Dove la Russia non è se stessa

Alcuni angoli di Russia, spesso i più sconosciuti, potrebbero essere confusi con luoghi di altri Paesi (Foto: Lori / Legion Media)

Alcuni angoli di Russia, spesso i più sconosciuti, potrebbero essere confusi con luoghi di altri Paesi (Foto: Lori / Legion Media)

Se non fosse per il clima, sarebbe impossibile distinguere le sabbiose sponde del Lago Bajkal dalle spiagge della California. Russia Oggi propone una panoramica della varietà del paesaggio russo

Dalle spiagge sabbiose dell’Estremo Oriente ai “villaggi svizzeri” nel cuore della Siberia meridionale, al “borgo tedesco” che sorge sulla costa del Mare Baltico, al ponte sul Bosforo: un viaggio attraverso i mille volti della Russia.

Il Tibet 

Il monastero di Ivolginsky Datsan sorge a cento chilometri dal Lago Bajkal, non lontano dalla città di Ulan-Ude, nella Repubblica di Buriazia. Il mondo praticamente ne ignora l’esistenza − così come ignora il fatto che in Russia esiste una comunità buddista. Costruito nel 1945, poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il monastero è la dimora del massimo esponente dei buddisti russi. Del complesso fanno parte sette templi e un’università, dove i lama buddisti imparano a prestare servizio nei vari templi della Buriazia. Tuttavia, Ulan-Ude non è famosa solo per il suo monastero, ma anche perché ospita il più grande busto di Vladimir Lenin esistente al mondo.

Foto: Lori / Legion Media

Un borgo tedesco 

Non proprio, ma gli assomiglia. Situata nell’enclave baltica di Kaliningrad, la città di Zelenogradsk fu fondata nel 1255 dai cavalieri dell’Ordine teutonico. Abitata in passato da coloni tedeschi e cavalieri teutonici, fu capitale del ducato di Prussia; divenuta in seguito parte del Terzo Reich, alla fine della Seconda Guerra Mondiale Kaliningrad venne occupata dall’Unione Sovietica. Oggi nell’enclave vivono tedeschi, greci, armeni, polacchi, russi e lituani. Coloro che dopo l’arrivo dei sovietici furono espulsi da questa zona vi fanno spesso ritorno per aggirarsi tra le sue vecchie case, i cimiteri e i castelli tedeschi. Molti di questi luoghi con il tempo hanno cambiato nome, come Zelenogradsk − che in passato era nota come Cranz.

Foto: Geophoto

Istanbul

Malgrado si trovi molto più a nord di Istanbul, anche Vladivostok vanta una Baia del Corno d’oro, attraversata dal 2002 da un ponte sospeso, costruito in occasione del summit dell’Apec. Eppure Vladivostok è paragonata più spesso a San Francisco che a Istanbul; una somiglianza che il leader sovietico Nikita Krusciov pensò di rafforzare proponendo la costruzione di una rete tramviaria. Il progetto non fu mai realizzato, e oggi Vladivostok conserva il suo particolare carattere sino-russo.

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La foresta pietrificata cinese 

Il parco nazionale dei Lena Pillars è stato designato dall’Unesco sito del patrimonio mondiale. Le sue caratteristiche formazioni rocciose iniziarono a prendere forma 540-560 milioni di anni fa, e poggiano su una base di calcare di epoca cambriana. Gli imponenti pilastri di roccia rossa si riflettono maestosamente nelle tranquille acque del fiume Lena, solcato da imbarcazioni che collegano il parco alla città di Yakutsk. Benché per i viaggiatori europei il parco sia più facile da raggiungere rispetto alla foresta pietrificata cinese, una visita richiede comunque un viaggio spossante: occorre arrivare in volo a Yakutsk, prendere un pullman sino al porto e imbarcarsi per qualche ora su una nave o un traghetto. Non tutti i “pilastri” possono essere scalati, ma diverse piattaforme di osservazione situate a circa cento metri di altezza permettono di ammirare lo splendido paesaggio siberiano e il poderoso fiume che lo attraversa.

