Dall'Ermitage all'Italia per approfondire l'arte del restauro

Quattro esperte da San Pietroburgo a Viterbo per studiare l'uso di un laser capace di pulire i reperti archeologici dal tempo e da precedenti interventi. Abbiamo passato una giornata in laboratorio con loro

Da San Pietroburgo in Italia per visitare alcuni dei principali centri specializzati e per apprendere l'applicazione di nuove tecnologie nel campo del restauro archeologico. Al tour, che si è svolto dal 15 al 22 settembre 2013 tra Toscana e Alto Lazio, hanno partecipato quattro restauratrici russe del museo dell'Ermitage. Tra le tappe, la cattedrale in piazza dei Miracoli a Pisa, il Centro di restauro della Soprintendenza archeologica della Toscana, l'Opificio delle Pietre Dure a Firenze e il Laboratorio di restauro e diagnostica di Montalto di Castro (Viterbo).

Foto: Simone Lupino
Tre delle quattro restauratrici russe
ospiti del laboratorio di Montalto di Castro.
A sinistra, Natalia Pavlukhina
(Foto: Simone Lupino

"È stato molto interessante vedere come i nostri colleghi in Italia lavorano con i reperti archeologici – ha commentato Natalia Pavlukhina, una delle componenti della spedizione scientifica –. Noi ci occupiamo del restauro di ceramiche, vetro e porcellane. È la nostra specializzazione. E proprio per questo eravamo interessate, in particolare, ad osservare come i nostri colleghi italiani eseguono il restauro di reperti archeologici in ceramica".

Le specialiste russe hanno potuto provare un sofisticato laser che, sparando un sottile raggio di luce, consente di rimuovere in modo selettivo lo sporco del tempo, senza danneggiare materiale e colori. 

A Montalto di Castro, dove è in corso il restauro di importanti reperti provenienti dai più recenti scavi archeologici nella zona (carri deposti nelle tombe dei potenti e ricchi principi etruschi, mani d’argento appartenenti a simulacri che riproponevano l’immagine del defunto), le specialiste dell'Ermitage si sono esercitate su tre piedi in terracotta policroma risalenti al III-IV secolo avanti Cristo. Oggetti che, come ha spiegato Anna Gruzzi del laboratorio, “avevano la funzione di ex voto”.

Foto: Simone Lupino

La restauratrice italiana Anna Gruzzi mostra alle colleghe russe alcuni dei reperti sui quali sta lavorando (Foto: Simone Lupino)

Foto: Simone Lupino
Le restauratrici russe in Italia:
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"Ci interessa la pulitura con il laser di reperti in ceramica – ha aggiunto la Pavlukhina, - perché ci scontriamo con problemi di restauro nel nostro museo. Lavoriamo presso l’Ermitage di San Pietroburgo, nonché con varie spedizioni archeologiche, dalle quali ogni anno arriva nuovo materiale archeologico. Inoltre, abbiamo tante vecchie collezioni, anche private, dalle quali provengono molti oggetti in ceramica antica e abbiamo problemi di la pulitura dai sali, dalle stratificazioni, dalle scritture che sono rimasti sui reperti dopo i restauri precedenti, in particolare su vasi restaurati nel XVIII e XIX secolo. Tutti questi vasi hanno la necessità di un nuovo restauro e dobbiamo affrontare il problema di eliminare ogni traccia dei vecchi interventi. Siamo particolarmente interessati all’utilizzo di laser visto che anche noi siamo intenzionati a iniziare a usare questo metodo. Da noi già si usa il laser per la pulitura di reperti in metallo e in pietra. Ora vogliamo provare il metodo di pulitura con il laser sulla ceramica".

Foto: Simone Lupino

Le restauratrici russe fanno capannello intorno al collega italiano al lavoro (Foto: Simone Lupino)

La visita è stata organizzata dal gruppo El.En (Electronic Engineering): "L'azienda – spiega Alessandro Zanini, responsabile tecnologie per i beni culturali - è formata da un gruppo di più di mille persone e produce laser industriali, medicali e per la ricerca scientifica. Essa ha un piccolo settore per la conservazione dei beni culturali. Per quanto riguarda questo campo, abbiamo oltre duecento macchinari sparsi dalla Cina agli Stati Uniti, passando per l'Europa. Siamo già presenti con altri macchinari in Russia, al Museo del Cremlino di Mosca e a San Pietroburgo all'Ermitage e al Museo di Stato Russo".

"Ora - prosegue - i russi ci hanno chiesto di essere aiutati a comprendere meglio questa tecnologia. Hanno fatto prove nella nostra azienda e poi li abbiamo portati per cantieri. Questa per loro è l'esperienza più importante, perché, essendo restauratori della ceramica e di materiale archeologico, hanno l'esigenza di verificare l'applicabilità del laser sui materiali. Ovviamente le situazioni sono diverse, i nostri materiali non sono i loro, però in questo modo possono farsi un'idea".

"In futuro andremo da loro per studiare meglio come è possibile applicare il laser in loco", conclude Zanini.

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