Gite in giornata nei dintorni di Sochi

Il villaggio di Khosta, considerato un vero e proprio monumento della natura (Foto: Lori / Legion Media)

Il villaggio di Khosta, considerato un vero e proprio monumento della natura (Foto: Lori / Legion Media)

Grotte, cascate, fonti naturali, boschi: anche nella stagione invernale è tempo di viaggi nella regione, prima e dopo le Olimpiadi invernali del 2014

Prima, durante e dopo le Olimpiadi invernali di Sochi 2014 è possibile organizzare viaggi in giornata e visitare grotte, cascate, fonti naturali, boschi, anche nella stagione invernale.

Lo speciale su Sochi 2014

Il monte Akhun è il punto più alto della parte costiera della città. Il monte è tappezzato da ogni lato da foreste e circondato dall’acqua del fiume e del Mar Nero. L'Akhun raggiunge un’altezza di 663 metri sul livello del mare. Nei tempi antichi chi amava i panorami di montagna saliva a piedi per i sentierini fino in vetta, rimanendo però deluso, dato che gli alti alberi non permettevano di contemplare la vista incantevole. Tutto cambiò quando per ordine di Stalin sull’Akhun venne aperta una strada di 11 chilometri a forma di serpentina lungo la quale il condottiero sovietico amava passeggiare.

Il monte Akhun, il punto più alto della parte costiera della città (Foto: Alexei Maishev / Ria Novosti)

Un anno dopo sulla cima apparve un’alta torre d’osservazione ricavata da un masso naturale. Sono passati quasi 80 anni, ma l’escursione al monte Akhun è ancora una delle più rinomate di Sochi. La torre di Akhun è aperta ai turisti tutto l’anno. Ai suoi piedi è consigliato assaggiare il vino locale, il tè con il miele versato direttamente dal samovar e gustosi shashlyk.

L’ingresso alla torre costa 2 euro, per i bambini fino ai 10 anni è gratuito

Per info cliccare qui

Un week end a Sochi

A Sochi non è rimasta soltanto l’architettura stalinista, ma anche una traccia del periodo preglaciale, un bosco subtropicale.

Nel villaggio di Khosta si è conservato un monumento unico della natura, il bosco di tassi e bossi. Qui, persino d’estate, sotto le chiome di alberi secolari, coperti di muschio e di liane, si posa una verde penombra nella quale di tutte le erbe e gli arbusti sopravvivono soltanto le felci. In questo boschetto crescono un tasso di 30 metri di oltre 1.000 anni, un faggio di 400 anni e un vecchio e frondoso salice.

Nel “Parco del periodo giurassico” di Sochi sono stati pensati due percorsi a piedi: il piccolo e il grande anello. Il primo si stende per 1.800 metri lungo una strada asfaltata con panchine e cartelli con le indicazioni. Il secondo sentiero è lungo 5 chilometri e si snoda principalmente su un terreno roccioso.

Il prezzo del biglietto per il piccolo anello è di 4 euro per gli adulti, un euro per i bambini; per il grande anello: 7 euro per gli adulti, 2 euro per i bambini

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Le cosiddette "porte del diavolo", situate nella gola Navalishenskoe (Foto: Lori / Legion Media)

Un altro luogo per staccare dal trambusto cittadino è la famosa gola Navalishenskoe. Il fiume Khosta ha scavato tra le suggestive rocce questa fenditura, lunga un chilometro e mezzo. C’è anche un laghetto che d’estate attira i turisti con la freschezza delle sue acque e d’inverno con incredibili sfumature azzurro-cristallo. Un po’ più avanti, lungo il canyon, prende forma una cascata alta quattro metri. I secolari tassi e bossi, le robuste liane e il muschio adagiato come un morbido tappeto completano questo rasserenante quadretto.

È in funzione un bar che offre i dolma, le costolette di agnello, gli shashlyk di carne e di pesce e i vini locali. C’è anche una banja russa con il vapore e rametti di eucalipto. Si può pernottare in un albergo economico. Il bigliettto d'ingresso all'area del fiume Khosta è di due euro.

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Sempre nella gola c’è un luogo chiamato “Le porte del diavolo”. Questo monumento naturale prende il suo minaccioso nome dall’imprevedibile comportamento del fiume durante i forti acquazzoni. Nelle grandi precipitazioni temporalesche l’acqua si alza fino a 3 metri e inizia a scorrere anche in una fenditura tra le rocce. Lì dentro, come dicono i russi, “nemmeno il diavolo ci mette il naso”. Eccezion fatta per questi momenti, la gola è pacifica e pittoresca. C’è un lago, una banja, un ristorante con una pista da ballo e musica dal vivo, un albergo. Se portate gli ingredienti da casa e pagate una piccola somma il cuoco li usa per prepararvi il pranzo. “Le porte del diavolo” sono anche il posto prediletto dai giocatori di paintball di Sochi. Il biglietto costa due euro.

