La cintura di ferro della Russia

Tappa per tappa sulla Transiberiana, la rete ferroviaria entrata nel Guinness dei Primati per tre meriti: dimensioni, numero di stazioni e tempi di costruzione

La ferrovia Transiberiana compare nel libro dei Guinness dei Primati per tre ragioni: lunghezza totale, numero di stazioni e tempi di costruzione.

I numeri della Transiberiana

La Transiberiana è la ferrovia più lunga del mondo, la sua lunghezza effettiva è di 9.288,2 km. Il turista che viaggia con la Transiberiana da Mosca a Vladivostok, attraversa 10 fusi orari. La “Gran Via Siberiana” attraversa 12 regioni, 5 kraj, 2 repubbliche, una regione autonoma, un distretto e ben 87 città. La sua costruzione, agli inizi del XX secolo, ebbe un costo complessivo di un miliardo e mezzo di rubli d’oro: con quei soldi, all’epoca, sarebbe stato possibile acquistare 750mila automobili moderne. L’elettrificazione della Transiberiana fu completata solo il 1° gennaio del 2003

Agli inizi del XX secolo, i suoi binari collegavano la parte europea della Russia a quella asiatica. Ora si sta pensando di ampliarla in modo che diventi un corridoio di trasporto internazionale che colleghi l’Europa ai Paesi del Pacific Rim.

Nel frattempo, la Transiberiana continua comunque a conservare tutta la sua importanza: sui suoi binari viaggiano ogni anno fino a 100 milioni di tonnellate di merci e milioni di passeggeri. Il periodo migliore per percorrerla è da maggio a settembre.

La Transiberiana fu costruita in più fasi ed è composta da sei tratti. Il primo tratto va dalla Ferrovia dell’Ussuri (Vladivostok-Chabarovsk). Questa sezione, lunga 769 chilometri, fu costruita e messa in funzione sei anni dopo la posa della prima pietra nel 1891 a Vladivostok. Il secondo ramo, quello della Ferrovia della Siberia Occidentale, lungo 1417 chilometri (Chelyabinsk - fiume Ob) fu realizzato in un tempo record di quattro anni. La terza sezione (la Ferrovia della Siberia Centrale), che va dal fiume Ob alla città di Irkutsk, è lunga 1.830 chilometri e fu costruita in 6 anni, dal 1893 al 1899. La posa dei suoi binari risultò molto più difficile dal punto di vista ingegneristico: il terreno pianeggiante si faceva montuoso e fu proprio qui che i costruttori si scontrarono per la prima volta con un fenomeno naturale allora poco conosciuto come il permafrost.

La costruzione della Ferrovia Circumbaikalica (260 chilometri) venne ritardata a causa di una serie di difficoltà tecniche. Nel 1900 venne aperto inizialmente, sul Lago Bajkal, un passaggio lungo 73 chilometri per i traghetti ferroviari: per cinque anni le rompighiaccio “Bajkal” e “Angara”, importate dal Regno Unito, trasportarono, attraverso il lago, treni e passeggeri.

Nell’inverno del 1903 e del 1904 vennero posati, direttamente sul ghiaccio, i primi binari della lunghezza di 45 chilometri, sui quali, con dei cavalli venivano trainati vagoni e locomotive. L’inefficienza di questo sistema di trasporto risultò evidente durante la guerra russo-giapponese, e nel 1902 si decise di dare inizio alla costruzione della Ferrovia Circumbaikalica.

La sponda del lago, compresa tra le stazioni dei Porti Bajkal e Kultuk, era dominata da un costone roccioso della lunghezza di 81 km e con un’elevazione di 400 metri sul livello del lago. Lungo questo tratto vennero costruiti 14 chilometri di muri di sostegno, 445 ponti metallici, 6 viadotti in pietra, 47 gallerie di sicurezza e 39 tunnel per una lunghezza totale di 7,3 chilometri. Il costo dei lavori, il loro volume e le difficoltà incontrate nella realizzazione della ferrovia non avevano eguali nel mondo. Ciononostante, fu costruita in soli due anni e messa in funzione un anno prima del previsto.

