Dove la bellezza è sacra

Il convento di Novodevichiy (Foto: Lori / Legion Media)

Il convento di Novodevichiy (Foto: Lori / Legion Media)

Alla scoperta dei monasteri più suggestivi di Mosca. Dove l’arte si fonde con veri angoli di pace

Mosca è sempre stata una città dedita alla preghiera, con numerose chiese e monasteri inseriti nel suo territorio pressoché ovunque. Russia Oggi ha scelto cinque splendidi monasteri a Mosca, dall’architettura e dalla storia peculiari, aperti alle visite dei turisti.

Il convento di Novodevichiy

Situato a sud-est del centro di Mosca, l’estremità di Devichy (Il campo delle fanciulle) è un luogo nel quale le giovani donne erano scelte per essere inviate ai mongoli come tributo durante il dominio del Rus. Quando quest’ultimo fu rovesciato, Basilio III, padre di Ivan il Terribile, fondò qui un convento. Alla fine del XVI secolo 20 delle 120 monache presenti appartenevano alla famiglia reale e a quelle nobili, e quindi il convento in buona parte era mantenuto grazie al tesoro dello zar. Il convento ebbe anche funzioni di difesa, e di conseguenza ha meravigliose mura e torri barocche, realizzate perlopiù alla fine del XVII secolo. Novodevichiy divenne più avanti il luogo di esilio di Sofia, sorella maggiore di Pietro il Grande che aveva cercato di usurparne il trono. Sofia trascorse in convento quindici anni e diede disposizioni affinché fosse restaurato al punto da poter competere con il Cremlino per il suo splendore. Novodevichiy ha dodici torri che, proprio come quelle del Cremlino, hanno tutte un nome diverso. Dopo la rivoluzione, il convento fu chiuso e preservato integro; nel 1934 divenne un museo. Dal 1994 il convento è stato riaperto e nel 2004 il complesso architettonico è entrato a far parte del patrimonio mondiale dell’Unesco.

Novodevichiy è famoso anche per il suo cimitero: vi sono sepolti molti personaggi russi illustri, tra i quali Nikolaj Gogol, Feodor Shalyapin, Vladimir Majakovskij, Sergei Prokofiev e molti altri. Con le sue splendide lapidi e i suoi monumenti, il cimitero è esso stesso una specie di museo, che merita di essere visitato al pari dell’antico convento. 

Mosca, fermata della metropolitana Sportivnaya, Novodevichiy proezd, 1. Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 19.

Il monastero Donskoj


Foto: Lori / Legion Media

Nell’estate del 1951, Mosca fu presa d’assalto da orde di tatari. Lo zar Fedor guardò dalle mura del Cremlino in che modo un piccolo accampamento militare russo oppose resistenza agli straordinari nomadi. Fedor scelse di restare al Cremlino, così che i soldati sapessero che in caso di sconfitta lo zar sarebbe stato fatto prigioniero o ucciso. E vinsero. Per celebrare quella vittoria, Fedor ordinò che nel luogo della sconfitta dei tatari fosse eretto un monastero. Nella Grande Cattedrale del monastero, eretta alla fine del XVII secolo proprio come le possenti mura e le torri, è custodito e si possono ammirare gli interni miracolosamente preservati. Frequentato dagli zar nei loro pellegrinaggi, il monastero di Donskoj fu molto ricco e potente ed essere sepolti nel cimitero al suo interno era considerato un grande onore tra la nobiltà e i mercanti.

Qui nel 2008 fu sepolto anche il grande scrittore russo Aleksandr Solzhenitsyn. Questo monastero, molto venerato dai fedeli moscoviti, fu chiuso del tutto soltanto nel 1929. In seguito fu riconvertito in un museo di architettura: quando negli anni Trenta molti edifici e molte chiese di Mosca furono demoliti, i loro arredi di maggior pregio furono trasportati a Donskoj e quindi nel museo si possono ammirare ancora oggi le sculture della Cattedrale originale di Cristo Salvatore e i resti di altri importanti edifici di Mosca. Dal 1991 il monastero è stato riaperto. Immerso nel verde, il monastero di Donskoj e il suo parco sono il luogo ideale nel quale riposare e meditare nel cuore della città.

Mosca, fermata della metropolitana Shabolovskaja, piazza Donskaja, 1. Aperto tutti i giorni dalle 7.30 alle 18.30.

