Questa madre sovietica vide andare al fronte dieci figli… e tornarono tutti!

Dominio pubblico
Ci sono molte storie terribili di intere famiglie spazzate via dalla Seconda guerra mondiale. Questa invece ebbe un happy end

Sono poche le famiglie in Urss che non hanno perso un figlio o un padre durante la Seconda guerra mondiale. E in molti casi, tutti gli uomini della famiglia morirono sui campi di battaglia, e il destino delle mogli e delle madri fu molto difficile.

La storia dei cinque fratelli statunitensi Sullivan, che affondarono insieme all’incrociatore leggero “USS Juneau” durante la Battaglia di Guadalcanal è ben nota (e in parte è alla base del celebre film del 1998 di Steven Spielberg “Salvate il soldato Ryan”). Incidenti simili, in cui interi gruppi di fratelli o familiari perirono, si verificarono più volte anche sul fronte orientale.

Il conflitto più sanguinoso della storia dell’umanità portò a milioni di persone il dolore inguaribile della perdita degli affetti più cari.

Un vero miracolo

Tuttavia, ci furono alcune felici eccezioni. Per esempio, tutti e dieci i figli di Evdokija Lysenko, del villaggio ucraino di Brovakhi, combatterono al fronte e tornarono a casa sani e salvi.

Evdokija Lysenko

Il primo a rientrare fu Nikolaj, sopravvissuto miracolosamente all’esplosione che uccise sette suoi commilitoni. Nel 1944, dopo le cure in un ospedale militare, fu rimandato dalla madre.

Ivan combatté invece in tutta l’Ucraina, è finì nel campo di concentramento di Treblinka, ma riuscì a scappare. Riprese a combattere, e finì la guerra in Romania.

Sempre in Romania, altri due fratelli si incontrarono per caso. Nell’agosto 1944, vicino a Iași, Mikhail vide Feodosij in prima linea. “Saltai nella sua trincea, lo abbracciai”, ricordò poi Mikhail: “Scoprimmo che io stavo andando in ricognizione, e lui stava tornando dalla ricognizione. Dovevo lasciarlo, ma non riuscivamo a smettere di parlare. Entrambi piangevamo…”.

I fratelli Lysenko

Dal conflitto entrambi tornarono poi a casa invalidi. Mikhail dopo una grave ferita al petto, e Feodosij senza una gamba.

Andrej e Pavel furono mandati dai nazisti ai lavori forzati in Germania, ma riuscirono a liberarsi e si unirono alle unità avanzate dell’Armata Rossa. Il tenente anziano Vasilij venne ferito tre volte e ricevette l’Ordine della Stella Rossa per il suo coraggio. Nel 1946 Pjotr, che nell’esercito era radiotelegrafista, tornò a casa.

I fratelli Lysenko furono sparpagliati, durante la guerra, da Berlino fino all’Estremo Oriente. Il radiotelegrafista Aleksandr raggiunse la capitale del Terzo Reich. Il carrista Stepan, dopo essere stato ferito nella Prussia orientale, fu mandato in Manciuria per combattere i giapponesi, ma i combattimenti erano già terminati quando arrivò. Tornò a casa per ultimo, nel 1947.

Madre Eroina

Rimasta vedova nel 1933, mamma Evdokija (nata nel 1889) aveva cresciuto da sola oltre ai dieci maschi anche cinque figlie. Nella penosa attesa di notizie dal fronte, era sopravvissuta all’occupazione tedesca, e riuscì a riabbracciare tutti i figli.

Nel 1946 Evdokija Lysenko fu insignita dell’Ordine della Madre Eroina

La straordinaria storia di Evdokija Lysenko uscì ben presto dai confini del villaggio. Nel 1946, a Kiev, fu insignita dell’Ordine della Madre Eroina.

Evdokija Lysenko morì nel 1963, un mese prima di compiere 74 anni. Nel 1984 fu deciso di immortalare la sua memoria installando una statua di bronzo nella sua nativa Brovakhi, il “Monumento alla madre”. Alla cerimonia parteciparono tutti i figli di Evdokija, a parte Vasilij, che non visse abbastanza per vedere questo evento significativo.


Quanti sovietici sono effettivamente morti nella Seconda guerra mondiale? 

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