Nel maggio del 1908 si decise di costruire l’ultima sezione della Transiberiana: la Ferrovia Bajkal-Amur. Fu proprio qui che per la prima volta i binari furono posti su una base di ghiaia e fu realizzata la prima galleria nel permafrost al mondo, con uno strato isolante tra la roccia e il rivestimento della galleria. I lavori di costruzione della Transiberiana furono ufficialmente completati negli anni della Prima Guerra Mondiale, con la messa in funzione, nel 1916, della linea ferroviaria Bajkal-Amur, lunga 2178 chilometri.

La Transiberiana non si limitava solo a collegare la Siberia e l’Estremo Oriente russo con il resto della Russia. Essa contribuì allo sviluppo di una serie di nuove città e villaggi nelle zone più remote del Paese. Attualmente, la Transiberiana è uno dei principali itinerari turistici della Russia, assieme al Bajkal, alle due capitali e all’“Anello d’Oro”. Le più grandi città lungo la “Gran Via Siberiana” sono Vladivostok, Chabarovsk, Irkutsk, Ekaterinburg, Nižnij Novgorod e Mosca. Il nuovo sistema d’acquisto dei biglietti con l’opzione Hop on-Hop off permette di trascorrere qualche giorno in ciascuna di queste città.

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Vladimir

Foto: Lori / Legion Media

A Vladimir (Foto: Foto: Lori / Legion Media)

L’antica città di Vladimir sorge sulle rive del fiume Kljazma. Accoglie i viaggiatori che da Mosca sono diretti a Nizhnij Novgorod e viceversa. È una fermata interessante per i turisti che vogliono conoscere l’Anello d'Oro. La cittadina è un insediamento storico con un pianta uniforme. Nonostante l’architettura dominante sia quella classica del XVIII e XIX secolo, a Vladimir è possibile scorgere anche diverse infrastrutture tipiche dell’epoca sovietica.

Storicamente, Vladimir era un grande mercato; sorgeva sulla via commerciale che portava a Nizhnij Novgorod. Al giorno d’oggi è una città piuttosto industriale. Vi sono fabbriche di trattori, impianti di lavorazione dei metalli, stabilimenti alimentari, industria leggera, e molto altro ancora. Nonostante il forte tessuto industriale, la città è ancora molto verde e puntellata di numerosi parchi.

Dal punto di vista storico, Vladimir è conosciuta per il suo Cremlino. Non si tratta di un semplice complesso di edifici racchiusi da mura bensì di un’intera area della città, che si estende dalla Porta d’Oro al Monastero Rozhdestvenskij (il Monastero della Natività). Nel 1164, Vladimir fu circondata da un muro di cinta e da un fossato. La Porta d’Oro, costruita dal principe Andrej Bogoljubskij, rientra nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

Novosibirsk

Foto: Lori / Legion Media

A Novosibirsk (Foto: Lori / Legion Media)

Novosibirsk è il principale snodo ferroviario della Transiberiana. La città fu fondata nelle steppe siberiane agli inizi del XX secolo e godette di grande prosperità durante l’epoca di Stalin. Il centro storico di Novosibirsk è un insieme di svariati edifici, quasi tutti caratterizzati da un aspetto sovietico.

Oltre alle grandi quantità di belle ragazze e di neve, Novosibirsk vanta un gigantesco teatro dell’opera, dove si esibiscono i migliori artisti, scali ferroviari enormi, un bel ponte sul fiume Ob, un famoso zoo, un monumento dedicato alle conquiste ingegneristiche della Russia dell’epoca zarista, l’università e Akademgorodok (un sobborgo dedicato all’istruzione e alla ricerca scientifica con laboratori, centri di ricerca, aree residenziali ed eccellenti infrastrutture).