Foto: Geophoto

Svizzera

Quasi. Ci troviamo a 6.500 chilometri più a est, tra le montagne dell’Altai, nella Siberia meridionale, al confine con la Mongolia. Una zona splendida, che la carenza di strade e di infrastrutture rende uno dei luoghi più inaccessibili della Russia. L’unico conglomerato urbano è rappresentato infatti dalla capitale della regione, Gorno-Altaysk, che conta sessantamila abitanti. Il resto della popolazione vive in piccoli villaggi. Si dice che proprio qui, nel “Tibet russo”, sorgesse il mitico regno di Shambhala.

Foto: Lori / Legion Media

Baia di Hạ Long 

Non ci troviamo in Vietnam, ma nella Baia di Avacha, nella penisola di Kamchatka. La baia, lunga ventiquattro chilometri, è la seconda al mondo dopo quella di Port Jackson, in Australia, ed è talmente ampia che potrebbe ospitare tutte le navi del mondo. Dalle sue acque si scorgono i vulcani Koryaksky, Avachinsky e Vilyuchinsky, mentre il suo ingresso è caratterizzato dalla presenza dei Tri Brata, o “Tre fratelli”: una formazione rocciosa che si erge dalle acque del mare. La baia di Avacha accoglie ogni giorno persone e merci, ed è circondata da scogliere nelle quali si aprono grotte incantevoli, accessibili solo via mare.

Italia

Benché sia talvolta chiamata la “Venezia del Nord”, San Pietroburgo non è certo una città italiana. Costruita su un terreno paludoso, è il più grande porto del Paese ed è considerata da tempo la “finestra russa sull’Europa”. San Pietroburgo detiene inoltre il primato di capitale russa del turismo, ed è nota tra l’altro per i suoi ponti levatoi, l’esteso lungomare, le romantiche notti bianche − durante le quali il sole non tramonta mai del tutto − le facciate imperiali dei suoi edifici e le innumerevoli e pittoresche strade, molte delle quali sono intitolate a scrittori russi del XIX e del XX secolo.

Isola di Pasqua 

Se nelle isole dell’Oceano indiano e del Pacifico non è raro imbattersi in idoli di roccia, la loro presenza in un altopiano subartico nel cuore della taiga appare quanto meno bizzarra. I gigantesche idoli di pietra dell’altopiano di Manpupuner, nella Repubblica di Komi (situata negli Urali settentrionali) sono in realtà delle formazioni rocciose alte trenta-quaranta metri scolpite dal vento nel corso di migliaia di anni. Manpupuner è una meta molto apprezzata dagli amanti della natura, e può essere raggiunta in elicottero o a piedi − dopo diversi giorni di cammino.

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Monte Fuji

All’occhio di un osservatore distratto il vulcano Kronotsky, situato nel parco nazionale omonimo, nella Penisola di Kamchatka, può apparire quasi identico al Monte Fuji. Tuttavia non ci troviamo in Giappone, ma in Russia. Il parco nazionale di Kronotsky è una delle riserve naturali più antiche della Russia, e oltre ad affacciarsi sull’oceano è costellato da geyser e sorgenti termali. I suoi campi di geyser sono stati ufficialmente designati una delle sette meraviglie della Russia, ed oltre ad essere gli unici campi di geyser dell’Eurasia sono assai più estesi di quelli dell’Islanda.

Foto: Geophoto

Australia

Benché sia difficile confondere Melbourne con Vladivostok, la costa del mare del Giappone non è molto dissimile da quella australiana. L’isola di Moneron, nello stretto dei Tartari, ricorda da vicino l’isola della serie televisiva “Lost”. Nel Territorio marittimo o Primorye, come viene chiamata questa regione in russo, vivono molte specie animali a rischio di estinzione, tra cui la tigre siberiana. Nelle sue numerose riserve naturali crescono numerose specie animali e vegetali. Gran parte di questa regione, considerata la via d’accesso russa all’Asia, rimane tuttavia remota e inaccessibile.

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