scelgono di visitare il Belpaese in barca. E la risposta arriva da alcuni club che organizzano pacchetti ad hoc per vacanze fatte di sport, relax e cultura

Vele spiegate per il turismo nautico russo in Italia. Dopo i primi timidi tentativi vacanzieri palesatisi nell’ultimo biennio fra le isole Eolie e le Cinque Terre in Liguria - ma già sufficienti per far esplodere la “febbre blu” verso il Belpaese - ora gli appassionati di vela e regata avranno un canale preferenziale per soddisfare ogni loro esigenza. Grazie all’indagine svolta dall’operatore Prospekt Tour/Rim Traveling, l’unico sino a oggi a essersi occupato nello specifico di questo segmento emergente, è stato infatti possibile individuare i desiderata che faranno del mar Adriatico il primo comprensorio nautico russian friendly.

“Le risposte fornite dai dieci principali club interpellati – spiega Helena Podgoskaia, rappresentante in Italia dell’operatore russo – non lasciano dubbi: Country Park, Avangard e Troizkoe, così come Royal yacht club, Gals, Admiral e Shore House a Mosca, ma anche “Terijoki”, “Hercules” e “Baltiez” a San Pietroburgo, hanno confermato univocamente che l’Italia è la prima destinazione nautica per chi sceglie la vacanza in barca: se la Finlandia piace soprattutto per la comodità logistica, mentre Hong Kong e Thailandia attirano per la loro esoticità, il Belpaese unisce invece entrambi gli aspetti. In questi anni ha pagato purtroppo la mancanza di un’offerta strutturata, dal momento che gli appassionati russi erano costretti a cercarsi via web un referente di volta in volta in grado di rispondere alle proprie richieste, lasciandoli però in balia di destinazioni diverse e servizi disomogenei. Per colmare questo vuoto istituzionale, un gruppo di velisti dell’Adriatico – raccolti sotto il brand “Hipazia La Scuola” - ha perciò deciso di consorziarsi e collaborare anche con gli enti turistici di Croazia e Slovenia, elaborando un’offerta su basi comuni sovranazionali e in funzione proprio degli stimoli giunti dal mercato russo”.

In primis, chiarezza nei costi per valutare correttamente il rapporto qualità/prezzo; quindi informazioni dettagliate sull’ubicazione e i servizi delle marine, infine la ricerca del massimo comfort: l’appassionato russo di nautica è infatti interessato a esperienze di bordo qualificanti, cioè capaci d’istruirlo sia sulle tecniche di gestione della barca che sulle competizioni agonistiche sostenibili, purché al contempo in grado di garantire relax balneare e cultura. Fattori spesso distinti nell’odierna offerta di mercato e che non hanno permesso agli iscritti ai club russi di trovare sino a ora un unico referente con cui convenzionarsi.

“La coesistenza di questi aspetti – aggiunge Podgoskaia – permette in realtà di articolare una stagione turistica molto più lunga rispetto a quella di altre nazionalità, estendendosi addirittura da maggio a ottobre per quanto riguarda le vacanze-scuola (contro la classica triade giugno-luglio-agosto), ma privilegiando pure i mesi invernali per le regate estreme. L’ultragonismo è infatti un tratto peculiare del russo, che cerca sempre emozioni forti, ma trova sul mercato turistico solo realtà ancorate al concetto di slow-cruising”.

Muovendosi mensilmente in gruppi di circa 10 persone, usualmente professionisti abbienti fra i 40 e i 50 anni, diventa allora necessario conciliare la disponibilità di barche di lusso non superiori ai 40/50 piedi (quindi con ridotta capienza e budget di circa mille euro a persona), con la possibilità di navigare in flottiglia per almeno due settimane, onde stimolare la competizione interna al gruppo stesso.

“Dal momento che il consorzio accoglie direttamente titolari di barche – ha evidenziato Carlo Segato, ideatore del progetto “Hipazia-La Scuola” – non solo abbiamo risolto il problema del numero di mezzi a disposizione (che stando alle proiezioni dei club russi potrebbero salire addirittura a 30 unità per viaggio), ma siamo anche in grado di soddisfare la richiesta di esemplari di lusso oggi indisponibili sul mercato crocieristico, come la prestigiosa Hallberg Rassy 40. L’affiancamento d’itinerari storici e d’intrattenimento, basati ad esempio sulle antiche rotte di Venezia, o in compagnia di musicisti legati al folklore dell’Adriatico, incontrano poi la richiesta russa di tipicità uniche, al pari della necessità d’integrare negli equipaggi skipper madrelingua che consentano ai velisti totale relax”. Se l’estate prevede già l’arrivo di gruppi russi nel nuovo bacino nautico, sarà però la possibilità di partecipare alla prossima Barcolana, storica competizione organizzata nei pressi di Trieste, a sancire ufficialmente il feeling fra i club russi e l’Adriatico. Orizzonti “Serenissimi” in vista. 

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