L'altra faccia di Mosca

La sede dell’ex fabbrica dolciaria “Krasny Oktiabr” a Mosca (Foto: Lori Legion Media)

La sede dell’ex fabbrica dolciaria “Krasny Oktiabr” a Mosca (Foto: Lori Legion Media)

La capitale russa non è più ormai una città industriale, ma alcuni luoghi del suo territorio, un tempo sedi di fabbriche e centrali, continuano a brulicare di vita

Sulla mappa di Mosca si possono vedere un po’ di zone grigie. Si tratta delle aree industriali, sedi di fabbriche, stabilimenti, centrali termoelettriche; tantissimi sono stati chiusi molto tempo fa: Mosca non è più ormai una città industriale, ma alcuni di questi luoghi continuano a brulicare di vita.

Attualmente alla periferia di Mosca ci sono 209 zone industriali. Rappresentano un territorio immenso, dove molte fabbriche e stabilimenti sono morti già da tempo e il processo produttivo si è fermato. Più di 20.000 ettari rappresentano un bocconcino prelibato per gli investitori. L’area delle zone industriali costituisce circa il 20 per cento della superficie urbana moscovita e i funzionari della capitale hanno più volte osservato che non viene assolutamente sfruttato in modo efficace.

Molte zone industriali si trovano nelle immediate vicinanze del centro di Mosca. Alcune furono costruite circa cento anni fa e hanno una rilevanza particolare, anche dal punto di vista culturale e del retaggio storico. Una parte di queste terre si è infatti conquistata un’esistenza felice nel mondo di oggi.

ArtStrelka e Krasny Oktiabr
L’ArtStrelka è uno dei primi progetti di Mosca a ripetere lo scenario mondiale di gentrificazione (modificazione socio-culturale causata dall'acquisto di immobili da parte di persone facoltose in comunità più povere, ndr). Ancora all’inizio degli anni Duemila alcuni artisti si appropriarono di garage dismessi che si trovavano sul territorio dell’ex fabbrica dolciaria “Krasny Oktiabr”, dopo di che il luogo iniziò a essere occupato da uomini d’affari e il progetto venne chiuso. Per cinque anni – dal 2004 al 2009 – fu impiegato come centro espositivo e preso in affitto da gallerie d’arte indipendenti. Nonostante la sua breve vita il centro culturale fece in tempo a diventare una leggenda. Secondo l’idea originaria del pittore Vladimir Dubosarskij, l’ArtStrelka doveva dare uno spaccato di oggi di tutti i tipi di arte contemporanea.

Nonostante il progetto sia stato chiuso, sul territorio dell’ex fabbrica la vita è ancora in fermento: l’agglomerato artistico ne porta lo stesso nome, “Krasny Oktiabr”. Nell’area sono dislocate strutture molto rilevanti per la città, quali l’Istituto dei media, dell’architettura e del design Strelka, il canale televisivo Dozhd e la rivista Bolshoj gorod, il progetto Snob, i bar “Gipsy”, “Rolling Stone”, “Reka”, “Art-akademija” e molto altro.

Progetti definitivi per lo sviluppo del territorio dell’ex stabilimento di dolci ancora non ce ne sono. Una delle opzioni è la creazione di un complesso residenziale con appartamenti d’élite il cui prezzo al metro quadro potrebbe aggirarsi tra i 25.000-30.000 dollari. L’architetto capo di Mosca, Sergei Kuznetsov, ritiene che a Krasny Oktiabr le persone dovrebbero vivere e lavorare. “Krasny Oktiabr è un posto eccezionale per la simbiosi tra vecchio e nuovo - racconta al giornale online The Village. - Ma bisogna ultimare lo sviluppo di questo spazio, rivolgere la sua faccia alla città”. In altre parole, per ora nessuno ha in mente di chiudere le strutture oggi in funzione.

Vinzavod
La vecchia fabbrica in mattoni rossi è riuscita a conservare il suo colorito e a diventare in breve tempo uno dei più importanti centri culturali della capitale. Il progetto “Vinzavod” è stato inaugurato nel 2007, sorge sul territorio dell’ex fabbrica di birra (in seguito divenuto un complesso industriale per la produzione di vino) “Baviera moscovita”.

