Dove la primavera arriva in anticipo

L’isola di Ratmanov, nello Stretto di Bering (Foto: Lori/ Legion Media)

L’isola di Ratmanov, nello Stretto di Bering (Foto: Lori/ Legion Media)

L’inverno in Russia sembra non finire mai? Eppure, al Sud del Paese si respira tutta un'altra aria: scoprite con noi sette paradisi

La Russia è un immenso Paese nordico, dove, per molte persone, l’inverno sembra non finire mai. Eppure, al Sud del Paese crescono folti palmeti e il centro vanta una vasta area selvatica. Interessante vero? Russia Oggi vi presenta sette angoli della Russia in cui, persino ora, potete già togliervi la giacca e crogiolarvi sotto il sole caldo.

1. Il primo giorno di primavera sull’isola di Ratmanov
L’angolo più orientale della Russia, dove la primavera arriva prima, almeno secondo il calendario, è l’isola di Ratmanov, nello Stretto di Bering, che divide l'Eurasia dal Nord America. Si tratta di un luogo roccioso e duro, dove le uniche persone in grado di viverci sono il personale della stazione di ricerca polare e le guardie di frontiera russe. Un fiumiciattolo dalle rive paludose scorre da Sud a Nord, e il Monte Krysha, alto solo 500 metri, si affaccia su una distesa enorme di acqua. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’isola divenne una base militare russa e gli abitanti locali vennero fatti evacuare sulla terraferma. Dopo la guerra vi fecero ritorno, ma l’isola conserva tutt’oggi un’importanza strategica. La linea internazionale del cambio di data e il confine tra la Russia e gli Stati Uniti si trovano nelle vicinanze.

2. Primavera caucasica a Rostov-sul-Don

Foto: Lori / Legion Media

Aleksandr Solzhenitsyn studiò all'Università di Rostov-sul-Don (Foto: Lori / Legionmedia)

Nella parte europea della Russia, la primavera arriva prima a Rostov-sul-Don, la capitale non ufficiale della Russia meridionale e centro di una grande area metropolitana con un milione di abitanti. Chiamata ufficiosamente la “Porta del Caucaso”, è una città-porto collegata a cinque mari. La primavera arriva qui già a metà febbraio, quando le temperature diurne superano già lo zero e le piogge prendono il posto della neve. La città è costruita sulle rovine di antichi insediamenti, alcuni dei quali risalgono a 5.000 anni fa. Rostov-sul-Don vanta circa 1.000 siti del patrimonio culturale, e, non a caso, nell’università locale vi studiò il famoso scrittore sovietico e premio Nobel, Aleksandr Solzhenitsyn.

3. Primavera subtropicale a Sochi e Anapa

Foto: RIA Novosti

I resti dell'antica Sindskaya Gavan (Foto: RIA Novosti)

Della Russia tutto si può dire tranne che abbia un clima gradevole. L’unica piccola isola subtropicale del Paese - dove la neve cade raramente e le temperature sono sopra lo zero già a partire dalla metà di febbraio - è l’area circostante la città di Sochi. Per essere più precisi, la parte di Sochi che si affaccia sul Mar Nero, e non la parte che si trova sulle montagne, dove la neve può rimanere intatta fino al termine della primavera, se si considera che il punto più alto si trova a 3.000 metri sopra il livello del mare. Sono le montagne su cui, tra meno di un anno, si svolgeranno le Olimpiadi invernali.

Non lontano si trova la città di Anapa, “il villaggio vacanze dei bambini”. La storia di questa città risale a più di 10.000 anni fa. In tempi antichi qui sorgeva un insediamento sindi: l’antica città di Sindskaya Gavan. In epoca socialista, Anapa era conosciuta ufficialmente, a livello nazionale, come un villaggio vacanze per i bambini. Vanta spiagge di sabbia fine (quelle di Sochi sono di ciottoli), un mare poco profondo, senza forti correnti, che si riscalda rapidamente. L’aria su Anapa circola quasi sempre, il che rende la città un apparecchio inalatorio naturale.