Il monastero Vysoko-Petrovskij


Foto: Lori / Legion Media

In via Petrovka, boutique vistose e ristoranti circondano il monastero Vysoko-Petrovskij che ha dato il nome alla strada. Secondo la leggenda, il monastero fu fondato nel XIV secolo da Pietro di Kiev, il primo metropolita russo a spostare la sua sede a Mosca. In seguito fu canonizzato e divenne il santo patrono di Mosca. L’edificio più antico del complesso museale è l’affascinante Cattedrale di San Pietro, con il primo tetto a ombrello in Russia, eretta dall’architetto italiano del Rinascimento Aloisio il Nuovo, autore anche della splendida Cattedrale dell’Arcangelo del Cremlino. Il monastero di Vysoko-Petrovskij è uno splendido esempio di stile “barocco Naryshkin”, una fusione pittoresca, brillante e vivace di architettura russa e barocco europeo. Il suo nome deriva da Naryshkin, famiglia boiarda dalla quale discendeva Natalia Naryshkina, madre di Pietro il Grande. Natalia e i suoi parenti furono sepolti nel monastero, ricostruito interamente in stile barocco alla fine del XVII secolo. Chiuso ufficialmente nel 1918, il monastero ha ripreso la vita monastica nel 2009.

Mosca, fermata della metropolitana Teatralnaya, via Petrovka, 28/2. Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 19.

Il monastero Andronikov


Foto: Lori / Legion Media

Il monastero Andronikov si trova sull’alta riva del fiume Yauza a est rispetto al centro di Mosca. Fondato nel XIV secolo, dopo la Rivoluzione cambiò più volte destinazione: fu infatti un campo di concentramento per dissidenti, un luogo di reclusione per bambini senza tetto e un dormitorio per operai. Il monastero pareva quasi destinato alla demolizione quando gli storici scoprirono che la sua cattedrale Spassky era il più antico tempio originale integro rimasto a Mosca. Nel XV secolo fu decorato da Andrei Rublev, il più illustre pittore russo di icone, che era un monaco del monastero. Molti anni dopo la sua morte, il suo nome servì a proteggere il monastero: nel 1947 Stalin in persona decretò la creazione del museo di Rublev, inaugurato all’interno del monastero nel 1960. Da allora la struttura è stata restaurata e nel 1993 sotto la cattedrale principale è stata scoperta un’antica cripta, che si presume conservi i resti di Rublev e di Daniil Cherniji, altro leggendario pittore di icone dell’antica Rus. Oggi la Cattedrale di Spassky è una chiesa in funzione, ma all’interno del monastero non è ripresa la vita monastica.

Mosca, fermata della metropolitana Ploschad Iljicha, piazza Andrievskaya, 10. Aperto tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 11 alle 18.

Il monastero della Trinità Lavra di San Sergio


Foto: Lori / Legion Media

L’icona più famosa dipinta da Andrei Rublev, la “Trinità”, oggi esposta nella galleria Tretjakov, fu dipinta nel XV secolo per la cattedrale centrale della Trinità Lavra di San Sergio, il monastero più importante di tutta la Russia. Questo complesso fu costruito nel XIV secolo da Sergio di Radonez, il santo più venerato in Russia, in mezzo alle foreste a 70 chilometri dalla odierna città di Mosca. Sergio iniziò la costruzione del monastero con una semplice chiesa di legno e pochi monaci che provvedevano da soli al proprio sostentamento, avendo Sergio proibito di ricevere l’elemosina. La devozione e l’obbedienza di Sergio divennero note tra i principi di Rus, e il suo monastero divenne il centro spirituale della Chiesa ortodossa.

La storia del monastero si intreccia ad alcuni importanti eventi nella storia della Russia. Qui Sergio ferì il principe Dmitry Donskoj prima della sua grande vittoria sui tatari nella Battaglia di Kulikovo del 1380, che abbatté il giogo mongolo. Ivan il Terribile fu battezzato nella cattedrale della Trinità nel 1530. All’inizio del XVII secolo, il monastero resistette a un assedio di 16 mesi durante l’invasione polacca. Rifugiatosi al suo interno nel 1689, il giovane Pietro il Grande decise di prendere il trono occupato da sua sorella maggiore Sofia.

Questi sono soltanto alcuni episodi nel glorioso passato del monastero, che è sempre stato ed è tuttora meta di pellegrinaggi e attrazione turistica tra le più famose in Russia. In epoca moderna, il divieto di mantenersi con le elemosine imposto da Sergio ha fatto sì che il monastero della Trinità Lavra diventasse il più ricco di tutta la Russia: possedeva infatti migliaia di villaggi e conduceva scambi commerciali anche oltreoceano. Tutto intorno a esso si andò formando una città, denominata Sergiev Posad. Nel 1924 il monastero della Trinità Lavra è stato chiuso e trasformato in un museo, ma solo per poco tempo. Nel 1946 infatti la vita monastica riprese, e le chiese e le cattedrali furono restaurate. Oggi il monastero della Trinità Lavra è molto ben preservato e offre un’opportunità unica ed eccezionale per vedere con i propri occhi la storia viva della chiesa in Russia. Il monastero della Trinità Lavra fa parte del patrimonio dell’Unesco. 

Regione di Mosca, Sergiev Posad. Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17.

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