Oggi, in quest’area adiacente al centro città, si tengono importantissime iniziative: mostre (del calibro di “Best of Russia”), lezioni, proiezioni cinematografiche esclusive, serate jazz. Qui hanno sede negozi, ristoranti, laboratori d’arte, scuole e show room molto esclusivi. Si trovano anche le principali gallerie d’arte della città, come per esempio la “M&JU Gelman”, a caccia di giovani talenti e promotrice dell’arte russa all’estero, oppure la galleria “Regina Gallery”, con più di vent’anni di storia alle spalle, trasferitasi a “Vinzavod” piuttosto di recente.

ArtPlay
ArtPlay è un intero quartiere culturale. Si situa sul territorio dell’ex fonderia di ghisa “Manometr” (1886). ArtPlay si è trasferito qui, ma non è diventato subito un vicino di “Vinzavod”: inizialmente “viveva” nella fabbrica “Krasnaja Roza” che qualche anno fa sul suo territorio ha visto nascere Yandex, la più importante società informatica indipendente d’Europa.

ArtPlay ha completato un intero ciclo a “Krasnaja Roza”: dalle rovine delle vecchie catene di montaggio, passando per un centro di design fino ad arrivare al nuovo business center. Ora è un centro commerciale e d’affari specializzato che riunisce architetti, designer, progettisti, ingegneri, fornitori di mobili, impianti d’illuminazione, materiale di rivestimento, macchinari speciali. Un accento particolare è posto sull’architettura e il design. ArtPlay è l’insieme di 70 studi d’architetto e laboratori oltre all’Alta Scuola britannica di design, per un totale di 8.000 metri quadrati di superficie espositiva.

Arma
Questo territorio è spesso chiamato “la zona del creativo”. La fabbrica “Arma” è l’ex centrale del gas di Mosca. Venne costruita nel 1865 dalle aziende inglesi su ordine della Duma di Mosca. Tra i suoi incarichi rientrava il rifornimento di gas per i lampioni di Mosca. Ora, nell’area, sorgono negozi, studi di design, business center, aree per concerti ed esibizioni e persino fitness club. È qui che lo stilista russo Denis Simachev ha il suo studio.

Nell'autunno 2012 è stato reso noto che le autorità di Mosca avrebbero intrapreso la realizzazione del quartiere artistico nel quartiere del fiume Jauza intorno ad “ArtPlay”, a “Vinzavod” e alla fabbrica “Arma”. Il Comune moscovita e l’architetto capo di Mosca Sergej Kuznecov hanno appoggiato il progetto del quartiere artistico.

Il rione dovrebbe diventare uno spazio confortevole per coloro che operano in qualsiasi campo dell’arte. Ci potrebbero volere 10 anni per costruirlo e dovrebbe comprendere alloggi e piste ciclabili, vietando l’ingresso in massa delle automobili. “Nella conformazione della città di oggi un quartiere pieno di studi di design e di architetti, laboratori artistici, gallerie, studi cinematografici, insomma un intero cluster creativo, è visto come vincente e prestigioso”, spiega alla rivista Afisha l’architetto capo di Mosca Sergei Kuznetsov.

Oltre a questo quartiere, nuova vita comparirà anche altrove. La vecchissima area industriale di Mosca – ZIL – verrà trasformata in un’enorme “città nella città” con una casa produttrice di automobili, appartamenti e infrastrutture. Nel territorio dello “ZIL” si stanno muovendo per costruire o ricostruire circa 5 milioni di metri quadrati di immobili. Gran parte dei locali verranno adibiti ad alberghi, musei, negozi, parcheggi, centri di ricerca e impianti di produzione di alta tecnologia.

L'architetto capo di Mosca, Sergei Kuznetsov, ha raccontato in un’intervista a Russia Oggi che “bisogna trasformare Mosca in una città nel pieno senso della parola”. L’architetto appoggia per molti aspetti la trasformazione completa delle zone industriali in nuovi punti culturali e d’affari e questo dà speranza per il loro grande e luminoso futuro: “In nessuna megalopoli c’è una quantità simile di zone industriali. Bisogna svilupparle, darle in mano agli investitori. La città subisce perdite a causa di queste zone industriali. Non succede niente e in quelle aree il tessuto urbano deve assolutamente recuperare un nuovo formato”.

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