Il crocevia delle Grandi Civiltà

Sebastopoli è uno dei 100 siti inseriti nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco (Foto: Getty Images)

Sebastopoli è uno dei 100 siti inseriti nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco (Foto: Getty Images)

I percorsi da non perdere in Crimea: dalle città rupestri e l’eredità Cristiana dell’Impero Bizantino ai minareti dei Sultani ottomani

Migliaia di anni fa, la Crimea non era una penisola. Il Mar d’Azov, oggi il mare meno profondo del mondo, faceva parte della vasta mole di terra. Più di 7.000 anni fa l’acqua dal Mar Mediterraneo si spinse verso Nord, formò lo Stretto del Bosforo e vaste aree vennero sommerse. Fu così che la Crimea acquisì la forma moderna.

Al crocevia delle civiltà

Tra i primi ad insediarsi nella penisola (nel XII secolo a.C.) ci furono i nomadi cimmeri, che vennero poi, cinque secoli dopo, scacciati dagli Sciti. Secondo lo storico dell’Antica Grecia Erodoto, gli Sciti giunsero da Est. Gli esperti moderni classificano la lingua scita come parte del sottogruppo delle lingue iraniche orientali, come il curdo, il persiano e il pashto. Con il suo centro amministrativo nella regione ucraina di Zaporozhye e nella parte nord della penisola di Crimea, il Regno scita durò fino al III secolo d.C. Oltre agli sciti, anche i tauri vissero nella punta meridionale della penisola. Fu a causa di queste popolazioni che la Crimea fu chiamata Taurica fino al XV sec.

La popolazione costiera dei Tauri intrattenne rapporti commerciali con l’Antica Grecia. I Greci introdussero in Crimea le tecniche di costruzione navale, la coltivazione degli olivi, nuove tecniche di edili e la viticoltura. In quel periodo i Greci fondarono varie colonie come le città di Bosforo (l’attuale Kerch), Feodosiya e Chersoneso (che divenne più tardi Sebastopoli). La repubblica democratica del Chersoneso si trovava nella Crimea occidentale e lo stato autocratico del Bosforo ad est. L’Acropoli della capitale Pantikapaion e i tumuli della famiglia reale si possono ancora oggi vedere sul Monte Mitridate.

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Le rotte antiche e bizantine

Oggi questa antica eredità si può vedere maggiormente a Sebastopoli. L’antica città del Chersoneso è uno dei 100 siti inseriti nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Qui è possibile passeggiare lungo antiche strade, vedere l’antico campanello di allarme e le colonne di pietra bianca delle chiese medievali, oppure ammirare le antiche rovine del vecchio teatro. La città dell’Antica Grecia Kerkinitida esiste dal V al II sec. a.C. dove oggi sorge la moderna Yevpatoria. Oggi gli scavi dell’antica città sono visibili a Karantin Cape. Le rovine dell’antica colonia greca di Pantikapaion (sul sito della moderna Kerch) sono state conservate nella Penisola di Kerch. La colonia di Feodosiya è giunta fino a noi oggi (sulla rive di Feodosiya Bay) ed è l’unica città in Crimea che ha mantenuto il suo antico nome ("Feodosiya" in russo). La principale formazione naturale che riflette lo spirito dell’antichità è la scogliera di Cliff nella costa meridionale della Crimea (vicino al villaggio di Beregovoye). Si tratta di un antico vulcano menzionato nei miti dell’Antica Grecia e nell’”Iliade” di Omero.


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Antica Roma

Nel primo secolo i Romani costruirono la fortezza di Charax per guadagnare terreno in Crimea. E’ anche in quest’epoca che si diffuse il Cristianesimo nella Penisola. Uno dei più interessanti resti romani in Crimea è una strada chiamata il Cammino dei Legionari. Via Militaris o il sentiero Kalendskaya fu costruito 2000 anni fa per collegare la fortezza di Charax alla colonia ellenica di Chersoneses. A Chersoneses, tra l’altro, i Romani lasciarono le proprie tracce con un acquedotto e un complesso termale. A Balaklava ci sono i resti di un tempio romano con altari che portano iscrizioni fatte dai legionari e indirizzate agli dei Giove, Ercole e Vulcan.

Nel III sec. le steppe di Crimea vennero invase dagli Unni, popolazione nomade dell’Asia centrale e le regioni montuose della penisola caddero sotto il dominio della popolazione germanica dei Goti. Chersoneses, l’unica città antica sopravvissuta, divenne un avamposto dell’influenza bizantina nella penisola. L’imperatore bizantino Giustiniano ridiede vita alla città di Bosforo e fondò Sudak, Symbolon e le fortezze di Gurzuf in Crimea. Quest’ultima, a tal proposito, fu ammirata dal famoso poeta russo Alexander Pushkin, che scrisse "Radiosità colorata delle montagne, cielo azzurro e splendore dell’aria di mezzogiorno. "All’inizio dell’VIII sec., Bisantyum condivise la penisola con il Khanato dei Cazari, aggiungendo alla già multietnica Crimea i gruppi etnici ebraici dei Krymchak e dei caraiti.