4. Primavera ad Astrakhan, la capitale del caviale nero

Foto: Lori / Legionmedia

La città di Astrakhan, capitale del caviale nero (Foto: Lori / Legionmedia)

La città di Astrakhan è conosciuta al giorno d’oggi come la capitale non ufficiale della principale prelibatezza russa: il caviale nero. La storia di questa regione è ricca di leggende, sia eroiche che terribili. Diversi storici ritengono che la città di Itil - la capitale dell’unico Stato medievale in Europa ad avere l’ebraismo come religione di Stato - era situata non lontano da qui. Si tratta dell’angolo più arido non solo della Russia, ma di tutta l’Europa. Il clima di questa zona è classificato come semi-arido, anche se il Mar Caspio non è molto lontano. La primavera qui inizia di solito con forti venti, che, a marzo, sollevano nell’aria tanta polvere.

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5. Primavera a Derbent, la città più antica del mondo

Foto: Lori / Legionmedia

Il clima a Derbent è subtropicale (Foto: Lori / Legionmedia)

“Cancelli del Caspio” era l’antico nome di questa città, menzionata già dal geografo greco Ecateo di Mileto, nel VI secolo a.C. Derbent è considerata la città più meridionale della Russia e una delle più antiche città abitate del mondo. I primi insediamenti emersero qui nella prima età del bronzo, nel quarto millennio a.C. Il clima è quasi subtropicale, semi-arido. La neve cade, in media, solo due settimane all’anno. Si tratta di un luogo riarso, con precipitazioni medie di appena 260 mm l’anno. In tempi antichi, Derbent fu un importante punto strategico per diversi popoli: gli Sciti, i Sarmati, gli Alani, gli Unni, i Cazari, i Persiani e gli Arabi. La città ha visto di tutto: assedi e distruzione, declino e prosperità.

6. La primavera più calda della Russia a Utta

Foto: Itar-Tass

La temperatura a Utta può toccare i 45° C (Foto: Itar-Tass)

In Russia, la temperatura più alta in assoluto è stata registrata un paio di anni fa, nel villaggio rurale di Utta in Kalmykija, dove l’aria aveva raggiunto i 45,4° C. Non v’è però da sorprendersi: il villaggio è situato, infatti, in una zona desertica nella depressione caspica. Attualmente non è che un piccolo centro, ma in tempi antichi era un importate punto di transito nonché il quartier generale militare del Charachusovskij ulus (uno dei gruppi tribali nomadi della Kalmykija). Obelischi religiosi venivano costruiti in questa città.

7. L’inverno più caldo (per non parlare della primavera) della Russia nella città di Maykop

Foto: Lori / Legionmedia

Maykop è una delle città più belle del Caucaso del Nord (Foto: Lori / Legionmedia)

Un paio di anni fa, questa città sorprese molti osservatori esperti di cambiamenti climatici. Il 15 febbraio del 2010, la temperatura invernale più alta di tutta la Russia venne registrata proprio a Maykop: 23,4° C. Le temperature nel 2013 sono già sopra lo zero. Maykop è la capitale della Repubblica russa di Adighezia. Si trova sulle pendici settentrionali della cresta caucasica, sulla riva destra del fiume Belaja (un affluente del fiume Kuban).

La città fu fondata da un generale russo nel maggio del 1857, come fortificazione militare nel Sud del Paese. Tredici anni dopo, la fortezza divenne un centro distrettuale. Ora è una delle città più belle e moderne del Caucaso del Nord. Tuttavia, in inverno - e anche all'inizio della primavera e in autunno –, forti venti asciugano gli strati superiori del suolo e causano a volte delle vere e proprie tempeste di polvere. Maykop divenne famosa a livello internazionale nel 1897, con il ritrovamento, nel tumulo di Oshad, di una moltitudine di manufatti in oro e argento risalenti al periodo scito-sarmatico.

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