La cosa principale da tenere a mente quando ci si reca a Novosibirsk in inverno è che i siberiani sentono di sicuro il freddo e indossano tranquillamente abiti pesanti, anche quando sono scomodi o fuori moda.

Krasnoyarsk

Foto: Lori / Legion Media

A Krasnoyarsk (Foto: Lori / Legion Media)

Krasnoyarsk è una delle tappe più importanti per i turisti che viaggiano sulla Transiberiana. È il luogo ideale per spezzare il viaggio e trascorrere una o due giornate in tranquillità o dedicarsi a sport estremi.

Le principali attrazioni di questa città siberiana sono la riserva naturale di Stolby e la stazione sciistica di Bobrovyj Log. Potete trascorrere una giornata intera a Krasnoyarsk semplicemente passeggiando nella riserva naturale per poi pranzare in cima alla montagna, da dove godrete di una splendida vista sulle migliaia di pini siberiani che crescono sulle sue pendici.

Anche il centro città è un luogo piuttosto piacevole per fare una passeggiata. Ci sono diverse caffetterie nel centro che servono deliziosi spuntini (che compensano la totale assenza di Internet). Vi è anche un discreto numero di ristoranti che servono una varietà di piatti internazionali: accanto al classico sushi bar, potrete trovare diversi ristorantini cinesi e indiani.

Ekaterinburg

Foto: Lori / Legion Media

A Ekaterinburg (Foto: Lori / Legion Media)

Ekaterinburg, a 33 ore a Est di Mosca in treno, e al di là degli Urali, sorge sul confine tra l’Europa e l’Asia. La linea di confine immaginaria è rappresentata da 12 obelischi eretti lungo i Monti Urali. Uno di questi obelischi si trova a oltre 15 chilometri da Ekaterinburg.

In epoca sovietica, Ekaterinburg (allora conosciuta come Sverdlovsk) era un centro industriale. Oggi è probabilmente conosciuta per essere la città in cui l’ultimo zar, Nicola II, la sua famiglia e la servitù furono giustiziati per mano dei bolscevichi nel 1918. Casa Ipatev, dove ebbe luogo l’esecuzione, fu demolita nel 1977 su ordine di Boris Eltsin.

Ekaterinburg è un mix delle due città più grandi della Russia: combina il trambusto di Mosca con l’architettura pre-rivoluzionaria, l’acqua e gli spazi verdi di San Pietroburgo. Da questo lato degli Urali, le autorità cittadine sembrano aver fatto tutto il possibile pur di preservare le antiche case di legno della città, che spuntano qua e là accanto a torri e edifici a due piani. Ciò fa sì che nella città si respiri un’atmosfera diversa rispetto a molte altre cittadine russe.

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Irkutsk

Foto: Lori / Legion Media

A Irkutsk (Foto: Lori / Legion Media)

Irkutsk è un altro dei grandi snodi ferroviari lungo la Transiberiana. Da qui è possibile esplorare il grande Lago Bajkal, patrimonio dell’umanità dell’Unesco e votato come una delle sette meraviglie della Russia. Non è difficile capire il perché.

Gli autobus o i minivan diretti all’Isola di Olkhon, sulla sponda occidentale del Lago Bajkal, partono da fuori la stazione principale di Irkutsk, sulla destra. Le case dell’isola sono in legno e malconce.

È chiaro che il turismo è la principale fonte di entrate della zona. Alcuni negozi per turisti vendono ninnoli provenienti dalla (relativamente) vicina Cina, articoli in pelle e incisioni tipiche della zona del lago e di Irkutsk. Sono popolari anche i valenki, i tradizionali stivali russi in feltro progettati per resistere ai rigidi inverni russi.

Vladivostok 

Foto: Lori / Legion Media

A Vladivostok (Foto: Lori / Legion Media)

Gli abitanti della parte europea della Russia considerano Vladivostok la fine del Paese, mentre i nativi della città la vedono come l’inizio: dopotutto, il sole sorge a Est. Quando le opere di costruzione della Transiberiana ebbero inizio, la prima pietra fu posta proprio qui.

