Kamolikov, il compositore di Positano

Ha lasciato Mosca nel 1993. Destinazione, costiera amalfitana. Vladimir Kamolikov è uno dei musicisti più apprezzati della Federazione. E ha scelto l'Italia come suo buen retiro. Dal quale continua a comporre tra limoncello, panorami mozzafiato e un matrimonio stabile

Le donne sono il motore del mondo. Un soffio vitale che porta da Mosca a Reno, Nevada, negli Stati Uniti. Sino all’ultima fermata: Positano, Costiera Amalfitana. Sono le 11 del mattino sulla collinetta di Montepertuso, paesino a quattro chilometri dalla famosa località turistica campana. Tante curve, trattorie e bed & breakfast, belvedere che tagliano a fette il fiato. “Un’oasi di pace, lontano da tutti i turisti che si ammassano come formiche per le vie del centro, a tutte le ore”. Con un sorso di limoncello - sapore reso più deciso da un pizzico di vodka - e un brindisi al vino bianco, prodotto da un vitigno italorusso poco distante, Vladimir Kamolikov, 64enne compositore russo, avvia il racconto della sua vita a Positano allungando lo sguardo su Galia. Sua moglie, anche lei russa, ingegnere per 30 anni in un’azienda edilizia di Dusseldorf. Amica di Alisa Frejndlikh, la Sofia Loren del cinema dell’Unione Sovietica.

Musica e buon vino
a strapiombo su Positano
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Uno spirito vivace e cosmopolita, alimentato in un tour tra Europa, Sudafrica, Australia, per poi scegliere l’Italia, la Campania per vivere il resto della sua vita. “Perché il vostro Paese in Russia è ancora visto come il Paradiso, nonostante crisi economica e i problemi noti anche all’estero” dice la moglie del musicista. “Ci siamo incontrati a una festa di amici comuni, non ci siamo più allontanati” aggiunge il maestro Kamolikov. Vivono qui da quasi venti anni. “Una scelta di vita. Mi sono chiesto se non avessi lavorato troppo sino a quel momento, con produzioni in giro per il mondo. Era tempo di godersi gli affetti, ascoltare la propria anima. Così, ho veduto le mie proprietà a Mosca, trasferendomi qui, con Galia. Per sempre”. Dal fascino della metropoli, dalla notorietà professionale al voluto oblio di Positano. Nella capitale russa Kamolikov era un affermato compositore, con vari zapping nella radio, nella tv, nella recitazione.

Per 14 anni, dal 1979 al 1993, redattore musicale dell’Unione dei cineasti dell’Urss. Con una collaborazione professionale speciale con la star cinematografica Nikolai Karachentsov e con l’attore teatrale Yuri Bogatyryov. In precedenza, direttore musicale e cantante nello spettacolo comico “4Ju”, parte di un quartetto famoso nell’etere sovietico. E nello stesso periodo Kamolikov era anche direttore musicale di spettacoli all’interno del Festival del cinema di Mosca. Con un’impronta anche sulle musiche del film “La regina Margot”, produzione ispirata al celebre romanzo di Alexandre Dumas. Poi, il salto a Hollywood, a comporre colonne sonore per le ricche produzioni statunitensi. E il matrimonio con Galia, a Reno, nel deserto del Nevada. Dopo le nozze nello stato più luccicoso degli States, stop alla vita da celebrità della musica. E l’arrivo nell’accogliente intimità di Montepertuso. “Perché la vita cambia in un attimo” ripete il maestro Kamolikov.

Tra olivi, sole, mare, una vita semplice e rilassante, negli ultimi anni ha composto canzoni su commissione. Oltre trenta in italiano, con altre composizioni in inglese e russo. “Ma prima sono sempre musiche per l’anima. La musica non è controllabile, a differenza della parola” spiega il compositore. Qualche produzione a Venezia, a Firenze, mentre negli ultimi mesi è concentrato sulla composizione di parti musicali per uno show per la televisione russa, prodotto da un mecenate. Kamolikov per scaramanzia non rivela di chi si tratti, aggiungendo che si tratta “di uno spettacolo per ragazzi e per adulti. Vivrò a Mosca per qualche tempo, ma mai tornerò definitivamente a casa, Positano è casa mia”. L’ultima volta in patria, cinque anni fa: “Nessuna nostalgia, Mosca è ormai diventata un supermercato gigantesco da 15 milioni di abitanti. La città che amavo non c’è più. Non c’è rispetto per l’ambiente, il costo della vita è alto. Ma c’è maggiore libertà per gli individui. Se non ci fosse stata, non sarei qui con lei, a chiacchierare sulla mia terrazza, a Positano”.

E se la mente dovesse viaggiare al passato professionale in Russia, c’è la musica napoletana a ricordargli il suo Paese: “E’ molto apprezzata in Russia. Anche la cultura di Napoli è celebrata in tanti teatri di Mosca, per esempio con le rappresentazioni del grande Eduardo De Filippo, da “Napoli Milionaria” a “Filomena Marturano”. A Positano è conosciuto da tutti. Quindici anni fa suonava al concerto di beneficenza a Montepertuso per le vittime dell’alluvione di Sarno, comune salernitano a pochi chilometri da Positano. Un amore corrisposto. “Sono stato fortunato, ho realizzato i sogni della mia vita, spero che altri facciano come me”.

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