Perché l’Urss nella Seconda guerra mondiale bombardò la neutrale Svezia?

Bombardieri Pe-2

Bombardieri Pe-2

Sputnik
Furono ben sette i raid (o gli errori rispetto a obiettivi in Finlandia), anche se Mosca ne ha riconosciuto ufficialmente solo uno. Ma anche Gran Bretagna e Germania “sbagliarono bersaglio”, e più spesso dei russi

Non proprio neutrale

Durante la Seconda guerra mondiale, la Svezia non riuscì a restare del tutto lontana dal conflitto, come sperava alla vigilia. Sotto la pressione del Terzo Reich, dovette accettare il transito delle truppe tedesche sul suo territorio.

Ma Stoccolma lasciò la politica di neutralità non solo perché costretta, ma del tutto volontariamente. Sia durante la Guerra d’inverno (1939-1940) che la Guerra di continuazione (1941-1944), che opposero Urss e Finlandia, la Svezia si dichiarò “Stato non belligerante”. Ma se è vero che non intervenne direttamente nel conflitto, tuttavia fornì costantemente ai finlandesi armi, munizioni e volontari.

Inoltre, gli svedesi si ritrovarono non di rado al centro delle ostilità. Di tanto in tanto, i sottomarini delle due parti in lotta attaccavano e affondavano erroneamente navi mercantili svedesi, e gli aerei finiti fuori rotta lanciavano attacchi aerei sul territorio del Regno.

Secondo gli svedesi, durante la Seconda guerra mondiale per errore i tedeschi bombardarono il loro Paese dieci volte, i britannici dodici e l’Urss sette. Mosca, tuttavia, ha accettato di ammettere la sua responsabilità solo in un caso.

Il primo colpo

Il 14 gennaio 1940, gli aerei sovietici attaccarono per la prima volta il territorio svedese. Tre bombardieri Ilyushin DB-3, dopo aver sorvolato la Finlandia settentrionale e il Golfo di Botnia, raggiunsero il grande porto svedese di Luleå.

Bombardiere DB-3

In condizioni di scarsa visibilità per una forte nevicata, si diressero inizialmente verso l’isola di Kallaxön, situata a sud di Luleå, dove sganciarono per errore una decina di bombe. Fortunatamente, non ci furono vittime; solo pochi edifici residenziali rimasero danneggiati.

Sulla via del ritorno, a causa della mancanza di carburante, i bombardieri sovietici furono costretti ad atterrare in Finlandia, dove furono catturati dalle truppe finlandesi.

Il principe ereditario Gustavo Adolfo, duca di Västerbotten, che in quel momento si trovava nel Nord della Svezia, arrivò immediatamente sul posto, accompagnato da personale militare di alto rango. Allo stesso tempo, iniziò una discussione sulle possibili ragioni del volo sovietico.

Il principe ereditario di Svezia Gustavo Adolfo

Secondo la versione generalmente accettata, gli aerei puntavano alla città finlandese di Kemi, ma si persero, oltrepassandola di circa 150 chilometri. Tuttavia, c’è anche chi crede che il compito dei DB-3 fosse quello di bombardare l’aeroporto militare in costruzione a Kallaxön, e che quindi non si trattasse per niente di un errore. Forse l’Unione Sovietica voleva costringere gli svedesi a smettere di fornire assistenza alla Finlandia. Mosca, tuttavia, non ha mai riconosciuto il coinvolgimento delle sue forze aeree nell’incidente.

Il raid su Pajala

A mezzogiorno del 21 febbraio 1940, sette bombardieri sovietici apparvero sul villaggio svedese di Pajala, a 10 km dal confine finlandese, e lo sottoposero immediatamente a massicci bombardamenti.

Le macerie nel villaggio svedese di Pajala dopo il bombardamento sovietico

Più di centotrenta bombe, comprese quelle incendiarie, si abbatterono su Pajala, a seguito delle quali la chiesa locale rimase gravemente danneggiata, e la segheria e parte della zona residenziale risultarono completamente bruciate.

