La russa che insegna a fare pizza e pasta

Katia Volzhina, imprenditrice di Mosca, ha aperto in Campania l'accademia del gusto "Cooking Adventures Italy" (Foto: Archivio Personale)

Katia Volzhina, imprenditrice di Mosca, ha aperto in Campania l'accademia del gusto "Cooking Adventures Italy" (Foto: Archivio Personale)

Katia Volzhina da Mosca ha inaugurato, nel 2012, vicino ad Avellino, la Cooking Adventures Italy, un'accademia del gusto per turisti enogastronomici che arrivano dalla Federazione e da tutto il mondo

A lezione dagli chef. Per apprendere le leggi non scritte dei fornelli, tra i piatti della tradizione della Campania. Pastiera, pasta al ragù, il “casatiello”. In un corso settimanale di alta cucina, con i più famosi cuochi regionali. Ekaterina Volzhina, Katia per tutti, 29enne imprenditrice di Mosca, ha realizzato da qualche mese il suo sogno professionale. Un viaggio gastronomico nella cucina campana per i clienti di tutto il mondo. A partire dai suoi connazionali.

Dalla Russia al Sud-Italia per amore del fidanzato Stefano, suo socio, con cui vive a Pozzuoli, venti chilometri da Napoli. E conosciuto durante una vacanza in Italia, grazie a un’amica napoletana che viveva nella capitale russa.

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Intrecci di un’unione rafforzata dagli affari, con la Cooking Adventures Italy. Un’idea originale, un progetto coraggioso. Una straniera da poco arrivata in Campania che si mette a fare impresa, piazzando sul mercato una full immersion culinaria campana doc. Proponendo un percorso turistico alternativo, tra piatti, vitigni, cantine, caseifici. Come un imprenditore italiano che si trasferisce a Mosca, mettendosi a produrre vodka o caviale.

“In Campania ci sono posti sconosciuti anche per i residenti, con cibi davvero fantastici. Era ora di farli emergere”, spiega Katia. La sua passione per la cucina italiana esplodeva anni fa in Russia. Di giorno, lavorava - assistente del direttore commerciale - per una nota azienda marchigiana di mobili. Chiuso l’ufficio, diventava un’interprete nell’Accademia del gusto della capitale moscovita, che ospitava le invenzioni culinarie di cuochi italiani.

Dalle traduzioni alla cottura della pasta – grembiule, guanti e cappello da cuoco - il passo fu breve. “Cominciavo a capire i segreti del settore enogastronomico. Accumulavo conoscenze e contatti importanti, imparavo a cucinare cibi raffinati. Sapevo, intuivo che quello sarebbe stato il mio futuro professionale”.

Una volta in Italia, un anno di lavoro in un’agenzia di eventi di Milano. Poi a Napoli, per uno stage in un noto ristorante napoletano del centro storico cittadino, Palazzo Petrucci. “Un modo per entrare nell’ambiente gastronomico della città, con il maestro di cucina Lino Scarallo. Due mesi dopo, ho pensato: adoro la cucina campana, conosco le persone giuste per il mio progetto: organizzare un corso di cucina campana, provando ad attrarre gli stranieri con le migliori ricette e i prodotti di questa regione”, racconta Katia, che riceveva anche l’appoggio di uno dei soci del Culinaryon, noto ristorante italiano di Mosca.

La passione diventava business. Per russi (richieste che arrivano soprattutto da Mosca e dintorni). O americani, inglesi, francesi. Per chiunque volesse imparare l’arte della cucina campana. Il via, il 9 novembre 2012, nel giorno del suo compleanno. Clienti, massimo dieci, di fascia medio-alta in simbiosi enogastronomica per sette giorni con altrettanti chef, in una struttura (Casa Serpico) vicino Avellino. Professionisti da due stelle Michelin. Tra ricette, consigli, visite guidate tra i produttori, cene nei ristoranti top.

La voce si diffonde anche in Russia. Con casalinghe, coppie che sbarcano in Campania con carta e penna alla mano, per ripetere a casa propria i segreti rubati allo chef.

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