Quando il premier sovietico Nikita Krusciov visitò Vladivostok nel 1959, dopo un viaggio negli Stati Uniti, dichiarò che la città, allora chiusa, sarebbe diventata la “San Francisco sovietica”.

Quasi ogni tetto della città offre viste mozzafiato sul paesaggio variegato della regione. Il luogo più popolare, tuttavia, per godere di una vista spettacolare della città, rimane la piattaforma panoramica su Orlinaja Gora, raggiungibile con la funicolare.

I toponimi sovietici, gli edifici antichi dell’epoca pre-rivoluzionaria, i ponti del XXI secolo, e la guida a destra - a differenza che nel resto della Russia dove le auto hanno la guida a sinistra - contribuiscono a quel suggestivo colorito locale che non è possibile ritrovare in nessun’altra città russa.

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Khabarovsk

Foto: Lori / Legion Media

A Khabarovsk (Foto: Lori / Legion Media)

Con un totale di 6,7 milioni di abitanti, Khabarovsk è uno dei territori più scarsamente popolati del mondo. La città viene citata in diversi sondaggi per essere uno dei migliori centri d’affari della Russia. Ciò è dimostrato dalle caffetterie e dai centri commerciali che costellano il centro cittadino. Qui potete vedere grattacieli in fase di costruzione in vari punti della città, e donne che con molta cura, mediante una speciale macchina elevata, annaffiano i vasi di fiori che abbelliscono i lampioni.

Perm

Fonte: Collezione Prokudin-Gorski / Loc

A Perm (Fonte: Collezione Prokudin-Gorski / Loc)

La città di Perm sorge sul fiume Kama, il quinto fiume più grande d’Europa dopo il Volga, il Danubio, l’Ural e il Dnepr. La città è ricca di posti da visitare, tra cui la Galleria Statale d’Arte con le sue abbondanti mostre e il Museo di Storia della Repressione Politica “Perm-36”, un ex campo di prigionia in cui venivano rinchiuse le persone condannate di essersi macchiate di reati particolarmente pericolosi contro lo stato.

Perm è inoltre famosa per i suoi numerosi teatri: il Teatro dell’Opera e del Balletto di Perm, il Teatro Drammatico di Perm e il Teatro della Gioventù. Il famoso impresario teatrale Sergej Djagilev trascorse la sua infanzia e adolescenza proprio in questa città.  I suoi “Balletti russi” (“Les Ballets Russes”), introdotti a Parigi agli inizi del XX secolo, lanciarono diversi famosi ballerini e coreografi russi.

Nizhnij Novgorod

Foto: Lori / Legion Media

A Nizhnij Novgorod (Foto: Lori / Legion Media)

In passato, la città di Nizhnij Novgorod, situata alla confluenza strategica del fiume Oka e Volga, fu un importante centro economico, intermodale e culturale della Russia. Gran parte degli edifici del centro città sono in stile neo-bizantino e gotico staliniano.

Il museo d’arte di Nizhnij Novgorod fu aperto al pubblico nel 1896. Vanta una galleria straordinaria, che ha ospitato più di 12 mila opere d’arte, così come una collezione enorme di dipinti di artisti russi del calibro di Viktor Vasnecov, Karl Brjullov e Ivan Shishikin. Tuttavia, ciò che rende questa galleria molto importante è la sorprendente collezione di opere dell’avanguardia russa, con capolavori di Kazimir Malevich e Vassilij Kandinskij.

Il Cremlino di Nizhnij Novgorod costituisce la parte centrale della città antica e occupa una superficie relativamente piccola su una collina. In origine, le sue mura erano lunghe quasi 2 chilometri, circa 600 metri più corte rispetto a quelle del Cremlino di Mosca. Undici delle tredici torri originali sono visibili ancora oggi.

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