Una bomba colpì la palestra della scuola locale, dove all’epoca erano di stanza le unità del Norrland Dragoon Regiment. I soldati svedesi si salvarono la vita solo grazie al fatto che l’ordigno non esplose.

Case in rovina a Pajala dopo il bombardamento sovietico

Il raid aereo miracolosamente non fece vittime, rimasero ferite solo due abitanti. Ciò accadde in gran parte a causa del fatto che la maggior parte delle bombe cadde alla periferia di Pajala. Inoltre, molti furono avvertiti dai loro amici e parenti del vicino villaggio di Kengis, proprio al confine con la Finlandia, che furono i primi a notare gli aerei sovietici.

La Svezia inviò una durissima protesta alla leadership sovietica, ma Mosca negò le accuse di aver attaccato Pajala. Solo il 6 marzo, capita la situazione, l’Urss riconobbe la responsabilità nel bombardamento del territorio svedese, giustificandolo con l’errore di navigazione degli equipaggi.

Le macerie a Pajala dopo il bombardamento sovietico

Dopo la fine della Guerra d’Inverno, una delegazione sovietica arrivò nel villaggio per valutare i danni causati. Come risultato, la Svezia ricevette un risarcimento di 40 mila corone.

Pajala dopo il bombardamento sovietico

L’attacco alla capitale

Il 22 febbraio 1944, gli abitanti di Stoccolma si trovarono improvvisamente nell’epicentro di una vera guerra. L’aviazione sovietica bombardò pesantemente la città.

Le forze di difesa aerea svedesi non si accorsero nemmeno che quattro bombardieri stranieri avevano raggiunto la capitale. Solo un posto di guardia segnalò l’avvicinamento di aerei non identificati, ma mentre cercava di chiarire la situazione, divenne ormai troppo tardi per agire.

Per la prima volta nella storia, Stoccolma fu bombardata. Una bomba da cento chilogrammi distrusse il teatro di recente apertura, lasciando un cratere di tre metri di profondità e cinque metri di diametro. Oltre alla capitale svedese,venne colpita anche la vicina città di Strängnäs.

Come nel caso degli altri raid aerei sovietici sugli insediamenti svedesi, miracolosamente non ci furono vittime. Due soldati rimasero feriti.

Le forze di difesa aerea svedesi

Gli svedesi giunsero alla conclusione che l’aereo sovietico aveva colpito per errore Stoccolma. A quel tempo l’Urss stava attivamente bombardando la Finlandia meridionale e sud-occidentale e i suoi bombardieri potevano facilmente perdersi in una buia notte invernale. Tuttavia, in risposta alla loro richiesta di chiarire la situazione, Mosca rifiutò di riconoscere il coinvolgimento dei suoi aerei nel raid sulla città, anche se involontario.

Esiste una teoria secondo cui l’attacco a Stoccolma non era affatto dovuto a un errore di navigazione, ma era stato deliberatamente organizzato dall’Unione Sovietica  La ragione di ciò sarebbe stato il caso dell’agente dell’intelligence sovietica Vasilij Sidorenko.

Vasilij Sidorenko

Sidorenko fu arrestato in Svezia nel 1942 per spionaggio e condannato a dodici anni di prigione. La leadership sovietica fece ripetutamente appello agli svedesi chiedendo il suo rilascio immediato, ma ricevette solo dei no. Quando i metodi diplomatici furono esauriti, l’Urss a quanto pare avrebbe deciso di agire con la forza.

Stoccolma dopo il bombardamento sovietico

Coincidenza o no, ma solo tre giorni dopo il bombardamento di Stoccolma, Sidorenko fu rilasciato per motivi medici e presto lasciò il Paese.


Perché i sovietici bombardarono la neutrale Stoccolma nel 1944? 

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