La Soci italiana che fa impazzire il Web

 Una delle foto goliardiche scattate a Soci, piccolo paesino in provincia di Arezzo, che per qualche giorno ha goduto della stessa fama della capitale olimpica russa, grazie all’assonanza dei nomi delle due città (Foto: www.enricogori.com)

Una delle foto goliardiche scattate a Soci, piccolo paesino in provincia di Arezzo, che per qualche giorno ha goduto della stessa fama della capitale olimpica russa, grazie all’assonanza dei nomi delle due città (Foto: www.enricogori.com)

Si scrive senza “acca”, e con la capitale olimpica ha ben poco in comune: la storia di un piccolo paese toscano, diventato famoso per una bufala virale da medaglia d’oro

Se tra le discipline olimpiche ci fosse la burla, avrebbero vinto di sicuro la medaglia d'oro. Per chi se la fosse persa, si parla della notizia-bufala architettata da un gruppo di buontemponi toscani, autoproclamatosi non a caso Team Grulli (#teamgrulli). Uno scherzo costruito sull'assonanza tra il nome della città dei XXII Giochi invernali, Sochi (con l'acca), e un paese dell'Appennino, Soci (senz'acca).

Nei giorni scorsi ha fatto impazzire il Web. E adesso, a colpi di tweet, ha conquistato anche la Russia. “Foto e commenti – dice Enrico Gori, uno degli autori – ci stanno arrivando persino dalla Piazza Rossa e da altri luoghi simbolo del mondo”.

Il fatto - confermato, si fa per dire, dal dispaccio di una finta agenzia stampa costruito per l'occasione - riguardava 9 giornalisti canadesi inviati alle Olimpiadi, che però avevano sbagliato destinazione e invece che a Sochi si erano ritrovati a Soci, frazione di Bibbiena, in provincia di Arezzo. Dove d'inverno viene montata una bellissima pista di ghiaccio, ma, ovviamente, niente in confronto a quanto realizzato sulle rive del Mal Nero.

 I maldestri cronisti, sempre secondo la falsa agenzia, si sarebbero accorti dell'errore solo in prossimità della meta.


Una delle foto goliardiche scattate a Soci, in provincia di Arezzo (Foto: www.enricogori.com)

Boom. La notizia è diventata subito virale, tanto da venire commentata da Alberto Tomba su Sky e dal premier in pectore Matteo Renzi. I quali, prestandosi al gioco, hanno contribuito ad alimentarlo. Oltre ai fantomatici giornalisti canadesi, la placida Soci, balzata all'improvviso tra i temi caldi dei principali social network, ha visto arrivare addirittura un gruppo di improbabili atleti provenienti da Pontassieve, già pronti per scendere in pista. Mentre alcuni abitanti con sci e slittini hanno posato in maniera goliardica sotto l'insegna del paese. Una messa in scena coronata dal passaggio di un tedoforo con fiaccola fai-da-té.

Spiega Alessandro Grechi, uno dei sei Grulli (gli altri sono Andrea Trapani, Christian Surchi, Martin Rance, Giuseppe Mondì e Andrea Novi), ai quali si è aggiunto poi Enrico Gori, autore delle foto che imperversano sulla Rete: “L'idea è nata per scherzo, ma anche perché volevamo vedere quanto velocemente una notizia, vera o inventata che sia, possa circolare, senza un adeguato controllo delle fonti, attraverso i mezzi di comunicazione”.


Una delle foto goliardiche scattate a Soci, in provincia di Arezzo (Foto: www.enricogori.com)

Una zingarata degna di “Amici miei”. Infiocchettata in modo tale da sembrare credibile. “Sapevamo quali corde toccare perché lavoriamo tutti nell'ambito della comunicazione".

Così per non esporsi troppo, si sono inventati la figura di un giornalista italo-canadese, un certo Frank Casentino (come il nome della vallata in cui si trova Soci), i cui nonni sarebbero stati originari di quelle parti. Al finto redattore, intervenuto su un blog locale, hanno fatto commentare la notizia relativa alla disavventura dei suoi colleghi riportata dall'agenzia Press Grll. Sganciata la “bomba”, i ragazzi del Team Grulli hanno segnalato la cosa ad alcune redazioni e rilanciato la notizia sui propri profili. “Pur essendo una bufala qualcuno ci ha creduto, mentre altri l'hanno riportata perché era comunque divertente. Due giorni dopo siamo usciti allo scoperto”.

Archiviata questa burla, i Grulli si sono messi già in moto per inventarne di nuove, “qualcosa che abbia riscontri positivi per la vallata” dicono. Il sogno sarebbe quello di sancire un gemellaggio con la Sochi russa. Ma sarebbe sufficiente far arrivare sull'Appennino toscano anche solo una piccola parte dei turisti che ogni anno dalla Federazione sbarcano in Italia.  

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