Ecco l’unica rivista americana pubblicata in URSS che ipnotizzava i lettori sovietici

Raccontava la vita dall’altra parte della cortina di ferro. Ma l’iniziativa non piacque alla leadership sovietica, che ne limitò la circolazione. Fino all’arrivo di Gorbaciov…

Proprio alla fine della Seconda guerra mondiale, l'ambasciata americana a Mosca fece pressioni per lanciare una rivista che raccontasse ai lettori sovietici la vita negli Stati Uniti. Poco dopo aver ottenuto il permesso da parte dei diplomatici sovietici, nel 1945, fu pubblicato il primo numero della rivista. 

America, 1965-01

La prefazione del primo numero del giornale “America” delineava lo scopo e la politica editoriale della pubblicazione:

“Questa rivista [...] parla del popolo americano, di come gli americani vivono, lavorano e si divertono; i loro stati d'animo e i loro desideri, le loro preoccupazioni e aspirazioni e i loro momenti di riposo e di svago. Sulle pagine della rivista cercheremo di raccontare tutto questo [...]

Cercheremo inoltre di mostrare cosa pensano e fanno gli americani, cosa leggono e di cosa parlano. In questo e nei prossimi numeri di ‘America’, il lettore troverà molti articoli ristampati dalle riviste più comuni, lette da milioni di americani”.

America, 1965-01

In un’epoca in cui Internet non esisteva ancora, ed era pressoché impossibile vedere i film di Hollywood e i simboli della cultura popolare americana, la rivista era l'unico modo per avere un'idea della vita dall'altra parte della cortina di ferro; ovviamente le copie di questo giornale erano poche, così come erano ben pochi i cittadini sovietici che riuscivano ad averne una. 

America, 1983-07

Il governo sovietico assunse fin dall’inizio una posizione scettica nei confronti dell'iniziativa americana e insistette sul fatto che l'unico scopo della rivista fosse quello di promuovere il ruolo e l'importanza degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, nonché le tradizioni e le istituzioni americane.

America, 1983-09

In effetti, l'immagine della vita negli Stati Uniti, così come veniva ritratta dalla rivista, era sorprendentemente buona rispetto a quella che il popolo sovietico stava vivendo in URSS. 

America, 1983-07

La rivista pubblicizzava magistralmente l'abbondanza di beni e le opportunità nel mondo capitalista. Un tema centrale di uno dei numeri della rivista era, ad esempio, l'occupazione giovanile negli Stati Uniti. 

America, 1983-07

“È un piacere lavorare allo stadio. Si possono vedere tutte le partite gratis”, affermava un diciassettenne, Michael Burman, che guadagnava 3,35 dollari all'ora. Colby Reynolds, un altro adolescente presentato dalla rivista, lavorava in un ranch ed era riuscito a mettere da parte abbastanza soldi per comprarsi una moto, il sogno di ogni adolescente dell'URSS.

America, 1983-07

A volte venivano semplicemente ristampati degli articoli già pubblicati su altre riviste. Fu il caso di un testo intitolato "Better Homes and Gardens" (Le migliori case e giardini), che deve aver lasciato di stucco le famiglie sovietiche, visto che presentava interni sontuosi, mai visti in Unione Sovietica. 

America, 1983-08

La rivista “America” era famosa anche per le sue storie fotografiche: le immagini  raccontavano tutti gli aspetti della vita negli Stati Uniti e fornivano ai cittadini sovietici un raro sguardo su come erano le città americane. 

In generale, la rivista presentava soprattutto storie di persone. Ogni argomento era raccontato attraverso un prisma di americani comuni, adolescenti, studenti, lavoratori, agricoltori, politici e abitanti di grandi e piccole città.

America, 1983-07

Il comitato editoriale prestava molta attenzione alle illustrazioni. Venivano pubblicate storie fotografiche eccezionali che avevano un grande impatto sul popolo sovietico che leggeva la rivista.

Con il tempo, la tiratura della rivista passò da 10 a 50 mila copie per numero. Lo status di nazione alleata aiutò gli americani a proteggere ed espandere l'unica via di accesso ai lettori sovietici in mezzo alla ferrea censura sovietica. 

America, 1983-09

Con l'inizio della Guerra fredda, il governo sovietico prese in considerazione la possibilità di proibire completamente la circolazione della rivista o di sequestrare l'80% della tiratura di ogni numero e di compensare le perdite della casa editrice sovietica con il bilancio statale.

America, 1984-02

Nel 1952, gli Stati Uniti smisero di pubblicare la rivista in URSS in segno di protesta per le pressioni subite dal giornale in Unione Sovietica.

America, 1984-02

Alla fine, gli Stati Uniti ripresero la distribuzione della rivista in URSS nel 1965, quando i governi sovietico e statunitense si accordarono per pubblicare ognuno una propria rivista dall’altra parte dell’Oceano, con una tiratura limitata a 30 mila copie per numero.

America, 1983-07

Tuttavia, le autorità sovietiche puntavano a neutralizzare l'influenza della rivista mettendo a punto una contropropaganda e facendo in modo che le cifre e i fatti forniti dalla rivista "americana" fossero confutati e che venisse denunciato lo "stile di vita americano".

America, 1965-01

Quando Mikhail Gorbaciov lanciò la politica della Perestrojka nella seconda metà degli anni '80, tutte le restrizioni relative alla circolazione della rivista "America" in URSS furono eliminate e le copie furono vendute liberamente nelle edicole.

La rivista continuò a essere pubblicata fino al 1994 - tre anni dopo il crollo dell'Unione Sovietica - quando fu costretta a chiudere, a causa di alcune difficoltà finanziarie.

Oggi è ancora possibile acquistare una collezione limitata della rivista "America" in Russia per circa 300 dollari.

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