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La città scavate nella roccia

Le montagne della Crimea costituirono un ostacolo alla corsa degli Unni impedendo loro di prendere l’intera penisola. Le popolazioni locali eressero città scavate nella roccia fortificate per fuggire dai nomadi e molte città restarono in piedi fino al XVIII sec. Oggi ci sono dei percorsi in Crimea dai quali è possibile vedere grotte, templi, pozzi, case e intere strade scavate direttamente nella roccia calcarea. Quella che si è conservata meglio è Chufut Kale (la fortezza ebraica), che fu fondata nel VI sec. Nei secoli questa città venne occupata dai Tatari, dagli Ottomani, dai Cristiani e infine dal popolo ebraico dei Caraiti. Qui vi si trovano le strutture di difesa delle fortezze, il mausoleo della figlia di Khan Tokhtamysh, una galleria sotterranea lunga 80 metri, un pozzo profondo 30 metri, i resti di un’antica moschea, diverse case, l’antico cimitero dei caraiti e un boschetto di querce sacro. Non lontano da Chufut Kale si erge il Monastero del Santo Dormitorio, il più antico in Crimea (fondato nel VII sec.). Questo consiste di cinque chiese, cappelle e molte costruzioni monastiche scavate nella montagna.

Un altro monastero scavato è il Chelter Koba, fondato dai monaci che veneravano le icone fuggiti da Bisanzio. Il refettorio, le celle e i magazzini sono intagliati nel lato destro di una scogliera e il santuario del monastero è situato in una grotta carsica. E’ la più larga chiesa scavata in Crimea, con un area di 150 mq. L’antico sito di Tepe Kermen è situato a 5 Km da Bakhchisarai, sui colli delle montagne eponime. Qui più di 250 grotte sono scavate nella montagna per vari utilizzi: da stalle per bestiame a torri di vedetta. Non lontano da qui si trova Kachi Kalon, un monastero che è esistito per più di 1000 anni. Un’altra monastero incavato è Shuldan, costruita nella scogliera vicino al villaggio di Ternovka. Oltre alle chiese qui si trovano anche enormi stanze con presse per fare il vino.

L’antica città di Eski Kermen è famosa sopratutto per la Grotta dei tre corritori nella quale troviamo un affresco con i santi cristiani Theodore Stratilatus, Georgi Pobedonosets e Dmitry Solnusky e anche un pozzo profondo nel quale gli abitanti si nascosero durante l’assedio. Si tratta di un condotto artificiale con 77 scalini. Il sito più interessante del percorso è Mangup Kale, inserito nella lista del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Questa fortezza costruita dai bizantini nel VI sec. è stata occupata dai Bizantini , gli Sciti e i Cazari. Qui si sono ben conservati il pozzo, la torre di difesa, la prigione con camere di isolamento intagliate nella roccia e il palazzo degli ultimi proprietari.


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Il battesimo della Rus’

Nel IX sec. Cirillo, l’inventore dell’alfabeto cirillico, arrivò in Crimea. A quel tempo apparvero nella penisola anche le tribù slave della Rus’. Fu qui che venne battezzato il Principe Vladimir di Russia. La fine del dominio russo in Crimea arrivò con l’arrivo dei polovesi (XII sec.), la cui lingua fu precursore della moderna lingua tatara di Crimea. In seguito la penisola venne occupata dai Mongoli Tatari, l’Islam si diffuse in Crimea e un secolo dopo i Genovesi comprarono una parte della penisola per rafforzare il loro controllo sulla Via della Seta. La presenza genovese si vede anche nel villaggio di Sudak, il cui simbolo è la fortezza Genovese rimasta in piedi per 100 anni. Alcune delle sue torri sono ancora decorate con targhe che riportano il nome del costruttore. Nel 1475 gli Ottomani trasformarono il Khanato di Crimea in un protettorato dell’Impero ottomano, che durò per tre secoli fino alla vittoria della Russia nella Guerra russo-turca (1768-1774) che mise fine al dominio turco ottomano e alle loro ambizioni sulla Crimea. La penisola divenne parte dell’Impero Russo.

Bakhchisarai

Una delle attrazioni più significative della Crimea è la città di epoca ottomana di Bakhchisarai (Garden city), l’antica capitale dei Khan. La Fontana delle Lacrime che fu immortalata da Pushkin è situata nel palazzo principale del Bakhchisarai, così come la Fontana d’Oro, la Fontana degli Spiriti, e le stanze dell’harem. Inoltre c’è la grande moschea khan del IX sec., il cimitero khan, il mausoleo dell’amata moglie di Khan Krym Girey del XVIII sec., la Torre del Falcone e il Museo dell’Arte.

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