Sfidando le altezze, da Mosca a Giza

Due roofers di Mosca hanno scalato le piramidi a mani nude (Foto: Vadim Makhorov / sellyourphotos.net)

Due roofers di Mosca hanno scalato le piramidi a mani nude (Foto: Vadim Makhorov / sellyourphotos.net)

Vadim Makhorov e Vitaly Raskalov, due roofers russi di 20 anni, hanno raggiunto la cima della piramide di Cheope in Egitto. Le loro scalate passate e future

Vadim Makhor e Vitaly Raskalov sono due “roofer”: si divertono a salire sui tetti di edifici altissimi e a scattare foto. Hanno avuto il loro momento di gloria internazionale a fine marzo 2013, quando hanno scalato la piramide di Cheope in Egitto e hanno immortalato su pellicola il risultato della loro avventura.

Il roofer di San Pietroburgo

Questo momento ha segnato per loro l’inizio di una nuova carriera internazionale e l’avvio di un vero e proprio business. Russia Oggi si è incontrata con Vadim Makhor per parlare di come i due siano riusciti a scalare la piramide e quali siano i loro progetti futuri. 

Vadim Makhor, ventenne, originario di Novosibirsk, ha iniziato a scalare tetti, dighe e tuberie in Russia, per poi avventurarsi all’estero. La sua avventura più recente è stata la scalata notturna della piramide di Cheope (conosciuta anche come la Grande Piramide di Giza). Per Vadim, quello del “roofer” è sia un hobby che una professione. Il giovane si augura che in futuro possa diventare anche un buon modo per fare affari.

Che cosa vi ha spinto a scalare una piramide?
Abbiamo consultato un mare di informazione online, nonché foto scattate dalla cima, in periodi diversi e da persone diverse. E alla fine abbiamo deciso di provarci anche noi.

Non posso non chiedere perché? Perché salire in cima a tetti, piramidi e tuberie? Che cosa c’è di così affascinante?
Ognuno ha un proprio scopo: alcuni sono alla ricerca di una scarica di adrenalina, altri lo fanno per la pace e la tranquillità che si respira in cima. Il mio obiettivo è quello di scattare delle belle foto. Anche se, a essere onesti, il momento della scalata mi fa provare ogni volta dei brividi che mi ricorderò per il resto della vita.

Siete andati in Egitto come turisti?
Siamo arrivati in Egitto da Dubai, e abbiamo trovato alloggio nel cuore del Cairo, nella piazza che viene presa d’assalto ogni volta che c’è una manifestazione. Il primo giorno abbiamo scalato un paio di edifici del centro, incluso l’edificio più alto della città, osservato la capitale dall’alto, e pianificato i giorni successivi. Il nostro obiettivo erano le piramidi. Abbiamo cercato in tutti i modi di evitare queste guide che si azzuffano solo per accaparrarsi i turisti stranieri. Tutti cercano di approfittarsi dei turisti. E abbiamo fatto tutto per conto nostro. A proposito, dovreste trascorrere un paio di giorni al Cairo, soprattutto se siete giù di morale. Vi aiuterà a chiarirvi le idee: è una città sovraffollata, con 30 milioni di abitanti, ingorghi anche di notte e nemmeno un semaforo.

Il funambolo degli scatti

Come siete arrivati alle piramidi?
Prima in metropolitana, poi con un autobus locale fino al complesso. Il viaggio in autobus costa due sterline egiziane. Abbiamo fatto un giro, dato un’occhiata alle tombe e aspettato che si facesse buio. Guardando le piramidi, non sapevamo se saremmo riusciti a scalarle. Ma, a quanto pare, era scritto nel destino che ci dovessimo provare. Ci hanno lasciati soli a guardare lo spettacolo di luci sulle piramidi, e, una volta terminato, le abbiamo scalate. Abbiamo fatto un po’ di riprese e di foto, e siamo riscesi senza che nessuno ci vedesse (noi perlomeno non abbiamo notato nessuno). Solo più tardi abbiamo scoperto che avevamo infranto la legge, per cui mi scuso.

È stato difficile scalare la piramide di Cheope?
Erano tutti blocchi molto larghi, alti quasi fino alla vita. È facile salire e scendere, se controlli bene i tuoi movimenti. Ma basta un passo falso e sei morto. È quello il pericolo.

Ha girato il mondo scalando tetti. È la sua occupazione principale?
La mia vocazione è la fotografia. Ho iniziato proprio fotografando tetti e grattacieli, e continuo a farlo tuttora, ma realizzo anche produzioni, dirigo tour virtuali e molto altro. È da poco che ho iniziato a recarmi in altri Paesi. Prima ho girato tutta la Russia con Vitaly Raskalov, scalando tetti. Una volta esaurite le città (perlomeno quelle interessanti per le riprese ad alta quota), ci siamo spostati all’estero. Siamo solo all’inizio. Vogliamo lanciare un progetto basato sui nostri viaggi. Scattare un sacco di foto, girare video, e stupire il mondo.

Avete mai avuto dei problemi con le autorità? Su altri tetti?
In Russia, non è un grosso problema. Il massimo che ti puoi prendere è una multa di 500 rubli (circa 16 dollari). In altri Paesi, per il momento, non abbiamo avuto problemi e spero che mai li avremo. Ovviamente ci sono state delle situazioni in cui gli agenti di sicurezza ci hanno fatto scendere dal tetto, ma quando spiegavamo loro che cosa stavamo facendo e mostravamo loro le nostre foto, si ammorbidivano e ci lasciavano andare tranquillamente. In Russia, quelli della sicurezza chiamano sempre la polizia, perché in questo modo ottengono una piccola ricompensa.

Qual è stato finora il suo miglior viaggio?
È difficile sceglierne uno, perché ogni viaggio è uno sforzo verso un obiettivo, e il raggiungerlo ti riempie di gioia. Gli ultimi due viaggi, prima a Berlino e poi a Dubai e al Cairo, sono forse quelli che preferisco, perché ci hanno costretto ad assumere l’atteggiamento mentale giusto e ci hanno dato nuove idee e obiettivi. Ci hanno fatto capire che dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo e hanno riconfermato il nostro desiderio di realizzare video sulle nostre avventure. Abbiamo raccolto una serie di nuove idee per organizzare mostre fotografiche al di fuori della Russia, idee su come e dove andare, e su un progetto di viaggio comune.

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