Per maggiori informazioni sul canyon “Le porte del diavolo” cliccare qui. Costo del biglietto: adulti 10 euro, bambini 6 euro


Le Rocce dell’aquila affacciate sul Mar Nero (Foto: Lori / Legion Media)

Un’altra perla di Sochi sono le Rocce dell’aquila. Gli alberi e i cespugli spuntano direttamente da queste rocce bianche, mentre da un’altezza di 380 metri si aprono splendide vedute sul Mar Nero e sul monte Akhun. Gli aborigeni dicono che in passato ci facessero il nido le aquile. C’è anche una curiosa leggenda sull’antico eroe greco Prometeo. Si crede che proprio in questo luogo, non lontano dall’odierna Sochi, i titani lo avessero incatenato a una rupe perché aveva rubato il fuoco agli dei, donandolo agli uomini. Ogni giorno un’aquila volava da Prometeo, gli mangiava il fegato graffiandogli il petto con gli artigli. La statua del Prometeo incatenato si trova in cima alle rocce.

Krasnaya Polyana,
mare monti e Olimpiadi

Dopo aver fatto uno spuntino e una scorta d’acqua nel caffè del posto, dalle Rocce dell’aquila potete scendere alle cascate di Agur, che, anche d’inverno, offrono un bellissimo spettacolo. Sul fiume Agur si susseguono tre grandi cascate: la più in basso è composta da due cascate, di 18 e 12 metri. L’altezza di quella in mezzo è di 23 metri, mentre quella superiore è alta 21 metri. Qui si trova la suggestiva Fonte del diavolo, un laghetto nel quale finisce una piccola cascatella di tre metri.

Per maggiori informazioni cliccare qui. Costo del biglietto: per gli adulti 2 euro; per i bambini fino ai 10 anni l’ingresso è gratuito


Le caverne di Voroncov (Foto: Lori / Legion Media)

Vicino alla città si trova uno dei più estesi sistemi di grotte della Russia, le grotte di Voroncov. La loro lunghezza complessiva supera gli 11 chilometri. A seguito di scavi archeologici, i ricercatori hanno dimostrato che 15-20mila anni fa le caverne erano abitate da uomini primitivi. Ancora prima qui si estendeva l’antico oceano Teti. Oggi le caverne di Voroncov sono costituite da tre blocchi principali collegati da stretti passaggi.

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Attira particolarmente l’attenzione dei visitatori la grotta di Prometeo, impressionante per le sue dimensioni: 120 metri di lunghezza e 20 di altezza, alle pareti e sul soffitto blocchi di pietra calcarea, fiumi ghiacciati, oltre a stalattiti e stalagmiti. La natura ha reso la cosiddetta “Sala dei lampadari” o “del varietà” di incredibile bellezza e rilevanza. Qui si trova un palco di pietra e un “organo” formatosi dalle rocce della caverna, in grado di emettere bizzarri suoni quando viene colpito. Al centro della sala è appeso un “lampadario”, risultato di complesse concrezioni.

Il monumento geologico si trova a 20 chilometri dal villaggio di Khosta. Il biglietto costa 2 euro, per i bambini fino ai 10 anni l’ingresso è gratuito


L'allevamento di trote, situato non molto lontano dall'aeroporto (Foto: Lori / Legion Media)

Un tranquillo viaggio in auto da Adler a Krasnaya Polyana può tramutarsi in un’incredibile avventura. Ad appena qualche chilometro dall’aeroporto si trova l’allevamento di trote più famoso di tutta il distretto. Qui è possibile pescare quanto si vuole o comprare il pesce fresco. Nel vicino ristorante “Canyon” si prepara una gustosissima trota locale con vari condimenti e salse. Più avanti la strada passa accanto alla valle del fiume Mzymta, il più importante corso d’acqua montano della regione.

La gola di Akhcu secondo alcuni avrebbe ispirato i progettisti dello stadio olimpico di Sochi (Foto: Lori / Legion Media)

Dal belvedere panoramico si apre una fantastica vista sulla gola di Akhcu. Si dice che abbia ispirato i progettisti dello stadio olimpico centrale di Sochi. A 5 chilometri dal villaggio di Kepsha si stende l’“Angolo dell’orso”, un luogo famoso per le sue sorgenti minerali. Lungo il tragitto si incontrano arnie dove nel gelo invernale i viandanti possono gustare il miele di alta quota e scaldarsi con forti bevande alcoliche. Direttamente sulla strada numerosi caffè e ristoranti di ambientazione caucasica attendono i graditi ospiti. Un’altra bellezza di queste parti è la cascata “Le lacrime di ragazza”, che scende da una roccia a strapiombo alta 13 metri.

Costo del biglietto per entrare nell’allevamento di trote: adulti 4 euro, bambini dai 7 ai 14 anni 1,5 euro. Bambini fino a 7 anni gratis. Costo di un chilo di pescato: 8 euro.

“Belvedere”: gratuito

“L’angolo dell’orso”: Sochi, villaggio Chvizhepse, via Narzannaya 5, costo del biglietto: per gli adulti 2 euro, per i bambini fino ai 10 anni ingresso gratuito

Cascata “Le lacrime di ragazza”, d’inverno gratuito

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