Gianni Morandi: "Russia, ti aspetto a Verona"

Il cantautore italiano annuncia le date di ottobre 2013 all'Arena, prima del tour nella terra degli zar. "Per Celentano ne arrivarono 2.000 dalla Federazione l'anno scorso - ricorda -. Per me sarebbe un onore vederli lì"

Un anno fa fu l’ospite d’onore nelle due serate evento di Adriano Celentano all’Arena di Verona. Stavolta, invece, nella cavea del teatro veronese il padrone di casa sarà lui, Gianni Morandi, che, dopo le due parentesi alla conduzione del Festival di Sanremo e come attore in "Padroni di casa", opera seconda di Edoardo Gabriellini, il 7 e l’8 ottobre 2013 si esibirà all’Arena (i biglietti saranno in vendita da mercoledì 22 maggio 2013 alle 10 per gli iscritti alla pagina Facebook e al fan club e da giovedì 23 maggio 2013 per tutti su ticketone.it), accompagnato dalla sua band e da 100 giovani musicisti selezionati nei conservatori di tutta Italia.

"Mi piacerebbe che ai miei concerti dell’Arena di Verona venissero anche i fan russi, anzi lo spero. Mi sentirei molto gratificato dal fatto che qualcuno prenda l’aereo e decida di affrontare un viaggio per sentirmi cantare – ammette Gianni Morandi che, a 68 anni, ha ancora l’aria da eterno ragazzo -. Nelle due serate di Celentano, nel 2012, sono state contate 2.000 presenze russe. Io stesso ho aiutato a salire sul palco una ragazza russa che stava per essere cacciata via dalle forze dell’ordine".

Il suo, in Russia, è un successo di lunga durata.
Successo è una parola esagerata. Nel 1983 feci una lunghissima tournée di 40 giorni girando tutta la Russia, ricordo che non mi lasciavano mai finire. Quando terminavo le mie canzoni cantavo quelle di Battisti, poi quelle di Modugno, poi quelle napoletane e quelle popolari. Lavorai anche per la loro televisione, poi però sono un po’ sparito. Ci sono tornato da poco per un concerto insieme ad Al Bano. Lui è uno che ha veramente successo in Russia. Toto Cutugno e Celentano, poi, sono delle vere star. Quando vado lì, per esempio, mi chiedono sempre di Celentano. 

Lei che è stato in Russia negli anni ’60, poi negli anni ’80 e ancora adesso che cambiamento ha visto?
Il cambiamento di Mosca mi ha impressionato. La prima volta in Russia fu nel 1965 al Gorky Park con il Cantagiro, con tantissimi altri cantanti, tra cui Rita Pavone. C’era un’aria un po’ grigia. Ricordo che si mise a piovere fortissimo, quasi un diluvio universale, ma nessuno fece un movimento, restarono tutti lì al loro posto come se non stesse accadendo nulla, nonostante l’interruzione di un’ora dello spettacolo. Qualcosa era già cambiata negli anni ’80, erano i tempi di Andropov. Adesso ho visto una città trasformata: nei colori, nei paesaggi, nell’illuminazione. È molto viva, con un gran movimento di giovani, locali, ristoranti, anche italiani. In alcuni di questi ho mangiato meglio che in Italia. Si avvicina molto alle metropoli internazionali, mentre prima aveva una personalità diversa e molto definita. Passeggiare vicino al Cremlino e nella piazza Rossa, però, ha lo stesso fascino di un tempo.

Conosce qualcosa della musica russa?
Conosco i grandi compositori russi: il Gruppo dei Cinque, del quale facevano parte Borodin e Musorgskij, poi Tchaikovsky e gli altri. Negli anni ’60, invece, conobbi Alla Pugacheva, una grandissima cantante che può paragonarsi alla nostra Mina. Adesso anche la figlia è una cantante.

C’è qualche brano che non deve mai mancare nei suoi concerti russi?
La mia canzone più famosa in Russia è "Canzoni stonate". Quando andai nei primi anni ’80 l’avevo appena incisa e girò molto, anche in televisione. Poi c’è qualche classico legato ai film degli anni ’60, "In ginocchio da te", "Non son degno di te" e quelle che arrivavano dal Festival di Sanremo che in Russia è molto seguito. Nei concerti, poi, c’è sempre una parte dedicata ai classici italiani e della musica napoletana.

Come sono i fan russi della musica italiana?
I russi hanno una grande passione per l’arte italiana, per la cultura e la lingua italiana. In tanti parlano l’italiano e lo fanno molto bene.

Lei, Al Bano e Toto Cutugno avete mai pensato di preparare insieme uno spettacolo proprio per gli spettatori russi?
Sarebbe bellissimo. Se capitasse l’occasione lo farei volentieri. Intanto spero che i miei fan russi vengano all’Arena di Verona, anche solo per vedere l’Arena (ride). In Russia, comunque,ci tornerò nell'ottobre 2013, dopo i concerti all'Arena. Sono stato invitato, insieme ad altri artisti italiani, e ne sono molto contento.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta