Una foto Made in Italy per Veliky Novgorod

Sergio Verrecchia, l'autore della fotografia selezionata nel concorso "I love Veliky Novgorod" (Foto: archivio personale)

Sergio Verrecchia, l'autore della fotografia selezionata nel concorso "I love Veliky Novgorod" (Foto: archivio personale)

L'immagine di Sergio Verrecchia è stata selezionata, con altri undici scatti, nell'ambito di un concorso per promuovere la città russa e verrà affissa per le strade locali, prima di comparire su un calendario

“Nei miei ricordi la Russia è un luogo dove si vendono fiori ovunque. Quando sono atterrato a San Pietroburgo, la prima cosa che ho visto in aeroporto è stato un fioraio. E gente che aspettava i propri cari con mazzi di rose in mano”. È una visione romantica quella di Sergio Verrecchia, 36 anni di Termoli (Campobasso), tecnico video di professione, fotografo per passione, innamorato della Russia fin da bambino e oggi legato a questo Paese per amore.

Fidanzato con una ragazza del posto, Sergio è l’unico straniero a essere stato selezionato tra i vincitori del concorso “I love Veliky Novgorod”, organizzato nella città bagnata dalle acque del fiume Volkhov per promuovere il turismo locale e premiare giovani fotografi di talento.

Il Cremlino di Veliky Novgorod
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Insieme ad altri undici scatti, valutati nell’ambito di una mostra allestita nel Cremlino locale, la sua fotografia è stata scelta per andare a comporre una serie di cartelloni promozionali, di tre metri per sei, che verranno affissi per un paio di mesi lungo le strade della città. Nel 2014, inoltre, le opere selezionate andranno a formare un calendario, omaggio al luogo che ha dato i natali al compositore Sergei Rachmaninov.

“La foto selezionata è stata realizzata all’interno di un monastero nei pressi di Veliky Novgorod, non lontano dal museo dell’architettura di legno popolare Vitoslavitsy – racconta Sergio Verrecchia. - Sono sempre rimasto particolarmente colpito dalle chiese russe: non hanno grandi sfarzi, ma sono sempre affrescate con icone suggestive e cariche di significato”.

La foto selezionata nell'ambito del concorso "I love Veliky Novgorod" che verrà affissa nelle strade della città insieme ad altri undici scatti (Foto: archivio personale)

Il Cremlino, la cattedrale di Santa Sofia, l’elegante porticato che costeggia il lungofiume. Di scatti a Veliky Novgorod Sergio Verrecchia ne ha realizzati tanti.

Rievocazioni storiche
a Veliky Novgorod

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“Ho scelto di inviare al concorso la foto del monastero perché qualitativamente mi sembrava la migliore, fra molte altre che avevo realizzato. Di luoghi incantevoli in questa città, che ho visitato come turista sia in estate sia in pieno inverno, ce ne sono moltissimi. Sono rimasto affascinato dall’architettura locale, dalla semplicità della gente del posto. Di europei se ne vedono ancora pochi, e lungo le strade si incrociano ancora vecchie babushke con il fazzoletto legato in testa e veterani di guerra con medaglie e onorificenze affisse alla giacca. Molte fotografie, però, così come succede sempre più spesso, purtroppo le ho fatte con il telefonino: ho deciso quindi di scegliere per il concorso un’immagine realizzata con una buona macchina fotografica”.

Foto: Lucia Bellinello / Russia Oggi
Un week end a Veliky Novgorod

Storia e cultura quindi. Ma anche arte e tradizione. “Veliky Novgorod è una delle città più antiche di tutto il Paese – prosegue. - Non è caotica come molti altri centri e conserva ancora oggi i tratti tipici della Russia più profonda”.

Oltre a Veliky Novgorod, Sergio Verrecchia ha avuto modo di visitare Mosca e San Pietroburgo. “Nel mio prossimo viaggio in Russia andrò sicuramente a Murmansk”, dice, spiegando da dove nasce il suo grande amore nei confronti di questo Paese: “Fin da bambino ho sempre nutrito un particolare fascino nei confronti di questa terra e dei personaggi che l’hanno resa grande nella storia. Poi il destino ha voluto che mi fidanzassi con una ragazza russa. Il rapporto con questo Paese, quindi, si è inevitabilmente fatto più stretto. La gente, lì, è molto semplice, senza preconcetti. Sono tutti meno freddi di quel che si pensa. Senza dimenticare che dal punto di vista economico è un Paese che sta crescendo a ritmi impressionanti. Sarebbe bello poter vedere, anche nella nostra Italia, un mercato del lavoro così dinamico, e un profondo attaccamento alla famiglia, così come avviene ancora oggi in Russia”.

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